Sviluppo delle competenze trasversali nel panorama europeo

Le slides del seminario tenuto il 22.11 dal prof. Faraci nell’ambito dell’edizione 2018 de “Lo Studente Strategico” (studentestrategico-faraci-2018-presentazionedefinitiva)

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Lottare per quello in cui si crede e non smettere mai di sognare

Il discorso di commencement di Mauro Ardizzone al Graduation Day del 28/9

Buongiorno a tutti,

docenti della commissione, colleghi e gentili ospiti che oggi ci onorate della vostra presenza.

Oggi per me è un piacevole onere ma soprattutto un grande onore, trovarmi qui a rappresentare voi tutti, cari colleghi. Spero di farlo abbastanza bene, cercando di tralasciare gli aspetti  e le considerazioni personali e  di trasmettere invece i pensieri e le emozioni di voi tutti.

I motivi per i quali ciascuno di noi ha iniziato qualche anno fà questo cammino possono essere vari ed eterogenei ma sicuramente all’ inizio ci ha accomunato la voglia di non fermarsi, di accettare una sfida nuova, di cercare di migliorarsi attraverso lo studio e l’applicazione. Col passare del tempo e’ stato necessario mantenere l’ entusiasmo, resistere, tenere duro, superare  qualche momento di incertezza, impegnarsi tanto per quell’ esame che sembrava insuperabile. Abbiamo imparato a convivere con le piccole e grandi difficoltà: gli alloggi, gli spostamenti per seguire le lezioni, le aule che sembravano sempre troppo piccole e potremmo proseguire, ma vi assicuro che non lo farò … quel che conta e’ che alla fine , anche grazie alla collaborazione del personale del Dipartimento e dei Docenti, si e’ sempre trovata una soluzione.

Ma la cosa più importante e’ che più passava il tempo e più sentivamo che ne valeva la pena, che ciò che stavamo facendo ci appassionava e che per nulla al mondo avremmo mollato. Volevamo arrivare ad essere qui oggi, davanti a tutti voi con la consapevolezza di aver portato a termine un bel percorso e con la certezza di aver raccolto molto di più dei vari insegnamenti che ci sono stati accreditati sul portale, di essere andati oltre il Titolo che oggi ci viene conferito.

Oggi e’ il giorno nel quale ufficialmente riceviamo il riconoscimento per il nostro impegno, per i sacrifici che ognuno di noi ha sostenuto negli anni, oggi rappresenta il compimento di una parte del nostro cammino e per questo e’ giusto essere felici e soddisfatti. Ebbene sì, oggi e’ un bel giorno. Ma non e’ la fine di nulla, non e’ un arrivo, non ci si ferma.

Sicuramente festeggeremo, poi riposeremo un po’, ma non troppo, e comunque, a prescindere da quello che ognuno di noi farà domani (ci sarà chi si cimenterà nella specialistica, chi proverà a entrare subito nel mondo del lavoro e chi farà altro),  siamo sicuri che da oggi inizia una nuova parte del nostro cammino, abbiamo sicuramente qualche strumento in più rispetto a qualche anno fa, ma sappiamo bene che non mancheranno nuove sfide da accettare, strade nuove da imboccare e momenti critici da superare, la vita e’ bella finché c’e’ un sogno da realizzare, una ragione per lottare, un traguardo da raggiungere.

L’ Augurio che ci sentiamo di fare a noi stessi e a tutti voi presenti e’ di  vivere una vita bella, viva, di non adagiarsi, di non accomodarsi , di non perdere mai quella sana curiosità per il nuovo , di non abbandonare la voglia di mettersi sempre in gioco. Di lottare per quello in cui si crede e che ci fa stare bene. Di non smettere di sognare.

Di continuare a vedere opportunità nei cambiamenti e a trarre insegnamenti anche e soprattutto dagli errori.

Ci auguriamo di continuare a  curare gli affetti, i rapporti interpersonali, di essere riconoscenti verso coloro che ci tendono la mano, e di tenderla verso chi ne abbia bisogno.

Eh si ,oltre alla parte di Conoscenza acquisita, agli insegnamenti specifici, crediamo e  ci piace pensare che dell’ Università resti anche questo. Che  l’Università e una Laurea servano anche a questo.

Ed  è per ciò che non finiremo mai di ringraziare le nostre famiglie, i nostri genitori,  i nostri compagni e compagne di vita, personalmente , concedetemelo, io ringrazio anche i miei due figli, e poi gli amici e tutte le persone che ci hanno sostenuto, incoraggiato e spinto a non mollare.

Doverosi, ma sinceri ringraziamenti vanno sicuramente all’ Università degli Studi di Catania e al Rettore, il Professore Francesco Basile.

Un ringraziamento meritato va al Dipartimento di Economia e Impresa, in tutte le sue componenti, grazie a tutti i docenti di ogni ordine e grado che negli anni ci hanno seguito e che tanto ci hanno trasmesso non solo in termini nozionistici, ai Professori relatori che ci hanno guidato e supportato in questa nostra ultima fatica e infine un grazie anche al personale amministrativo e delle varie segreterie e uffici per il supporto e la disponibilità mostrata in tante occasioni. Speriamo di non aver tralasciato nessuno, ma nell’ eventualità ci scusiamo fin d’ora.

Spero di essere stato almeno sopportabile , vi ringrazio di cuore per l’attenzione e vi auguro un felice proseguimento di giornata. AD MAIORA SEMPER amici miei!

L’Onore della Lealtà, della Rettitudine e della Sincerità. Auguri neo Dottori d’Onore.

Discorso di Commencement del Prof. Faraci al Graduation Day del 28/9

Cari dottori

consentitemi di esprimere sentimenti di gioia per il risultato conseguito, unitamente ai rallegramenti per questo momento di festa che accompagna la laurea appena ottenuta.

Comprendo bene il Vostro stato d’animo. Siete attraversati da un tourbillon di emozioni: felicità, euforia, soddisfazione, gratificazione; ma anche paura, sgomento, preoccupazione soprattutto per il dopo.

Conosco perfettamente questo stato d’animo perché era il medesimo di circa trent’anni fa quando mi laureai in questa Facoltà oggi Dipartimento che, nel tempo, è diventata la mia seconda casa e il luogo dove adesso lavoro.

In quel momento, subito dopo la laurea, in mezzo al rumore assordante dei festeggiamenti, mi ricavai uno spazio autonomo di pensiero e riflessione, in solitudine, per fare un patto con me stesso.

Dalla laurea in poi, dissi a me stesso, avrei dovuto fare di tutto per irrobustire e potenziare la mia onestà intellettuale, una virtù nobile che è quotidianamente sopraffatta dalla comune e banale idea di onestà. Avrei dovuto fare dell’onestà intellettuale il parametro di riferimento delle mie azioni future, senza mai mentire a me stesso.

Vedete, cari dottori, la laurea è un risultato finale che ingloba tanti risultati intermedi, conseguiti passo dopo passo a conclusione di ciascun esame. Alcuni di questi risultati sono stati ottenuti con sforzi minimi e beneficiando di qualche scorciatoia; altri sono stati inadeguati rispetto agli sforzi e all’impegno profusi; altri ancora hanno registrato piena concordanza fra livello di performance e impegno. La laurea, mettiamola così, sana tutto.

Ma d’ora in avanti, non potrete mentire più a Voi stessi. E’ una questione di maturità e di responsabilità. L’onestà intellettuale, che in parte si apprende dai genitori per esempio in altra parte si sviluppa autonomamente nel confronto con gli altri, dovrebbe essere una virtù attiva e non passiva. Si deve essere onesti in generale, non per paura di essere scoperti e puniti come quando non si copiava all’esame scritto perché il rischio era ben più alto del rendimento; si deve essere onesti intellettualmente dentro, e non per convenienza e neppure per opportunità.

L’onestà intellettuale è una virtù, forse ormai smarrita, che diventa principio regolatore delle nostre azioni e che risponde a noi stessi innanzitutto, prima che al bisogno di approvazione delle nostre azioni da parte di altri. Cominciare a fare dell’onestà intellettuale un principio regolatore dei nostri comportamenti aiuta ad essere cittadini più responsabili e più maturi.

Siate onesti con voi stessi. Abbiate il coraggio di interrogarvi da soli sulle scelte che state per fare.

Proseguirete gli studi alla magistrale per reale convinzione di accrescere il vostro livello di conoscenze, abilità e competenze conseguibile con un titolo di studi superiore oppure perché stare due anni in più all’Università rappresenta l’alibi per postergare in avanti decisioni sul proprio futuro che potrebbero già esser prese oggi?

Andrete fuori dalla Sicilia per seguire un corso di magistrale a Torino, a Milano, a Trento o a Bologna, per avvicinarvi di più a quel mondo del lavoro che valorizza meglio le vostre capacità o perché magari l’Università fatta fuori è un’occasione per andare finalmente via di casa e avere più libertà individuale nell’organizzare la propria vita?

Comincerete a lavorare subito rinunciando agli studi della magistrale perché ne siete veramente convinti oppure per paura di affrontare altri due anni di esami, al termine dei quali comunque avreste un titolo professionale più qualificato per affrontare diversamente e con diversa prospettiva il mondo del lavoro?

E direte di esser stati costretti ad andare via della Sicilia perché è più comodo affermare che la nostra terra è ingrata verso i propri figli oppure perché avete perso il coraggio di intraprendere in Sicilia o a partire dalla Sicilia per poi guardare al mondo intero dove far conoscere la nostra sicilitudine?

Ecco, Vi invito a porVi queste domande. Non sono domande “guastafeste” perché oggi è un momento di celebrazione dei risultati raggiunti e non è mia intenzione togliere solennità a questa cerimonia e ai conseguenti festeggiamenti.

Ma sono domande che innanzitutto dovrete fare a Voi stessi e, con tutti i limiti umani che ciascuno di noi ha, sono interrogativi a cui provare ad abbozzare una risposta.

Apprezzerete, strada facendo, il gusto di essere onesti intellettualmente anche quando la vostra voce sarà fuori dal coro. L’onestà intellettuale è “l’onestà libera dal contesto“, ovvero un coacervo di atteggiamenti e comportamenti coerenti al di là di situazioni e persone; è la fedeltà ad un principio, non assoluto e magari anche sbagliato, ma pur sempre un cardine nella propria vita.

Onestà deriva dal latino honestus che a sua volta è derivato di honos, honoris, l’onore. Onestà è l’onore della lealtà, della rettitudine e della sincerità. Mi piacerebbe che, unitamente alla pergamena, io Vi consegnassi oggi il titolo di Dottori d’Onore

«Io spero di possedere sempre abbastanza fermezza e virtù per mantenere quello che considero il più invidiabile di tutti i titoli, il carattere di un onest’uomo», diceva George Washington che fu il primo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Auguri neo Dottori d’onore, e ad maiora semper!

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Fate la differenza cari dottori e non dimenticatevi del “Give Back”

Il discorso di Commencement del Prof. Faraci ai Graduation Days del 30 e 31 luglio 2018

Gentili Ospiti, Signore e Signori, Cari Laureati

porgo a tutti a nome del corso di laurea in Economia Aziendale, che ho l’onore di presiedere e oggi rappresentato pure dalla professoressa Agata Matarazzo, un cordiale benvenuto al Graduation Day. E’ la cerimonia nel corso della quale consegniamo ai neo dottori la pergamena di laurea e declamiamo pubblicamente il voto conseguito al termine del loro percorso di studi. Ai neo dottori rinnovo le mie più vive felicitazioni. La laurea è sempre un traguardo importante nella vita di chi è stato studente, ma rappresenta anche un punto di partenza. E’ una gioia che oggi va condivisa con amici, parenti, genitori e le persone più care.

Mi rivolgo a Voi, neo dottori, con un’esortazione. Una esortazione che magari potrà sembrare controcorrente e per certi versi contro-intuitiva. Ve ne parlerò fra poco. Se oggi siete arrivati fin qui, lo dovete principalmente a Voi, agli sforzi che avete profuso, alle rinunce che avete fatto, alla determinazione e alla volontà che avete manifestato, oltre alle Vostre capacità attestate alla fine di ogni tappa del lungo percorso di studi che Vi ha condotto fin qui. Va bene ed è giusto che sia così. Ma, attenzione, non è tutto così scontato.

La laurea è un punto di partenza, Vi ho detto. Da domani cominceranno nuove esperienze, forse ancora nel mondo degli studi, forse nel mondo del lavoro, qui a Catania o fuori dalla Sicilia. Saranno esperienze destinate a moltiplicarsi, man mano che si concretizzeranno i vostri desideri, i vostri programmi di vita, le vostre aspettative, i vostri obiettivi professionali. Vi auguro di andare avanti e di non fermarvi mai. Come disse il compianto Sergio Marchionne, nel 2014, a conclusione di un incontro con cinquecento studenti universitari: “Non avete bisogno di ricette magiche per cambiare il mondo. Avete già tutto quello che serve. E’ dentro di voi: è il potere di immaginare le cose in modo migliore. Io non posso che augurarvi di trovare il coraggio e la passione per seguire i vostri sogni e per fare, un giorno, la differenza“, concluse Marchionne

Bellissime le parole del compianto amministratore di FCA, però io mi sono rivolto a Voi inizialmente con un’esortazione. Ebbene, quando un giorno farete la differenza, e avrete seguito i vostri sogni, e avrete usato tutto il potere dell’immaginazione con coraggio e passione come Vi ha ricordato il dottor Marchionne, ebbene quando un giorno arriverete lì, o magari non ci sarete arrivati ma ci sarete stati comunque vicini, non dimenticate mai quanta importanza ha avuto nel vostro percorso formativo questo periodo trascorso all’Università. Non dimenticate il vostro corso di Economia Aziendale, cancellate qualche ricordo brutto, mantenete tutti quelli belli che rimarranno fissati per sempre nella vostra mente e nel vostro cuore. Avete incontrato bella gente qui dentro, fatto nuove amicizie, conosciuto professori e personale tecnico-amministrativo, ricevuto il supporto di mentori che si sono presi cura di Voi, anche quando avete pensato per un attimo, e in un momento di scoramento, di essere soltanto dei numeri. Non date nulla per scontato, per favore. Al netto di qualche incomprensione, di qualche leggerezza e di qualche ingiustizia subita, qui dentro si è lavorato nel Vostro precipuo interesse nell’obiettivo di renderVi più capaci, più preparati, più resilienti, più critici, più reattivi. Più maturi di quando avete messo piede qui dentro per la prima volta. Eravate ragazzi e ragazze, oggi siete uomini e donne. E così Vi presentiamo adesso da dottori alla comunità.

E quando, e mi auguro che sia veramente così, Vi ricorderete di Economia Aziendale, Vi invito a fare una cosa che farà la differenza, anche rispetto ai Vostri genitori che Vi hanno cresciuto e fin qui Vi hanno generosamente sostenuto negli studi e supportato affettivamente. Ecco l’esortazione. Vi invito a restituire alla Vostra Università un pezzo di quello che avete ricevuto negli anni di studi. Si chiama Give Back, è un verbo inglese che appartiene poco alla cultura italiana di oggi forse perché mediamente la gente è più avvezza all’ingratitudine, all’appropriazione, alla ricerca del potere, al narcisismo, all’individualismo. Give Back è qualcosa più della semplice riconoscenza. E’ tornare indietro un pezzo di quel che si è ricevuto, anche quando si pensa di aver già dato tutto. Anche un pezzettino. Che sia un’ora del proprio tempo, l’impegno pieno in una iniziativa, un’attività di mentoring per gli universitari del domani, una donazione in denaro. Give Back. Non importa ciò e quanto si darà, è importante il come e il perché sarà fatto quel gesto.

Se avessimo oggi un po’ più di Give Back, cari Dottori, avremmo cittadini migliori e più attivi anche fra i professionisti, gli imprenditori, i manager, i professori. Cittadini capaci di dare al Paese (l’Italia) un po’ di quello che si è ricevuto prima, di restituire al territorio (la Sicilia) un po’ di quello che si è avuto in gioventù, di ritornare alla Scuola e all’Università un pezzo di quello che si è ricevuto negli anni della formazione. Invece no. Prevale ancora oggi un senso di individualismo così sfrenato che, a parte generare catene più o meno lunghe di micro e macro conflittualità, non porta da nessuna parte.

Siate capaci, cari dottori, di fare qualcosa che la generazione dei Vostri genitori, cioè la mia generazione, non ha avuto sempre il coraggio nè l’umiltà nè la pazienza nè la voglia di fare. Give Back, restituire indietro alla Scuola, all’Università, al Territorio e al Paese quello che in momenti precedenti abbiamo avuto e che invece è stato capitalizzato solo a livello personale, senza farne più patrimonio condiviso con gli altri. Fate un salto indietro di due generazioni e, sebbene i tempi siano diversi, provate a vivificare il comportamento dei Vostri nonni e indietro ancora dei Vostri bisnonni che non sono affatto demodè, sono stati più lungimiranti, hanno dato forse più di quanto hanno ricevuto, ma che sono stati capaci di restituire gratuitamente e generosamente alle generazioni successive parte di quello che avevano ricevuto prima. Donare non è solo regalare un po’ del denaro guadagnato oppure risparmiato, ma è soprattutto mettere a disposizione degli altri un po’ del proprio tempo per consigliare, per formare, per insegnare a costruire. Non ci sono ricette e formule magiche, ci vogliono impegno e sacrificio, nell’ottica del dono. Ma il gioco vale sempre la candela. E la gioia di chi riceve oggi da chi in passato ha avuto la sua parte è la gratificazione migliore

Dunque, Give Back cari dottori. Non date mai nulla per scontato nella Vostra vita. Anche quando pensate, forse egoisticamente, che avete dato solo e ciò che avete ottenuto è il risultato unicamente del vostro impegno, sappiate pure che avete ricevuto. E così sentirete il dovere morale, un domani, quando prenderete il nostro posto nella società, di essere grati per quello che avete ricevuto, restituendo indietro anche un pezzettino di quello che avrete. Per magia, Vi renderete conto che il Give Back non sottrarrà valore al vostro patrimonio (sia esso costituito dal tempo, dalla famiglia, dai denari, dagli affetti), anzi accrescerà enormemente quello degli altri e darà ancora più valore a Voi come persone e cittadini attivi.

Dunque, Give Back cari dottori. E, come sono solito fare a conclusione di questi discorsi, “auguri e ad maiora semper”

Nel bel ricordo dell’ora di lezione, auguri “piccole viti storte”

Discorso di commencement del Presidente del corso di Economia Aziendale – Graduation Day del 29 maggio 2018

Cari dottori

innanzitutto congratulazioni per il traguardo raggiunto. Non è affatto scontato quello che avete conseguito, non è automaticamente consequenziale alla iscrizione e alla naturale prosecuzione di un corso di studi. E’ una conquista, un obiettivo raggiunto, una meritata soddisfazione che Vi fa ripercorrere, in un “frame” fotografico di pochissimi secondi, tutti gli stati d’animo che avete sperimentato in questi anni: dalla paura all’esaltazione, dalla gioia alla delusione, dalla tenacia alla disperazione, dalla felicità alla disillusione. La festa è tutta Vostra questo pomeriggio e a me toccherà solo il compito di accompagnarvi in questo momento celebrativo. E da Presidente del corso è un vero piacere essere con Voi in questo momento conclusivo del percorso accademico alla triennale che, come sapete, ormai da due anni teniamo distinto dall’Exam Day, il giorno degli esami di laurea che per Voi è stato una settimana fa.

Grazie alle famiglie per il supporto ai loro cari. Nemmeno questo ringraziamento è scontato. In un contesto come quello attuale in cui tutte le agenzie educative, e quindi la famiglia in primis, vivono molte criticità interne, hanno difficoltà a collegarsi fra loro, in un momento in cui Scuola e Famiglia, tanto per intenderci, parlano poco fra loro e si criticano a vicenda, anche il risultato dei Vostri familiari neo dottori è un risultato in parte Vostro. Beninteso, sono i ragazzi che hanno studiato pagina per pagina ogni libro, hanno superato non uno ma decine di esami, hanno sperimentato sulla loro pelle le tante contraddizioni del sistema universitario, ma un grazie come famiglie Vi è dovuto e un riconoscimento Vi deve essere dato, se i vostri cari sono qui stasera laureati e riceveranno tra poco la pergamena. Non è facile educare i ragazzi, non lo è mai stato nemmeno nel recente passato quando si trattava di educare noi che oggi siamo adulti, figuriamoci adesso che tutto è allo stato liquido, come direbbe il sociologo Bauman. Ma nella liquidità odierna di relazioni ed istituzioni, nella famiglia è ancora possibile trovare un contenitore di sicuro riferimento. Un contenitore di affetti, di fiducia, di speranze, di incoraggiamento e di supporto. E’ cambiato il ruolo del padre, è mutato pure quello della madre, la genitorialità si esprime in vari modi, ma la famiglia è la famiglia, come si dice dalle nostre parti.

Cari ragazzi, da domani si dischiuderanno nuovi orizzonti per Voi. Chi andrà via, chi rimarrà ancora qui, chi proverà ad accedere al mercato del lavoro, chi c’è già dentro e cercherà solo conferme, c’è chi ancora le idee sul proprio futuro non le ha chiare, non preoccupatevi anche questo è fisiologico.

Mi auguro che gli anni che avete trascorso qui dentro, in questo Palazzo Fortuna e in quello storico delle Scienze, siano stati anni di vera formazione. Ho appena finito di leggere un libro pubblicato nel 2014, si chiama L’Ora di Lezione, è dello psicanalista Massimo Recalcati ed è stata una “boccata di ossigeno” per chi, come me, crede profondamente al valore dell’insegnamento. Perché, vedete cari dottori, non si troverà mai né in Italia né altrove una soluzione ai dilemmi di sempre che permeano il sistema scolastico e quello universitario. Tra l’altro, ci sono molte interferenze sociali al nostro lavoro che spesso vanno oltre il limite del legittimo controllo sociale sulla nostra attività. Ognuno sentenzia sull’Università pur non conoscendola dall’interno. Qualche dilemma irrisolvibile? Dare più conoscenze e meno competenze ai ragazzi perché sennò rimarranno ignoranti? Oppure alleggerire le conoscenze e dare più competenze sennò rimarranno fuori dal mercato del lavoro? Fare più pratica e studiare meno teoria? O al contrario dare più teoria e meno esercitazioni? E via dicendo. E con queste domande, per carità lecite, nasce il disamore per la Scuola e l’Università. E lo studente si confonde e perde punti di riferimento

Invece io ho letto quel libro e ho preso una boccata d’ossigeno. Al centro del processo di apprendimento – c’è scritto in quel libro e io ne sono fermamente convinto – deve tornare lo studente ed è in quell’ora di lezione, cinquanta minuti per l’esattezza a Scuola, poco più di 90 minuti quando c’è lezione all’Università, è in quell’ora insomma che si realizza un processo di “umanizzazione alla vita” al quale docente non può rinunciare. Man mano che gli trasferisce conoscenze, il docente ha il dovere di svuotare lo studente per aiutarlo a riempirsi nuovamente di altra conoscenza, di sapere, di curiosità per il mondo, di un metodo di lavoro. Che compito incredibile quello del vero insegnante, trasferire, svuotare per poi aiutare a riempirsi da soli.

Lo sapete bene, cari dottori, che di questi anni porterete come ricordo quello più bello quello dell’aula, di quell’ora di lezione, dove avete incontrato tanti colleghi sicuramente, ma avete conosciuto anche qualche docente che, forse con il suo esempio, vi ha dato uno scossone alla vita, senza rinunciare al compito di aiutarvi ad umanizzarla quella vita.

C’è un passaggio nel libro di Recalcati che mi è piaciuto di più ed è quello in cui dice che compito degli educatori, i familiari per un verso e i docenti per altro,  è quello di amare la stortura della vite. I ragazzi sono le “viti storte”, come noi, adulti oggi, lo siamo stati in passato quando eravamo giovani. Oggi la “vite storta” è diventata anche la metafora della vita che non se la sente più di rispettare l’imperativo della produttività e della competitività a tutti i costi, come se fossero gli unici indicatori di successo. Voi un successo l’avete ottenuto se siete qui, ma la formazione delle persone, e dunque degli studenti, avviene sempre attraverso il tempo del fallimento e dell’inciampo che avete pure conosciuto. Sono quelli i momenti che permettono al giovane di confrontarsi finalmente con la verità del suo desiderio ponendosi la domanda: Cosa desidero al di là di cosa l’Altro vuole che io desideri? Qual è il mio proprio desiderio? Dunque, questa “vite storta” va amata così com’è, ci suggerisce Recalcati. E l’amore degli adulti va taciuto, altrimenti non è vero benvolere. Intestardirsi noi adulti nel volere piallare quella vite, scartarla, nel rifilarle tutte le filettature non porta da nessuna parte. Ogni giovane è una “vite storta”, come adulti abbiamo solo il compito di capire dove trovare un posto a quella vite nella vita.

Auguri, dunque, piccole viti storte. Ad maiora semper!

Entrate ogni Speranza, voi che lasciate qui

Il discorso di commencement del Prof. Faraci ai Graduation Days del 7 e 8 marzo 2018

Cari Dottori,

congratulazioni per aver tagliato il traguardo della laurea e un grosso in bocca al lupo per i programmi a venire che avete appena iniziato o state per incominciare.

Mi auguro che porterete sempre con Voi il ricordo di un periodo, quello degli studi universitari alla triennale, che Vi ha arricchito innanzitutto sul piano umano e delle relazioni, e poi su quello delle competenze anche non strettamente collegate agli studi, ed ancora su quello delle conoscenze e delle abilità che il titolo appena conseguito ha certificato con il superamento della prova finale e col voto di laurea.

In circostanze del genere si augura il meglio, unitamente ai complimenti per il risultato raggiunto. Non posso esimermi anch’io dal formularVi i migliori auspici insieme ai rallegramenti e non perché ciò rappresenti il dovere di un Presidente di corso di laurea, quanto piuttosto perché molti di Voi li ho incontrati in questi anni, e so bene quanto l’obiettivo della laurea sia stato considerato importante per tutti e quanti sacrifici sono stati fatti per arrivare a tagliare questo traguardo.

Alle famiglie che hanno sostenuto lo sforzo dei loro ragazzi in questi anni va il mio più sincero grazie. Un ringraziamento per aver assecondato la decisione dei loro figli di scegliere l’Università di Catania e questo corso di laurea; un ringraziamento per avere sostenuto finanziariamente ed affettivamente tutti i momenti del loro percorso di studi; un ringraziamento anche per averceli affidati, questi ragazzi, riponendo grande fiducia nell’istituzione universitaria e senza mai perdere questa fiducia anche quando qualcosa non è andata per il verso giusto. E’ una corsa ad ostacoli la vita e anche l’ambiente universitario non è esente da talune contraddizioni interne. Per i vostri ragazzi, si è trattata comunque di una preziosa occasione di crescita.

Ai neolaureati mi rivolgo con una frase che ribalta completamente l’ordine e il senso dell’espressione di Dante nel terzo canto dell’Inferno e vi dico “Entrate ogni speranza, voi che lasciate qui”. Vi auguro, cari dottori, di accedere alla Speranza e non come atteggiamento di rinuncia, ma al contrario, come atteggiamento di apertura alle nuove sfide. Diceva lo scrittore francese Charles Péguy “La Speranza è una bambina da nulla. Eppure questa bambina traverserà i mondi”.

Con la Speranza al Vostro fianco, vi auguro anch’io di traversare i mondi, viaggiando, aprendovi a nuove esperienze, misurandovi con nuove sfide di vita e professionali, osando un po’ di più, accettando che l’asticella dei traguardi si alzi via via sempre di più, in maniera che possiate sempre progredire. Può darsi che, da domani, lasciando questi luoghi del Dipartimento di Economia e Impresa, lasciate anche Catania. Mi auguro fortemente che non sia per disperazione, ma con la Speranza al fianco.

Mi congedo da Voi con alcuni versi di un mio componimento. E’ del 2012, quindi ormai è vecchio quasi sei anni. Ma ogni tanto mi ricordo di quello che scrissi e rileggendolo trovò occasioni nuove per fare di più e possibilmente meglio.

Sorrise ancor più bella la Speranza

e di ella io sentii la vicinanza

Mi diedi forza e confessai l’amore

forse creandole tanto stupore

Se mi scappa sarà disperazione

indifferenza unita a dannazione

“Resta con me non te ne puoi andare

con il tuo amor il mondo può cambiare”

 Rispose: il mondo devi cambiarlo tu

come ogni uomo tu ne hai la virtù

Una cosa ora ti dico e mai più:

Non ti scordar però di pregar lassù.

Una preghiera basta ad esser forte

Benvenuto da oggi alla mia corte.

 Speranza, tu sei allora la Regina?

“No, io sarò solo la tua vicina”.

Auguri di cuore, neo dottori, rallegramenti alle Vostre famiglie e ad maiora semper!

 

L’Università è l’opportunità di imparare a stare in equilibrio

Il discorso del dottor Andrea Favazza al Graduation Day di giorno 7/3/2018

Cari professori, colleghi, amici e familiari, buonasera.

Quando nei giorni passati mi è stato comunicato che avrei avuto l’onore e l’onere di parlare in nome di tutti i miei colleghi, il mio pensiero è subito corso al mio personale cammino nell’intento di scovare qualcosa che potesse accomunare ogni studente universitario.

Nel rievocare la moltitudine di sguardi incrociati in questi anni, ho preso coscienza di quanto fosse difficile individuare qualcosa che ci potesse accomunare, essendo tutti diversi, speciali ed unici.

Ho incontrato uomini e donne mossi dal desiderio di diventare bravi professionisti, altri motivati dalla convinzione che senza una laurea non si è nessuno. Ho osservato uomini e donne spinti da una sincera curiosità, altri semplicemente sollecitati dal mondo intorno. Ho conosciuto uomini e donne intraprendere il percorso universitario per assecondare il desiderio della propria famiglia, altri per realizzare i propri sogni, realizzare se stessi. Mi sono imbattuto in uomini e donne che camminavano soli, altri che ridevano insieme. Ho visto uomini e donne superare ostacoli e difficoltà, altri cadere.

Insomma, dentro queste mura di gente ne è passata, ne passa e continuerà a passarne, e questo probabilmente è ciò che più le rende speciali. L’università non è però una sala d’aspetto affollata di gente in cui si è costretti a perdere il proprio tempo, è piuttosto il vagone di un treno su cui la gente sale per raggiungere la propria meta. E dentro questo vagone succedono le cose più straordinarie: si parla, ci si osserva e si osserva, si pazienta e si apprende.

L’università è un’opportunità o, meglio, è l’opportunità di imparare a stare in equilibrio, è l’opportunità di cercare un equilibrio – per la prima volta da soli – tra lo studio e il tempo libero, il sacrificio e il riposo, l’entusiasmo e lo scoramento, comprendendo come ogni cosa sia necessaria. Quindi grazie, grazie per questa opportunità.

Mi auguro, cari colleghi, che possiate continuare a trovare il vostro equilibrio innanzi ad ogni prova che sarete costretti ad affrontare, e che ogni valore, ricordo e insegnamento vi possa tornare utile per ottenere ciò che desiderate dalla vita.

Perdonatemi, colleghi, se non sono riuscito a carpire in un discorso ognuno dei vostri percorsi speciali, fatti degli odori e dei colori delle vostre case, dell’affetto dei vostri familiari e dei vostri amici, degli insegnamenti e dei moniti dei vostri docenti, a cui va il mio più profondo ringraziamento per aver contribuito a renderci quello che siamo e averci permesso di esserlo. Grazie.

Grazie.

 

La laurea è il tratto di strada che vi siete appena lasciati alle spalle. Adesso “inchinatevi” alle domande acute e intelligenti

Il Discorso di Commencement del Prof. Rosario Faraci al Graduation Day dell’11/12/2017

Gentili Ospiti, cari Dottori

Buonasera. Congratulazioni ai neo laureati per il traguardo conseguito e rallegramenti a tutti, ai parenti dei ragazzi, per averli supportati e sostenuti in questi anni di studio

Vorrei formularVi i consueti auspici augurali di buona vita. Ma sono consapevole che, per quanto sentiti da parte mia, sono molto banali e apparirebbero sbrigativi.

E dunque Vi dico qualcos’altro che trae lo spunto da un racconto di Jostein Gaarder, uno scrittore norvegese divenuto famoso col suo romanzo filosofico Il Mondo di Sofia. In un altro libro, dal titolo C’è nessuno, racconta la storia di un incontro fra un ragazzo e un alieno che, per quanto provenienti da pianeti diversi, si assomigliano in molti aspetti e, soprattutto, scoprono che i cinque sensi sono ugualmente importanti per gli umani che per gli alieni

Ebbene, ad un certo punto, Joakim, il ragazzo umano, rivolge una domanda a Mika, l’alieno e questi si inchina. E continua ad inchinarsi, ogni volta che gli viene rivolta una domanda. Poco dopo spiega il perché. L’inchino è un gesto importante, di rispetto, e un atto del piegarsi. Non vale piegarsi per una risposta, perché una risposta è il tratto di strada che ci siamo lasciati alle spalle, dice Mika l’alieno. Invece, ad una domanda, specie se acuta ed intelligente, ci si inchina.

Inchino alla domanda, dunque, cari ragazzi. La laurea è il tratto di strada che vi siete appena lasciati alle spalle. Stasera la festeggiamo e nel modo più bello. Ma da domani inchino alla domanda, perché il futuro che sarete chiamati a scrivere sarà pieno di domande e rivolgete a Voi stesse quelle più acute, più intelligenti. Ad esempio, chiedetevi sempre il come e il quando delle cose che, nella ricerca di soluzioni ai problemi, sono domande più acute del perché e del se che spesso evocano solo rimpianti, occasioni perdute, o non hanno risposta. Chiedetevi dove vi vedrete da qui a cinque, o dieci anni, perché il futuro Vostro dipenderà dai passi che inizierete a percorrere da domani e da quelli che avete già compiuto in questi anni di Università che Vi hanno segnato come persone e che Vi hanno insegnato tante cose, nel bene e nel male.

C’è un altro passo del libro di Gaarder che merita di essere ricordato. E’ quando Mika dice a Joakim che bisogna viaggiare e sognare, ma la differenza è che viaggiando ci si muove per il mondo, mentre sognando ci si muove dentro il mondo. Vi auguro di fare l’uno e l’altro, di viaggiare e sognare, perché è così che si allargano gli orizzonti e in nuovi spazi trovano collocazione le nuove, acute, intelligenti domande che sarete capaci di porVi.

Non Vi auguro altro stasera. Domandate e domandatevi. Dice Alessandro Baricco, un altro scrittore vivente, questa volta italiano:  “Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde”. Gli fa eco Charlie Brown, il personaggio principale della striscia a fumetti Peanuts, di Charles M. Schulz. Dice Charlie Brown “Quando pensi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande”

Ancora auguri e ad maiora semper!

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Passo, livello e altezza. Cari dottori, innamoratevi della Speranza

Discorso di Commencement del Presidente del corso di laurea in Economia Aziendale Prof. Rosario Faraci, Graduation Day del 22/11/2017

Congratulazioni ai neolaureati e auguri a tutti, familiari, amici e parenti dei neolaureati, molti dei quali accedono probabilmente per la prima volta nei luoghi in cui, in questi anni, i loro ragazzi sono cresciuti e si sono formati.

Ai neolaureati che si accingono ad affrontare, da domani, nuove sfide personali e professionali, vorrei regalare alcune frasi tratte dal libro “L’arte della guerra”, un trattato di strategia militare del VI-V secolo a.c., divenuto un punto di riferimento per gli studi di strategia aziendale e adesso anche di strategia personale.

Dice Sun Tzu, generale e filosofo cinese: Conoscendo gli altri e conoscendo se stessi, in cento battaglie non si correranno rischi; non conoscendo gli altri, ma conoscendo se stessi, una volta si vincerà e una volta si perderà; non conoscendo né gli altri né se stessi, si sarà inevitabilmente in pericolo ad ogni scontro”

Sono frasi che, a ciascuno di Voi, cari ragazzi evocano il senso degli studi di economia e di management compiuti in questi anni. Bisogna conoscere se stessi, l’ambiente in cui si lavora (fino ad oggi, l’Università per Voi; domani ancora l’Università o il mondo del lavoro e delle professioni), ma bisogna anche conoscere gli altri, cioè il contesto esterno di riferimento. Solo così, si potranno ottenere risultati

Le frasi di Sun Tzu mi suggeriscono tre termini, evocativi di altrettanti concetti, che vorrei condividere con Voi questa sera, in questa festa che celebra la conclusione di vostri studi, la declamazione pubblica del titolo conseguito e la consegna della pergamena.

I tre termini sono passo, livello e altezza. Permettetemi di utilizzarli come esortazione e monito al contempo.

Passo, dal latino pandere che significa stendere, aprire. Dunque innanzitutto passo come movimento ritmico e alterno degli arti. Passo per camminare. Vi esorto ogni giorno della vostra vita a fare un passo avanti rispetto al giorno precedente. Solo così si potrà raggiungere la destinazione, cioè l’obiettivo, sapendo che il viaggio, cioè il cammino, specie se fatto in compagnia, è di per sé esaltante quanto la meta, anzi forse di più. Fare un passo, ma anche stare al passo. Al passo con i tempi, con la società che cambia, con il mondo del lavoro e delle professioni che ogni giorno presenta una novità. Non è facile, ma non è nemmeno impossibile. Basta dare un sguardo alle otto competenze chiave di apprendimento permanente dell’Unione Europee e stilare il bilancio delle proprie competenze. E provare stare al passo, ad esempio con le competenze linguistiche o digitali, se si ha la consapevolezza di essere un po’ più indietro.

Livello. Il livello è la quota di un piano orizzontale rispetto ad un altro piano orizzontale di riferimento. E’ anche l’altezza di un punto su una superficie. Per cui va bene, se si vuole raggiungere un certo livello, ad esempio di competenze, di professionalità, di maturità lavorativa. Un giudizio, una valutazione graduabile secondo una scala di valori è sempre salutare, aiuta a crescere. Lo avete imparato all’Università. E’ una espressione comparativa, di confronto con gli altri, che supera la autoreferenzialità e abitua al confronto. Ma anche qui c’è un rischio. Di scendere al livello di chi vuole portarti al suo livello, più basso, di ignoranza, di conflittualità, di acredine. Livellatevi sempre verso l’alto, cari ragazzi, e alzate l’asticella ogni giorno di un punto più alto sulla superficie. Evitate di livellarvi verso il basso, di omologarvi alla posizione di chi vuole stare nei punti più bassi, perché trova più comodo stare giù. Se qualcosa vi avrà lasciato dentro questo periodo trascorso all’Università, mi auguro che sia stata proprio questa voglia di spingersi verso alto. Alzarvi di livello, mai scendere di livello.

Altezza. Infine altezza, un altro termine di matrice etimologica latina. La dimensione verticale di un corpo. Ma anche la differenza di quota tra due punti misurata lungo la verticale. Ora, questa benedetta altezza sta creando nei giovani di oggi il più grande movimento ansiogeno di tutti i tempi. Paura di non essere all’altezza, cioè timore di non farcela. Paura di perdere il confronto, col rischio, come detto prima, che ci si confronta con il livello più basso, anziché guardare più in alto. Paura di non essere rispondente alle aspettative, che spesso sono le aspettative di altri e non di se stessi. Dunque paura di perdere, di perdere tutto. Non c’è una ricetta per il successo, né una per la felicità, cari ragazzi. Ma venticinque anni consecutivi di insegnamento universitario compiuti proprio quest’anno mi hanno fatto capire una cosa. Che bisogna sempre essere all’altezza delle proprie speranze. Speranza che è l’ultima a morire, meglio se è la prima a nascere. Più grande è la Speranza, più ci si metterà in discussione con se stessi e si sarà pronti ad essere all’altezza di quella Speranza. Non è vero che chi di speranza campa, disperato muore. La Speranza è la frontiera della possibilità per ciascuno di noi, esserne all’altezza è la più grande sfida per l’uomo.

Vi lascio con un passo di una mia poesia di cinque anni. Avevo immaginato un dialogo fra me e la Speranza, era anche un dialogo molto forte, ci stavo litigando con la Speranza. Le gridavo così

« Da te io voglio la consolazione

Per non provare più la delusione

Sei la Speranza, non l’aspirazione

non esser tentatrice in proiezione!

E mentre così a Lei stavo urlando

forse me ne stavo innamorando

Sorrise ancor più bella la Speranza

e di ella io sentii la vicinanza

Mi diedi forza e confessai l’amore

forse creandole tanto stupore

Se mi scappa sarà disperazione

indifferenza unita a dannazione

“Resta con me non te ne puoi andare

con il tuo amor il mondo può cambiare”

Rispose: il mondo devi cambiarlo tu

come ogni uomo tu ne hai la virtù

Una cosa ora ti dico e mai più:

Non ti scordar però di pregar lassù.

Una preghiera basta ad esser forte

Benvenuto da oggi alla mia corte.

Speranza, tu sei allora la Regina?

“No, io sarò solo la tua vicina” »

Auguri e ad maiora semper, neo dottori.

 

 

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Con l’augurio, cari dottori, di “farvi friggere” al più presto

Il Discorso di Commencement del Prof. Faraci al Graduation Day del 29 settembre 2017

Gentili Ospiti, Cari dottori

Solo poche parole da parte mia a chiusura di un percorso di studi, quello dei neo laureati, che è stato impegnativo, duro e spigoloso in alcuni tratti, ma sicuramente formativo sul piano umano e della crescita professionale. A tutti loro va il mio personale augurio di buona vita che, qualunque sia la strada che i neo dottori perseguiranno, possa essere ispirata sempre ai valori dell’amore e della fiducia e che sia sempre all’altezza delle speranze che si coltivano e dei sentimenti che si provano. Tutto il resto, come è noto, viene da sé nella vita.

Consentitemi di tessere oggi l’elogio della melanzana. E, con questa lode pubblica di un ortaggio in assoluto fra i più digeribili e gustosi, permettetemi di congedarmi simpaticamente da questi ragazzi che, in questi anni, hanno frequentato i nostri corsi, sono cresciuti nelle nostre aule, hanno svolto diverse attività, sono maturati e oggi sono pronti a nuove sfide.

Li abbiamo coltivati qui dentro con lo spirito del buon contadino che vede, nel proprio orto, crescere e maturare le melanzane. Da docente mi sento più contadino che istruttore. Il buon contadino, se conosce bene la terra, sa che deve avere pazienza, che queste melanzane vanno fatte crescere in un terreno fertile e ben drenato, in posizione soleggiata ma riparata, senza mai esporre la pianta a temperature rigide, altrimenti non crescerà mai il frutto.

Giorno dopo giorno, la melanzana cresce a vista d’occhio, prende forma allungata o rotonda a seconda della specie, resiste agli attacchi soprattutto dei parassiti, e quando è matura, è pronta per essere raccolta insieme a tutti gli altri frutti della stessa specie.

Finito il raccolto, la melanzana è pronta per esser mangiata, è commestibile? Purtroppo no, il suo gusto amaro non la rende commestibile. Se si chiama melanzana è perché, etimologicamente, è una “mela non sana”, cioè non commestibile da cruda.

Dunque, l’esperienza ci insegna che la melanzana è tanto più buona, quanto più è cotta; la cottura ne esalta le proprietà, il gusto, la rende digeribile, assorbe i grassi e gli oli, è benefica per la salute perché abbassa il colesterolo, consente la preparazione di piatti ricchi e saporiti. E che piatti!

Pensiamo per un attimo ai capolavori che con la melanzana si possono realizzare, gustando pietanze come la parmigiana, la caponata o la pasta alla norma!

Bene, in questi anni abbiamo coltivato melanzane, ortaggi semplici ma ricchi di proprietà, a buon mercato e genuini. Sono ortaggi biologici, se mi passate il termine. Non ne abbiamo accelerato la crescita con i fertilizzanti chimici, per cui apparirebbero enormi di dimensioni, ma insipidi oltre che nocivi alla salute. Non ne abbiamo alterato il DNA con manipolazioni genetiche, per moltiplicare la produzione e ampliarla su scala industriale.

Le abbiamo coltivate naturalmente, provvedendo a dare acqua alla terra, a liberare la pianta da erbacce e gramigna per farla respirare, a stare attenti, anche con qualche piccola copertura in serra dove necessaria, a non esporle alle rigide temperature. E, assecondando i ritmi e i tempi della natura, oggi è giorno del raccolto e, per fortuna, non tutte le melenzane sono uguali alle altre.

E’ giorno del raccolto oggi, ma l’ortaggio non è ancora commestibile. Ha bisogno della cottura per sfamare gli altri. Ha bisogno di abbinarsi ad altre pietanze per preparare piatti gustosi. Va fritto, va infornato, va impanato, va arrostito prima di apprezzarne tutte le sfumature di gusto. E’ un ortaggio apparentemente povero, ma invece ha una straordinaria ricchezza, soprattutto perché esso stessa genera nuova ricchezza.

Abbiamo elogiato la melanzana questa mattina. Immaginando che ciascuno dei ragazzi, appena laureati, sia come questo frutto, di origine indiano, importato nelle nostre abitudini mediterranee dagli Arabi, e oggi probabilmente l’ortaggio più utilizzato a tavola. Anche perché si può conservare sott’olio e consumarlo più avanti quando è terminata la stagione del raccolto.

La Natura ci insegna, cari dottori, che ci sono tempi e ritmi che non vanno forzati. E ci insegna pure che non tutti i frutti sono uguali, ma ciascuno è indispensabile, sia per sfamare, sia per arricchire la tavola con piatti gustosi che, nel caso della melanzana, sono anche piatti della tradizione siciliana.

Per cui, cari dottori, Vi auguro di “farVi friggere” al più presto, sapendo però che solo così diventerete ancora più buoni e gustosi e, con un po’ di ricotta salata sopra e pomodoro quanto basta attorno, renderete capolavoro tutto ciò che si abbina a voi.

Ad maiora semper e rallegramenti!

Usate la Bussola d’Amore per orientarvi nelle decisioni importanti della vita

Discorso di commencement del Presidente del corso di laurea al Graduation Day del 25 luglio 2017

Cari Dottori

mi congratulo con Voi per aver conseguito l’ambito traguardo della laurea in Economia Aziendale che questo pomeriggio festeggiamo, insieme ai Vostri cari, al Graduation Day. Mi auguro che di questi anni trascorsi in questo Dipartimento rimarrà in voi indelebile il ricordo di un periodo bello della vostra vita dove, insieme a tante conoscenze ed abilità, avete appreso pure competenze e avete fatto l’esperienza di incontrare nuove persone con le quali, non è escluso, percorrerete ancora altri sentieri lungo la strada maestra della crescita umana e professionale. Estendo gli auguri naturalmente anche ai genitori, ai nonni, ai parenti e agli amici dei neolaureati per il loro continuo supporto affettivo e materiale assicurato durante gli anni di studio dei loro ragazzi.

Questo pomeriggio vorrei parlarvi di cambiamento, un tema che è connaturato alla vostra indole di giovani che vivono questo tempo con sentimenti contraddittori, dalla rabbia all’entusiasmo, dal desiderio di riscatto alla voglia di fare, dalla sfiducia alla speranza. E, purtroppo, non Vi capita sempre di vivere questi tempi di auspicabile cambiamento da protagonisti perché, per un motivo o per un altro, la società non sempre Vi consente di esprimervi pienamente. E questo è un po’ delittuoso, consentitemi di dirlo, per una società moderna e democratica, come l’Italia, che rimane ancora tra i paesi occidentali più sviluppati, però stranamente dà poco spazio ai giovani.

Però sono tempi di cambiamento, cari ragazzi, e dovete viverli con l’atteggiamento giusto, carichi di una rinnovata speranza e di una inesauribile fiducia, desiderosi di fare e di agire perché adesso è il momento di tradurre in azione il sapere che avete appreso durante il periodo degli studi. Sapere in azione. E’ questo che vuole il mondo del lavoro.

Idealmente, vorrei regalare a ciascuno di Voi questa bussola. Io l’ho chiamata Bussola d’Amore. Ho chiesto alcuni fa ad una giovane artista siciliana, Manuela Privitera, che mi rappresentasse in un dipinto quella che era la mia idea di uno strumento che noi tutti possediamo e che non è solo il lume della ragione né tantomeno la sola passione che viene dal cuore. L’ha rappresentata mirabilmente nel modo che tutti Voi potete vedere. E io l’ho chiamata Bussola d’Amore.

La Bussola d’Amore è lo strumento per eccellenza del Cuore Pensante o, se volete, dell’Intelligenza Emotiva. Ci serve per orientare i nostri passi in tempi di cambiamento; ci serve per avere una guida nelle decisioni importanti che dobbiamo prendere nella vita; ci serve per trovare coraggio che, se è vero che l’altra faccia della paura, è anche l’unico aggio che dobbiamo pagare al Cuore. Cor-aggio. Il suo prefisso è cor, che in latino vuol dire Cuore.

Fateci caso, anche quando in questi anni avete dovuto prendere una decisione importante, avete usato questa Bussola d’Amore, realizzando una mirabile sintesi, quasi chimica, fra la freddezza della mente e la calda passione del cuore. L’avete usata quando qualcosa vi ha spinto ad accettare un voto d’esame, anche se non rientrava nelle vostre aspettative, perché sapevate che in palio c’era una posta più alta in avanti, che è quella che oggi festeggiate con la laurea. E’ la Bussola d’Amore che vi ha spinto ad abbracciare qualche esperienza nuova, ad intraprendere coraggiosamente qualche strada mai battuta prima, ad avvicinarvi a qualcuno, fosse un collega o un docente, che non conoscevate prima e di cui avete cominciato a fidarvi. Era sesto senso? Intuito? Una bella botta di fortuna?

No, ragazzi, in quei casi vi ha aiutato la Bussola d’Amore. Che è una bussola e dunque uno strumento per la navigazione nella vita. E che conduce all’Amore, il sentimento più nobile che una persona possa provare, anche quando è amore per lo studio, per il lavoro e per il sapere, non soltanto amore verso le persone. Amore che è sinonimo di Libertà e di Responsabilità. Considerando anche la Vostra giovane età, non cessate mai di innamorarvi e di amare. E amate lo studio, perché studiare deriva dal latino studére che ha tante sfumature di significato. Non significa solo dedicarsi allo studio, ma anche prendersi cura di qualcuno o di qualcosa, aspirare a, tendere verso.

Vi auguro, dunque, per il futuro, di continuare ad usarla questa Bussola anche per le scelte a venire che sarete chiamati a compiere, se rimanere a Catania o partire, se proseguire gli studi o meno, se fare la specialistica o un master, se avvicinarvi subito al mondo del lavoro o aspettare ancora un po’, se accettare una proposta di lavoro o rifiutarne qualche altra che non è congeniale alle vostre naturali inclinazioni, se allontanarvi dalla famiglia per crescere professionalmente o fare esattamente il contrario.

La Bussola d’Amore è anche il titolo di una mia poesia inedita di qualche anno fa. Vi dedico anche questi pochi versi, contenuti al suo interno.

La Bussola d’Amore mai si guasta

Usala bene e vedi che ti basta

Il suo congegno interno forte resta

anche se fuori c’è una tempesta

Libero di girare al suo interno

l’ago della Bussola su d’un perno

alla fine si allinea alla Speranza

ed alla direzione dà costanza

Funziona la Fiducia da sestante

è un oggetto a parte, ma importante

con la Bussola aiuta il navigante

ad affrontare quello che è cangiante!

Bussola d’Amore, sei gran strumento!

supporto per ogni discernimento

e se si infuria pure il Cambiamento

lasciati usare come Sentimento.

Auguri, cari dottori. Rallegramenti e “ad maiora semper”

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Vi auguro, cari ragazzi, di librarvi in alto come fa l’aquila

Il  discorso di commencement del Presidente del corso di laurea al Graduation Day del 24 luglio 2017

Cari dottori

Vi formulo i migliori auspici per il traguardo appena conseguito qualche giorno fa e che festeggiamo oggi con il Graduation Day. Avete completato gli studi e siete dottori in Economia Aziendale. E’ questo un punto di arrivo, ma anche un punto di partenza per i progetti a venire che avete in mente, nello studio, nel lavoro e nella vita personale ed affettiva.

Mi auguro che di questi anni trascorsi all’Università sia rimasto il ricordo indelebile di aver sperimentato la bellezza di una molteplicità di ambienti di apprendimento del vostro sapere.  Non un unico ambiente come a Scuola, al Liceo; ma una pluralità di contesti di apprendimento.

Quali sono stati questi molteplici ambienti di apprendimento?

Le aule dove si sono svolte le lezioni e avete interagito con i docenti e i colleghi; l’aula studio per chi ha avuto modo di frequentarla assiduamente e non occasionalmente; i luoghi delle aziende e delle organizzazioni dove sono state ospitate molte attività seminariali e a contenuti professionalizzanti, unitamente agli stage e alle visite aziendali; le aule delle Università straniere, per chi ha praticato l’esperienza Erasmus; gli altri spazi dell’Università di Catania dove vi è stata data la possibilità di incontrare altre persone e colleghi di altri Dipartimenti; e persino, per i fuori sede, la città di Catania, la bella città di Catania, dove magari l’apprendimento ha interessato altri saperi che sono importanti aspetti della vita ordinaria e quella giovanile. Questi sono i luoghi dove è maturato l’apprendimento del vostro sapere, e questo sapere comunque avete dimostrato di possederlo se è vero che, esame dopo esame, siete arrivati fin qui oggi.

Vi auguro per il Vostro futuro, a partire da già da domani, di tradurre subito il sapere in azione. E’ questo che vuole il mondo del lavoro, che sappiate dimostrare di possedere competenze, oltre alle conoscenze e alle abilità che avete acquisito sui libri, durante le lezioni, ai seminari e alle esercitazioni. Un sapere in azione che progressivamente vi renda cittadini del mondo, responsabili, aperti al confronto con gli altri, disponibili a collaborare con i colleghi, capaci di individuare i problemi, codificarli e definirli, e poi provare a risolverli. Il mondo dell’Education, Scuola ed Università, ormai da diversi anni ribadisce l’importanza delle competenze chiave di apprendimento permanente e delle competenze chiave di cittadinanza. Cominciate fin da adesso a mettere nel salvadanaio personale quante più competenze fra quelle che l’Unione Europea considera importanti per il mondo del lavoro e preparatevi con serenità a vivere il vostro futuro.

Allo stesso modo, Vi invito a non fermarvi mai, e a continuare sempre ad avere la voglia di studiare quando sarete parte integrante del mondo del lavoro. Studiare è un verbo che etimologicamente viene dal latino studère. Non significa solo dedicarsi allo studio. Significa soprattutto applicarsi a, occuparsi di, tendere a, desiderare. Persino aspirare a, nonchè essere ben disposto verso. Fino a prova contraria, non c’è essere umano che non sia tendenzialmente “studente a vita” secondo questa accezione.

Dunque, studiate. Innamoratevi sempre del sapere e sappiate tradurlo in azione. Gli anni che avete speso all’Università e quelli che continuerete a spendere nel contesto universitario, se proseguirete con gli studi alla magistrale, vi serviranno prevalentemente a questo.  Ad aver imparato un metodo con cui tradurre il sapere in azione; ad aver imparato un modo diverso di innamorarvi, cioè non solo l’amore verso le persone, ma anche la passione verso lo studio, in quell’accezione che di studio ho dato prima. Tensione verso, aspirazione a, prendersi cura.

In questi anni, avete incontrato professori e colleghi; alcuni non vi capiterà di rivederli mai più; altri forse. Con alcuni colleghi, invece, vi ritroverete per sempre, perché il bello del periodo universitario è anche questo: fare nuove conoscenze, nuove amicizie, che diventeranno negli anni punti fermi della vostra vita. Anche quando avrete una vostra famiglia.

Ringrazio i genitori per averci affidato i loro figli durante uno dei momenti più controversi della loro crescita. Speriamo di averli fatto crescere in sapienza e intelletto, come era nei vostri desideri; ve li restituiamo oggi sicuramente più maturi, perché l’Università non è tutta rose e fiori, e i vostri ragazzi lo sanno, perché anche l’Università, come tante altre istituzioni che sono pilastri fondamentali della società, non è priva di contraddizioni al suo interno. E dunque, anche in mezzo a queste difficoltà, i vostri ragazzi sono cresciuti e maturati. E adesso sono pronti per spiccare il volo.

Già il volo. Vi auguro, cari ragazzi, di librarvi in alto come fa l’aquila. Man mano che sale in alto, l’aquila vede territori nuovi nell’ambiente circostante e riesce perfino a vedere l’esistenza di un ecosistema dove, in mezzo a tante apparenti contraddizioni, c’è armonia e bellezza. Un’aquila può arrivare in alto, molto in alto, ma ha sempre uno sguardo attento, fino al particolare, per scorgere ciò che succede a terra. E quando è pronta, si catapulta velocemente sull’obiettivo che si trova più in basso. Augurarvi di volare come un’aquila equivale ad auspicarvi di avere sempre una visione di insieme capace di andare oltre il particolare.

E vi auguro di volare leggeri, con quella leggerezza che Italo Calvino definiva non come sinonimo di superficialità, ma capacità di planare dall’alto senza avere macigni sul cuore. Volando così leggeri, senza inutili macigni che chiudono le porte al cuore, scoprirete ancora di più il bello dell’amore. Quello con la A al maiuscolo, Amore cioè che vuol dire libertà e responsabilità.

Auguri “duttureddi” e ad maiora semper!

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Domani Career Day. Sette utili suggerimenti per partecipare attivamente

 

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Domani 9 giugno, a partire dalle ore 9.00, si svolgerà la prima edizione del Career and Family Day del corso di laurea in Economia Aziendale.

Il programma dei lavori è il seguente:

Aula Magna Palazzo Fortuna, ore 9.00

  • 9.15-9.40 Indirizzi di saluto e introduzione al Career Day
  • 9.45-10.00 Talk del Prof. Rosario Faraci (Economia Aziendale)
  • 10.00-11.00 Spazio Aziende: presentazioni di Condorelli, Euromecc, Nicosia, Joya Academy, Parmon e Ceramiche De Simone
  • 11.00-11.15 Talk del Dott. Massimo Floridia (EURES, Regione Siciliana)
  • 11.15-12.10 Spazio aziende: presentazioni delle multinazionali Philip Morris, Lidl, Ikea, Toyota
  • 12.10-12.25 Talk di Andrea Passanisi (Coldiretti Giovani), Gianluca Costanzo (Giovani Confindustria) e Piero Ambra (Giovani Confcommercio)
  • 12.25-13.25 Spazio aziende: presentazioni di Gamastech, Centocinquanta, Expo, Yes School, AC2, Crea Casa
  • 13.30 – 16.00 One to one meetings, colloqui già prenotati e visita desk informativi aziende.

Alcuni utili suggerimenti per partecipare attivamente

  1. Predisporsi all’ascolto. L’evento non è stato concepito come fiera delle occasioni lavorative, ma nella prospettiva di far incontrare le aziende e i neolaureati e laureandi del 2017. Le aziende sono diverse, alcune multinazionali, altre di media e piccola dimensione, alcune più internazionali, altre prevalentemente operanti in ambito territoriale. Ciascuna ha esigenze differenti e prospetterà di conseguenza opportunità professionali diverse, a seconda dei fabbisogni. Ascoltare attentamente il contenuto delle presentazioni aiuta a comprendere di cosa le aziende hanno bisogno e in che modo è possibile candidarsi all’opportunità offerta
  2. Visitare fin da adesso i siti web delle aziende che parteciperanno all’evento. Arrivare preparati, sapendo già di cosa si occupano le aziende e quali sono le principali attività svolte aiuta a chiarirsi meglio le idee, soprattutto qualora si prospettasse l’opportunità di svolgere già a fine mattinata un colloqui con i responsabili delle risorse umane di tali aziende
  3. Portare con sè una o più copie del curriculum vitae et studiorum. Ciascuno si ritenga libero di adottare la forma più congeniale: dal modello Europass ad altre tipologie di curriculum disponibili anche sul web, incluse eventuali infografiche. I curricula potranno essere consegnati direttamente ai responsabili delle aziende, di persona o negli appositi desk informativi.
  4. Andare oltre la ricerca di un’opportunità lavorativa. L’incontro di domani non è un Recruiting Day, ma è un Career Day. Ci sarà modo di affrontare nei talk previsti i temi del bilancio di competenze in vista delle scelte post-lauream #graduationexit (Prof. Faraci), dell’internazionalizzazione del proprio curriculum (Dott. Floridia), della nuova imprenditorialità e start up nonchè della conoscenza del territorio (Dott. Gianluca Costanzo, Dott. Pietro Ambra, Dott. Andrea Passanisi)
  5. Invitare le famiglie, se interessate. L’incontro è anche un Family Day nella prospettiva di rendere le famiglie sempre più partecipi alle scelte post-lauream dei propri figli, come è stato dichiarato in occasione dell’ultimo Graduation Day del 6 maggio 2017.
  6. Affrontare gli eventuali colloqui con la massima serenità, rispondendo alle domande dei responsabili delle aziende, dichiarando le proprie aspettative, evitando di fingere, di mistificare la realtà, oppure di sopravvalutarsi. Se sono esplicitamente richieste competenze in lingua (soprattutto Inglese) e il livello di conoscenza è ancora modesto o insufficiente, evitare di inoltrare il curriculum oppure, se lo si volesse ugualmente presentare, sarebbe opportuno illustrare se, in che modo e in che tempi il gap di conoscenza della lingua sarà colmato.
  7. Presentarsi all’evento con un abbigliamento che sia consono alla Giornata e non come se si andasse in aula studio. Ognuno si ritenga libero di interpretare il suggerimento secondo il modello di “outfit” che ha in mente.

Naturalmente, conta molto l’atteggiamento di fondo con il quale si partecipa a questi eventi. Abbiamo titolato l’evento “Non c’è alternativa al futuro” non perchè esso suoni come una minaccia, ma nella prospettiva di scrivere oggi insieme le pagine del futuro che Vi aspetta. E per scrivere insieme tali pagine un atteggiamento positivo, costruttivo e propositivo è sicuramente fondamentale oltre che apprezzato da chi dovrà valutare la vostra “employability”, cioè le vostre potenzialità nel candidarvi alle posizioni offerte dalle aziende.

Buona fortuna!

Non c’è alternativa al futuro, ma vi auguro di essere sempre all’altezza delle vostre Speranze

Discorso di commencement del Prof. Rosario Faraci in occasione del Graduation Day del 6 giugno 2017

Gentili ospiti,

Cari dottori, consentitemi di congratularmi con ciascuno di Voi per il risultato conseguito e di formulare i migliori auspici per tutto ciò che di bello desiderate d’ora in avanti nella vostra vita lavorativa e professionale, ma anche in quella sociale, familiare e personale.

Avete chiuso una fase del Vostro percorso scolastico-universitario, può darsi che ne aprirete un’altra, può darsi che Vi fermerete qui, mai dire mai. Ad ogni modo, avete chiuso una fase e avete fatto esperienza. Perché il periodo universitario è transitorio nella vita di una persona, ma è quello nel quale si comincia ad apprezzare la varietà, nella sua intrinseca bellezza, del mondo. Anche se il mondo non coinciderà mai con gli spazi di un’aula, di un Dipartimento e con il perimetro della vita universitaria; ma sicuramente qui dentro c’è un pezzo del mondo esterno e dunque ne avete sperimentato bellezza, varietà e naturalmente tante contraddizioni. Si cresce anche così. Siete cresciuti decisamente da quando avete messo piede, per la prima volta, in quest’aula, il primo giorno di lezioni al primo anno.

Vi auguro, per il futuro, di essere sempre all’altezza delle vostre Speranze. Le speranze di cambiamento, le speranze di riuscita, le speranze di crescita, le speranze di ricominciare, le speranze di svolta. Al futuro non c’è alternativa, certamente. Ma non ci sono certezze da nessuna parte. Per cui bisogna avere fiducia e alimentare speranze. Questo richiede promesse. Promesse di impegno, di determinazione, di disciplina, di dedizione. Le promesse si mantengono nel senso che si tengono per mano, si accompagnano, mano nella mano, tutti i giorni. Ed è lì che la Speranza prende forma, senza alimentare facili o false aspettative. Solo se sarete in grado di fare la differenza, potrete avvicinarvi a ciò che ambite, ma siate sempre all’altezza delle Vostre speranze.

Vi esorto, però, fin d’ora a trovare la quadra del cerchio nel bilanciamento fra obiettivi personali e relazioni fiduciarie con gli altri, con i vostri familiari, i vostri amici, i colleghi un domani sul posto di lavoro fino ad oggi quelli conosciuti sui banchi universitari. La letteratura organizzativa statunitense parla di work-life balance e la vede come una capacità non comune degli individui di realizzare questa non facile quadra del cerchio. Anche in questo senso, l’Università vi ha insegnato che quando il bilanciamento non è vi riuscito in alcuni momenti, avete finito per pagare qualche prezzo sociale, in termini di rinunce di studio oppure affettive.

In questa giornata di Graduation, ad un anno dalla introduzione della doppia formula Exam e Graduation, Vorrei regalarvi cinque brevi lezioni di ben-essere per essere all’altezza delle Vostre aspettative. In realtà sono lezioni che Vi ha lasciato il periodo universitario. Ciascuna di essere ha un titolo: Andare avanti, guardare oltre, ascoltare dentro, camminare insieme, coltivare amore.

Andare Avanti. Il periodo universitario Vi ha dato un insegnamento importante. Bisogna andare avanti, senza indugiare troppo sul passato, e vivendo il presente come presente, cioè come dono, ma anche con l’impegno di scrivere in questo presente le pagine del futuro, cioè quelle del domani. Sono sicuro che ci saranno stati momenti in cui avreste voluto rifare l’esame che non era andato secondo le vostre aspettative, ci siete rimasti male, avete rimuginato, avete tentennato a lungo forse. Ma quando avete deciso di andare avanti, col senno di poi sapete che avete preso la decisione giusta. Altrimenti oggi non sareste qui. Comprendo bene che, come nella vita vera, ci sono occasioni mancate, occasioni fallite, occasioni perdute. Ma bisogna sempre andare avanti. Con fiducia.

Guardare oltre.  Il periodo universitario Vi ha dato anche un altro insegnamento.  Bisogna guardare oltre, gettare il cuore oltre l’ostacolo avete probabilmente scritto da qualche parte. Guardare oltre per uscire dagli spazi in cui siete stati confinati. Oltre la polemica sterile e inutile certe volte. Oltre i torti subiti. Oltre la falsità e l’ipocrisia delle persone. Non è evasione come libertà da, ovvero sinonimo di liberazione. E’ piuttosto libertà di, sinonimo di responsabilità nelle scelte. Solo guardando oltre, si comprende che l’Università è importante, ma non è tutto. Che gli spazi delle vostre possibilità sono al di fuori di queste mura, anche se questo ambiente vi ha insegnato a misurare le vostre possibilità, vi ha allenato come persone a capire dove siete più bravi, dove un po’ meno, per valorizzare meglio i punti di forza e superare quelli di debolezza. Guardare oltre. Con speranza.

Ascoltare Dentro. E’ una delle lezioni più impegnative del Ben-essere. Sentiamo tanti rumori intorno, ma ascoltiamo poco. Se ascoltassimo di più, saremmo sicuramente persone migliori e molti fraintendimenti sarebbero superati. Si dice che se siamo nati con due orecchie e una bocca, e non al contrario, un motivo ci sarà. Così come sappiamo che c’è un organo dalle orecchie grandi dentro di noi che si chiama Cuore e bisognerebbe imparare ad ascoltare anche quello, per riallineare Testa e Cuore quando sembrano andare l’una in direzione opposta dell’altro. Ascoltare, ascoltarsi.

Camminare Insieme. E’ il bello del fare percorsi insieme agli altri, di non camminare da soli. Camminare insieme sviluppa altre capacità, quella di tenere il passo che è fondamentale, ma anche quello di saper aspettare il resto del gruppo se si è più veloci degli altri. Camminare insieme significa discorrere strada facendo, riscoprendo il bello di conoscersi. Con alcuni dei ragazzi anni fa abbiamo fatto una lunga camminata da un rifugio ad un altro lungo i sentieri dell’Etna. Bellissima passeggiata. Abbiamo camminato insieme, ci siamo conosciuti meglio. E’ una delle esperienze fra le più belle che hanno segnato la mia professione di docente.

Coltivare Amore. Ci dimentichiamo spesso troppo in fretta dell’importanza delle radici e per noi che viviamo in Sicilia trascurare la radice è un peccato. Radice come terra, radice anche come radicamento nei valori, nei principi e nelle tradizioni. Ora la terra ci insegna che si coltiva qualcosa se il terreno è fertile. Sarebbe un peccato non coltivare Amore, sapendo che può portare frutti perché il terreno è fertile e produttivo. Come pure non ha senso ostinarsi a gettare un seme laddove il terreno è arido e non produrrà nulla, pur avendo nell’ecosistema naturale un’altra importante funzione.

Un grazie infine alle famiglie. Sappiamo bene quanto siate importanti nella crescita dei vostri ragazzi. Le famiglie rimangono l’agenzia educativa più importante nella formazione dei ragazzi anche quando, come nel caso dei Vostri figli, loro sono maggiorenni e dunque teoricamente legittimati a far da soli. Dico teoricamente, perché tanto il sottoscritto quanto Voi sappiamo che non è il raggiungimento della maggiore età che cancella del tutto alcune fragilità che sono connaturate alla crescita delle persone. Dunque, Voi avete svolto un ruolo importante. Non importa se papà o mamma siano stati talora invadenti oppure ossessivi o, al contrario, meno presenti e apparentemente indifferenti, ma non è facile decifrare la complessità della vita universitaria se non la vive dentro come studenti. Dunque, a modo vostro, siete stati presenti e Vi esorto di continuare a farlo, perché spesso i ragazzi di oggi sono confusi. Hanno consapevolezza che non c’è alternativa al futuro, ma non sanno come affrontare il futuro. Abbiamo bisogno di Voi, delle famiglie, per capire come insieme, Università e Famiglie, possiamo svolgere al meglio questo ruolo di orientamento, di mentoring, di indirizzo.

Giorno 9, dunque fra qualche giorno, proprio in questa aula terremo il primo Career and Family Day del corso di laurea. Sarà una giornata di orientamento principalmente, anche se daremo spazio a quelle aziende che sono alla ricerca di profili professionali e dunque vogliamo dare ai vostri ragazzi la possibilità di valutare queste opportunità. Ma è una giornata che abbiamo anche pensato come Family Day per darvi la possibilità di conoscere da vicino il mondo universitario ed esser presenti, insieme ai Vostri figli, alle prossime scelte che si approssimano a fare: studiare, lavorare, restare a Catania, partire, fermarsi qui con il titolo conseguito oggi, o andare avanti.

Il bello del futuro è questo. Non ci sono certezze, ma speranze. Ecco, perché l’augurio migliore, e lo rinnovo ancora una volta ai ragazzi, è di essere sempre nella vita all’altezza delle proprie Speranze. Non dimenticatevi mai di questi luoghi dove nel bene e nel male siete cresciuti. Siate riconoscenti nel tempo verso l’Università. Alimentate spontaneamente quel “Give Back” al quale noi docenti siamo molto affezionati quando gli ex alunni tornano in aula, anni dopo, e raccontano ai loro colleghi più piccoli come si sono formati qui e come sono andati avanti nella vita professionale e lavorativa.

Questo è un saluto, un arrivederci. Con l’impegno di ritrovarci

Auguri e ad maiora semper!

Economia Aziendale. Giugno “mese scoppiettante”

ECONOMIA AZIENDALE – Le iniziative in programma per il mese di giugno sono le seguenti:

6 GiugnoGraduation Day per i laureati nella sessione di Maggio 2017 (Exam Days già avvenuti il 24 e il 25 maggio scorsi). In programma, cinque turni di proclamazioni, tre nella mattina del e due nel pomeriggio del 6 giugno. Clicca qui per il calendario delle proclamazioni.

 

9 GiugnoNon c’è alternativa al futuro è il titolo del primo Career and Family Day del corso di laurea in Economia Aziendale, riservato ai neolaureati delle sessioni di maggio e marzo e ai laureandi delle sessioni a venire del 2017. L’iniziativa, avendo natura prevalentemente informativa, è anche rivolta alle famiglie dei giovani. Prevista la partecipazione di sedici aziende interessate al recruiting dei nostri laureati e laureandi. Clicca qui per prenotare la partecipazione all’evento nella apposita pagina Facebook.

19 Giugno – Prende il via alla Camera di Commercio di Catania il ciclo di seminari professionalizzanti Made in Sicily che si terranno a seguire nei giorni 20, 21, 27 e 28, dalle 16 alle 19.  Clicca qui per il calendario degli incontri e le sedi di svolgimento che alternativamente saranno due: Camera di Commercio e Palazzo delle Scienze sede del Dipartimento di Economia e Impresa. Per chi fosse interessato, è necessario prenotarsi nell’apposita pagina dei seminari professionalizzanti sul sito del DEI. Inoltre è opportuno inviare una mail a seminarimadeinsicily@gmail.com per esplicitare le motivazioni a partecipare. Il ciclo di seminari è aperto anche alla città.

Sarà inoltre organizzato, in data da comunicare, il consueto seminario sulla redazione dell’elaborato finale di laurea.

 

 

Autonomazione, l’automazione che dà autonomia sul lavoro. Un seminario ad Economia Aziendale

La Toyota Way al tempo della Rivoluzione 4.0

 

Autonomazione, la contrazione fra i termini autonomia e automazione, è un nuovo concetto della moderna industria manifatturiera per sottolineare l’integrazione fra l’uomo e le macchine, oggi sempre più tecnologiche e robotizzate. Questa integrazione, che vale per ogni realtà imprenditoriale e dunque anche per le start up innovative, è la strada con cui la Toyota si è sviluppata, passando da una piccola realtà locale giapponese ad uno dei più grandi ed importanti colossi dell’industria automobilistica mondiale. In un periodo in cui la cosiddetta Industria 4.0 si propone come una nuova rivoluzione industriale con diverse tecnologie abilitanti, tra cui in primis la robotizzazione, quale sarà il ruolo delle risorse umane? Di questo e di altri temi connessi ad un nuovo umanesimo d’impresa e alla gestione della complessità si discuterà giovedì 4 maggio, dalle 12 alle 14, nell’Aula Magna di Palazzo Fortuna al Dipartimento Economia e Impresa (corso delle Province 36, Catania) nel corso del seminario “La Toyota Way al tempo della Rivoluzione 4.0” organizzato dal corso di laurea in Economia Aziendale unitamente a Focus Adriano Olivetti di cui è promotrice anche per la IV edizione la Sattva Films di Michele Fasano. Il Focus Adriano Olivetti si terrà quest’anno a Messina il 5 e il 6 maggio con gli interventi, fra gli altri, di Stefano Zamagni, Bruno Lamborghini, Marco Vitale, Giorgio Prodi e Gaetano Giunta.

Cuore del seminario che si terrà ad Economia Aziendale sarà invece l’illustrazione del Toyota Production System nato in Giappone nel secolo scorso. La scarsità delle risorse economiche dell’azienda e la situazione economica del Giappone del dopoguerra, associate all’ambizioso obiettivo di entrare nel mondo dell’automotive, stimolarono a suo tempo la cura del “fare tanto con poco” impiegando bene il capitale umano. Grazie all’utilizzo del Toyota Production System, l’azienda automobilistica ha raggiunto importanti risultati economici, continuando a mantenere la produzione in Giappone, nonostante il costo del lavoro operaio rimanga ancora tra i più elevati al mondo. Anche i due stabilimenti della Toyota Material Handling, ubicati a Bologna e Ferrara, hanno introdotto le metodologie del Toyota Production System, confermando con la loro crescita ed i loro risultati l’efficacia di questa filosofia aziendale.

Al seminario (clicca qui per l’evento pubblico su Facebook), che sarà ospitato nel corso di Sistemi di gestione della qualità, della sicurezza e dell’ambiente tenuto dalla professoressa Agata Matarazzo, oltre alla docente titolare dell’insegnamento e promotrice in Dipartimento di un gruppo di interesse didattico sui temi della qualità insieme agli studenti, interverranno i due manager Toyota Maurizio Mazzieri e Stefano Cortiglioni, promotori del Toyota Way in Italia, nonché il professore Rosario Faraci, presidente del corso di laurea in Economia Aziendale. Toccherà a quest’ultimo delineare brevemente i tratti della figura dell’imprenditore Adriano Olivetti e discutere i temi dell’umanesimo d’impresa e della gestione della complessità, entro cui si incardinano i profili del Toyota Way.

 

I piccoli capolavori che cominceranno a volare negli spazi più grandi del mondo

Discorso di commencement del Presidente del corso in occasione del Graduation Day del 10 marzo 2017

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Ho provato a mettermi per un attimo nei Vostri panni. Cosa mi avrebbe fatto piacere che succedesse il giorno della mia laurea, ormai quasi ventotto anni fa, sempre in questa Facoltà? Cosa mi avrebbe fatto piacere ascoltare? Nel turbinio di sentimenti ed emozioni che accompagnano il momento della laurea, quale sensazione avrei voluto evitare? E, soprattutto, cosa avrei voluto dire alla mia famiglia? Ma andiamo con ordine, ammesso che ci sia un ordine sequenziale quando questi dubbi, alcuni dei quali dilemmatici, invadono la nostra vita.

La prima domanda. Cosa mi avrebbe fatto piacere ascoltare? Sicuramente un discorso dei miei Professori in quel giorno. Perché il Commencement non è un addio, ma è l’epilogo di un percorso che si basa su conoscenze e contenuti specialistici, ma si fonda pure su rapporti umani e su relazioni educative fra docenti e discenti. Mi avrebbe fatto piacere che alcuni Professori, per esempio il mio Relatore di tesi, dicessero di essersi sentiti con me, come con altri colleghi, simili a quegli artigiani che, plasmando con grande pazienza, materiali argillosi grezzi, alla fine erano riusciti a dare vita ad un capolavoro. Perché, cari ragazzi, ciascuno di voi è un piccolo capolavoro al quale noi docenti, molti non tutti ovviamente, abbiamo dato un contributo in termini artistici e quando l’opera riesce c’è soddisfazione e quella soddisfazione andrebbe raccontata. Purtroppo, quel discorso allora non me lo fece nessuno; però, vedi un po’ le coincidenze della vita, con il Relatore di tesi con il quale chiusi la mia carriera da studente poi ci ho continuato a lavorare per tanti anni ancora e gli ho sempre affidato questo ruolo delicato di essere un grande artigiano capace di plasmare nuove forme e nuovi oggetti. Di Sapere e di Conoscenza, ovviamente. Si cresce anche così, in un gioco di staffetta.

La seconda domanda. Nel turbinio di sentimenti ed emozioni che accompagnano il momento della laurea, quale sensazione avrei voluto evitare? La sensazione di vuoto, di paura del dopo sicuramente. E adesso, cominciai a chiedermi un secondo dopo la laurea? E adesso cosa me ne faccio di questo pezzo di carta che ho faticato tanto per ottenere? Come lo utilizzo? E quella sensazione, anche di sgomento, aumentava sempre di più, man mano che prendevo coscienza del mio grande limite allora, quello di non avere mai avuto le idee chiare al momento delle scelte. Mi ricordavo che avevo scelto di fare il liceo classico per fare il medico, ma poi non feci il medico; che mi appassionai al classico di materie classiche, ma poi non mi iscrissi a lettere; che mi ero legato sentimentalmente alla matematica, ma non scelsi la facoltà di informatica alla quale stavo per iscrivermi fuori dalla Sicilia; e che un giorno finii per iscrivermi ad Economia, per giunta a Catania. E, una volta entrato ad Economia, mentre studiavo ero convinto di poter fare il commercialista, il bancario o il consulente aziendale, mentre mi piaceva fare il giornalista e per diletto ogni tanto lo praticavo pure. Ed invece, non feci nessuna di queste cose alle quali avevo pensato, e un giorno decisi, forse per pura casualità, di fare un concorso di dottorato, lo vinsi e oggi sono qui. Morale della favola? Avrei voluto fare tante cose, e ne feci altre, e naturalmente quella era la mia più grande paura. Per questo mi spaventavo dopo la laurea. Non potevo più rischiare ed invece mi ritrovavo anche più confuso di prima. Ma mi sovvenne in aiuto la consapevolezza di un punto di forza del mio carattere: la determinazione, la costanza, la forza gentile del batter chiodo ogni giorno. In fondo, se avevo percorso fino in fondo un percorso difficile quale era e quale rimane l’Università, avrei potuto fare qualsiasi cosa nella vita e, anche se avessi avuto le idee poco chiare prima, sicuramente avrei recuperato strada facendo. State certi che sarà così pure per Voi. Avete sostenuto esami che non avreste voluto fare; avete studiato pagine di cui non avete capito forse il pieno significato; avete fatto alcune cose che vi sono piaciute veramente, ma tante altre che avete fatto fatica a digerire; siete andati incontro a paure, rinunce, perdite, ma siete qui. Questa si chiama forza. La forza gentile del batter chiodo.

La terza domanda. Cosa avrei voluto dire alla mia famiglia presente per la prima volta a Palazzo delle Scienze da quando ero entrato come studente in quel momento dell’esame e della proclamazione? Avrei voluto dire che era arrivato adesso il mio momento. Che io, in fondo come qualunque figlio che porta a casa la laurea, li aveva ripagati di tutti i sacrifici e di tutte le rinunce che avevano dovuto compiere per mantenermi e portarmi a quel risultato, ma che adesso era giunto il mio momento, anche a costo di ritrovarmi ancora una volta nella situazione di avere troppe idee in testa e dunque, per converso, di non avere affatto le idee chiare. Però, avrei voluto dire loro una cosa e che, mannaggia, allora non seppi dire perché ero tutto preso dall’organizzazione dei festeggiamenti post-lauream. Che al loro affetto non avrei mai rinunciato, perché i genitori nella vita sono sempre porto sicuro, anche quando poi li perdiamo fisicamente, ma li conserviamo dentro di noi per sempre. Sono un porto sicuro di amore e di affetto. Sempre. E avrei voluto dire che sono cresciuto più che coi loro consigli e suggerimenti, che spesso disattendevo, col loro esempio. Che il loro esempio mi ha forgiato come Capolavoro di persona (naturalmente per loro), un po’ come il mio Relatore di tesi, con il suo esempio di paziente studioso e attento docente, mi ha plasmato piano piano come suo piccolo Capolavoro accademico.

Ecco, cari dottori, ritenetevi oggi piccoli Capolavori un po’ del lavoro altrui, molto del lavoro vostro. L’Università non è e non sarà mai l’unico spazio delle vostre possibilità nella vita. Lo spazio aereo nel quale sarete chiamati a volare nella vita è certamente più grande. Ma qui dentro almeno avete imparato a volare, vi abbiamo dato il brevetto, vi abbiamo fatto fare diverse ore di volo prima di ottenere quel brevetto, siete andati soli qualche volta, qualche altra siete stati accompagnati, avete anche avuto paura di precipitare e quel brevetto non prenderlo mai. Durante le ore di volo, avete avuto anche la compagnia di qualche istruttore benevole, e di qualche altro temibile.

Quando c’erano le turbolenze, ve la siete fatti sotto, anche se mi piaceva l’ebbrezza di fare su e giù come nelle montagne russe. Adesso siete qui, tra qualche minuto con la pergamena in mano che è un po’ come un brevetto, e se volete, ma dipenderà solo da voi, da nessun altro, con quel brevetto potrete volare in alto in tutti gli spazi aerei del mondo. E se sarete capaci di condurre un aereo capiente, come i Boeing di ultima generazione, potrete anche portarvi dietro tantissime persone, che voleranno con voi per piacere o per lavoro, pur sapendo però che nella cabina di pilotaggio sarete sempre in due al massimo, più qualche assistente forse. Così va la vita, così accadrà, sono sicuro, anche a voi.

Allacciate le cinture di sicurezza, buon volo, auguri e ad maiora semper!

Vi restituiamo persone migliori, tempo di conti e di racconti

Discorso di Commencement del Presidente del corso in occasione del Graduation Day dell’8 marzo 2017

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E’ tempo di conti e di racconti, cari dottori. Di numeri e di parole. Aziendalmente parlando, tempo di bilancio consuntivo e di relazione sulla gestione insieme.

Tra poco cari ragazzi verrete ufficialmente proclamati dottori in Economia Aziendale.

Un grande applauso, come è di prassi, accompagnerà la pubblica declamazione del titolo che giunge a conclusione della vostra carriera, unitamente ad un voto che, lo sappiamo bene, non esprimerà mai del tutto ciò che è stato il vostro percorso qui dentro. Ecco, perché, ai conti debbono abbinarsi i racconti.

Come in tutte le situazioni della vita, c’è un numero che stabilisce una posizione in graduatoria, un numero che suggella una valutazione finale, un numero che algebricamente è il risultato finale di operazioni di addizione e sottrazione.

I conti sono importanti. Ma sono i racconti che forse dicono di più.

Sono i racconti di una esperienza pluriennale, la Vostra, in cui più che i numeri sono state importanti le relazioni. Quelle che avete stabilito coi colleghi e quelle coi docenti. Perché l’Università non è soltanto un luogo di apprendimento di contenuti, ma è soprattutto un flusso costante di relazioni educative e di relazioni fra pari.

La relazione educativa fra docente e studente è forte solo quando si nutre di reciproco amore per la conoscenza; si alimenta della passione che il docente sa instillare nei giovani quando insegna, della fame di sapere che lo studente dimostra di avere, a prescindere dal voto, dal numero, dal conto. Qualche esperienza, ne sono sicuro, Vi avrà segnato strada facendo.

Poi ci sono le relazioni fra pari, quelle coi colleghi, alcune delle quali vi accompagneranno per il resto della vita, perché è qui dentro che avete fatto nuove conoscenze, nuove amicizie, che sicuramente vi hanno arricchito e fatto maturare come persone.

Tempo di conti e di racconti in questa serata di festa che suggella la conclusione dei vostri studi di primo livello universitario. E’ tempo anche di attraversamento interno di grandi emozioni.

L’emozione più grande è la gioia di avere al vostro fianco le persone più care, i vostri familiari, che ve ne renderete conto col tempo sono le risorse affettive più importanti che una persona possa avere nella propria vita. Vi hanno incoraggiato e sostenuto, non solo finanziariamente ma anche emotivamente in questo percorso, ed è sacrosanto che questa sera si prendano la buona fetta dei meriti che hanno avuto, anche quando ci sono state incomprensioni o fin troppo trasporto emotivo in questo vostro percorso di studi e di materie.

Un’altra emozione è la nostalgia, un sentimento che ritorna ogni tanto. E’ nostalgia di non poter avere a fianco stasera persone che avrebbero voluto esserci a tutti i costi, oggi, per gioire loro con voi per il vostro traguardo raggiunto. Da una posizione privilegiata, statene certi, questo pomeriggio vi stanno osservando e sono più felici di voi. La loro presenza non morirà mai dentro di voi e le “memorie del cuore” si attiveranno quando meno ve l’aspetterete, nei momenti in cui conta avere la lucidità per prendere decisioni importanti nella vita.

Un’altra emozione è la delusione. Non la provate in questo momento, ma la sentirete subito dopo. E’ il rimpianto di non avere più vicino a voi questa sera persone che magari avevano fatto un tempo la promessa di esserci oggi in questo giorno di laurea ed invece non ci sono. Ma si sa le promesse richiedono un investimento orientato al futuro e un impegno di commitment molto forte che non tutti hanno la capacità di mantenere, cioè “tenere per mano”. Se dunque loro non hanno mantenuto la promessa, voi almeno avete vinto la vostra scommessa.  E siete qui.

E infine un’altra emozione. La sorpresa, cioè l’emozione di continuare ad avere al vostro fianco altre persone del vostro “entourage” che magari sono qui stasera con uno spirito diverso da quello che avevano in passato, perché la storia cambia ciascuno di loro e noi tutti attraversiamo la storia; ma queste persone sono qui e per quanto non riusciranno pienamente a manifestarlo sono ugualmente contente del vostro risultato raggiunto. Guardatevi intorno, ne troverete tante.

Mi rivolgo alle famiglie presenti qui stasera.

Grazie. Vi ringrazio come Presidente del corso per aver compiuto un atto di fiducia nei confronti della nostra istituzione quando alcuni anni fa, facilitando o assecondando l’iscrizione dei vostri figli ad Economia Aziendale, avete scelto Catania e non un’altra sede. In tempi in cui non ci sono più i monopoli locali dell’education, non è così scontato che i ragazzi e le loro famiglie decidano di scegliere Catania e uno dei suoi corsi di laurea del nostro Ateneo. Per cui, grazie per la fiducia accordataci a suo tempo e per l’onere finanziario non indifferente che avete sopportato in questi anni.

Vi restituiamo questa sera i Vostri ragazzi laureati, non sappiamo se più bravi o meno bravi, più ansiosi o meno ansiosi, più sicuri o più insicuri rispetto a quando misero piede qui dentro, in questa aula magna per la prima volta, la prima ora della prima lezione del primo semestre del primo anno.

Sicuramente però ve li restituiamo migliori. Migliori, perché più maturi. Meno ragazzi e più uomini e donne.

Migliori perché hanno capito che la vita non può essere tutta “rose e fiori” e che, a cominciare da qui dentro, ci sono prove difficili, ingiustizie, amarezze, paure, rinunce e perdite che vanno affrontate e poi superate o pian piano metabolizzate. E queste esperienze fortificano.

Migliori perché hanno scoperto il piacere, e questo permettetemi di dirlo con una punta d’orgoglio, di vivere una “Università Capovolta” che si sforza di trasmettere loro, oltre ai contenuti e alle conoscenze specialistici, competenze utili per affrontare la vita e l’approccio col mondo del lavoro. Abbiamo un programma ricco di stage, visite aziendali, seminari professionalizzanti, competizioni a squadre per progetti imprenditoriali e start up; e abbiamo dato anche l’occasione ai Vostri figli di scommettersi, di rischiare, di provare a farcela per superare i propri limiti. Questa è “Università Capovolta” che ribalta completamente il modo di insegnare e far crescere gli studenti.

Le classifiche ufficiali questo non lo dicono, perché ci penalizzano quando l’unico indicatore valido è la velocità con cui si laureano i ragazzi e si superano gli esami. L’Università però non è solo esamificio o laureificio. Ciò che facciamo a Catania, ad Aziendale in particolare, non ha eguali nemmeno in altre parti di Italia e la cosiddetta “Università Capovolta” è un percorso di vita straordinario che molti ci invidiano.

Vi restituiamo i vostri ragazzi migliori perché, con alcuni docenti magari seppur non con tutti, loro hanno apprezzato il valore di una relazione educativa docente-discente che si alimenta di passione per la conoscenza e per le sfide del pensiero, della creatività e dell’intelligenza. Insomma tutto ciò che una grande Università dovrebbe saper fare.

Dunque grazie ancora alle famiglie e ai laureati auguri e ad maiora semper!

E’ tutto un dare e avere nella vita

Discorso di commencement del Presidente del corso di laurea in Economia Aziendale, prof. Rosario Faraci, in occasione del Graduation Day del 7/3/2017

 

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Si conclude ufficialmente questa sera per Voi il percorso di studi in Economia Aziendale.

Spero che per ciascuno di Voi il ricordo di questi anni sarà per sempre un ricordo bello e positivo. Ci sono state difficoltà, amarezze, paure e rinunce. Ma, di contro, ci sono state pure gioie e gratificazioni. E’ tutto un dare e avere nella vita; a cominciare da qui dentro avete sperimentato nella pratica quello che gli studi di matrice aziendale vi hanno insegnato. Il bilancio, alla fine, è una rappresentazione numerica che riporta a valori contabili un insieme di fatti e di accadimenti della gestione.

Con l’Exam Day di ieri avete concluso l’iter di esami e di prove. E’ andata bene e questo pomeriggio tocca a me il compito, e anche il piacere, di proclamarvi dottori in Economia Aziendale.

Cosa rimarrà in Voi di questi anni trascorsi qui dentro? Onestamente non saprei dirvi.

Le graduatorie ufficiali sono sempre impietose con la Sicilia e con gli Atenei meridionali, come se l’Università dovesse essere valutata unicamente in termini di numero di esami e di lauree, nella logica della produttività di un opificio, e senza tener conto delle condizioni di contesto. Io credo – e la vostra esperienza ne è una conferma – che qui dentro Voi avete imparato ad essere persone migliori. Per affrontare la vita innanzitutto e per cominciare ad avvicinarvi al mondo del lavoro. Vi abbiamo dato conoscenze e contenuti specialistici, alcuni meglio organizzati, altri un po’ meno. Tutto ciò è stato necessario, materia dopo materia, per portarVi fin qui alla laurea.

Ma, spero di non sbagliarmi, Vi abbiamo dato anche competenze, quel “saper essere” che si accompagna al “saper” e al “saper fare”.

La Scuola e l’Università, lo raccomanda persino l’Unione Europea, non possono limitarsi ad essere luoghi di apprendimento di conoscenze e di abilità. Ci vogliono pure le competenze. Quelle necessarie per avvicinarsi al mondo del lavoro e delle professioni e, una volta dentro e al più presto come io auspico, per rimanere continuamente aggiornati in una logica di apprendimento permanente.

Per chi ha avuto modo di beneficiarne, i seminari professionalizzanti, gli stage, le visite aziendali, gli incontri con imprenditori, professionisti e manager, i giochi di competizione fra start up sono state tutte occasioni per acquisire fiducia in voi stessi, autostima, capacità di comunicare in pubblico e di risolvere i problemi, unitamente alla padronanza di qualche tecnica aziendale.

Ma, permettetemi di dire,  anche chi non ha svolto questi percorsi di Università Capovolta, ha acquisito strada facendo fiducia in se stesso, autostima, capacità di problem solving nel corso della carriera universitaria, quando è stato messo di fronte a qualche difficoltà e ha avuto paura di non farcela, ma poi ha superato l’ostacolo; quando pensava di non arrivare alla conclusione degli studi ed invece è qui oggi pomeriggio a ritirare la pergamena; e anche chi pensava che tutto andasse liscio e per il verso giusto, ha dovuto ricredersi e fare qualche scatto in più per arrivare vincente al traguardo

L’Università è palestra di vita, cari ragazzi. Non lo sapevate forse, ma giorno per giorno avete fatto un allenamento, una prova di sforzo, qualche esercizio in più del giorno precedente. Oggi siete qui, sicuramente più forti di quanto non lo eravate all’inizio del percorso di studi. Avete tutta la mia stima per questo traguardo importante che avete raggiunto, di vita e di studio. Ovviamente, l’Università non è e non sarà mai l’unico spazio in cui misurano le vostre possibilità come persone nella vita. Ma è di sicuro uno spazio importante.

E’ giusto, dunque, che il traguardo raggiunto lo possiate festeggiare questo pomeriggio coi Vostri cari, i familiari, gli amici.

Alcuni di loro conoscono nei dettagli quello che avete provato, passato e affrontato in questi anni. Altri meno, ma non per questo sono meno importanti dei primi.

Nella vita, la presenza certe volte conta tanto quanto la vicinanza fisica. E quelle persone, meno vicine fisicamente, sono state e sono presenti, anche con un gesto, con una parola, con un pensiero, che al momento giusto valgono molto. Godetevi con tutti loro questo momento importante. Lo meritano loro, lo meritate pure Voi.

Vi attendono adesso momenti di scelta. La vita è un’autostrada di scelte. Oggi siete usciti da un casello importante di questa autostrada. Da domani, riprenderete il cammino magari prendendo qualche altra via. Che vi sia sempre da guida in questo cammino, la Speranza. Dalle nostre parti, è la prima a nascere, non l’ultima a morire.

Auguri e ad maiora semper!

Bianco Finire. Un po’ cambiare, un po’ di più migliorarsi

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Una riflessione di fine anno condivisa con gli studenti di Economia Aziendale

[#spaccamu è l’hashtag che è diventato il tormentone di molti studenti di Economia Aziendale per quest’anno. Scriverlo sulla neve ghiacciata questa mattina con l’indice della mano destra, senza guanti, con temperature polari, è stato impegnativo. Quanto il fotografarlo, perché qualche lettera è saltata. Ma, alla fine, ne è valsa la pena!]

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Con una abbondante spruzzata di neve, un po’ di freddo che non dispiace, e un suggestivo spettacolo di strade, case, piazze, alberi e giardini imbiancati sta per chiudersi il 2016 mentre a Capodanno dovrebbe esserci un po’ di sole, che sia di buon auspicio per l’anno entrante.

Per il corso di laurea in Economia Aziendale il 2016 è stato un anno segnato da qualche cambiamento e da qualche tentativo di miglioramento. E’ così che va nella vita per le persone. Un po’ cambiare, un po’ di più migliorarsi. Cambiare comporta coraggio perchè è sempre una svolta rispetto a routine consolidate e ad abitudini che fanno fatica ad andar via. Ad un certo punto, cambiare va fatto “senza se” e “senza ma”. Migliorarsi implica però forza. Di volontà soprattutto, perché vuol dire alzare l’asticella ogni volta un po’ di più e, facendo leva su determinazione e competenze, provare a superare nuovi traguardi. Quello che vale per i docenti e per gli allievi come persone, si può estendere per certi versi anche all’istituzione dove gli uni e gli altri si ritrovano ad operare. Un po’ cambiare, un po’ di più migliorarsi.

Il 2016 è stato l’anno della III  edizione di Vulcano di Idee-Start Up Your Business (dove l’hastag #spaccamu è stato coniato dagli organizzatori), il ciclo di seminari professionalizzanti, nato dopo Start Up Academy, dedicato al fare nuova impresa ed organicamente inserito nel circuito di Start Cup Catania promosso dal nostro Ateneo. Non verrà più ripetuto nel 2017, perché – dopo cinque anni fra Start Up Academy e Vulcano di Idee – si è chiusa una fase e bisognerà pensarne ad una nuova. Durante l’anno ci sono stati altri cicli di seminari professionalizzanti, alcuni nuovi di zecca come quello su negoziazione e conflitti o il laboratorio Lego Serious Play; altri sono stati la riedizione di cicli precedentemente svolti, e dunque un po’ di più migliorati, come quello itinerante sull’internazionalizzazione delle imprese o ancora  la quarta edizione dello Studente Strategico, tanto per citarne alcuni. Il calendario per il 2017 è altrettanto ricco.

Il 2016 è stato l’anno della svolta, e dunque del cambiamento, nell’organizzazione degli esami di laurea, con la nuova formula dell’Exam Day e del Graduation Day che, sebbene necessiti di essere messa a punto meglio e dunque di migliorarsi, ha già riscosso ampio apprezzamento. La sperimentazione del #graduationexit è stata una novità nel tentativo di orientare meglio le scelte di laureandi e laureati su ciò che “verrà dopo” il diploma conseguito ad Economia Aziendale. Verrà ripetuta, allo stesso modo dei seminari per la redazione del saggio finale, fin quando tali iniziative saranno effettivamente utili per migliorare le capacità di discernimento e di “critical thinking” dei nostri giovani.

Allo stesso modo, l’Open Day, i corsi introduttivi, il Welcome Day, l’adesione ad “Incipit” e al progetto “Mat-Ita” promossi dall’Ateneo, i corsi per il recupero dei debiti formativi in Matematica, il laboratorio sperimentale di assistenza alla didattica costituiscono ormai un “pacchetto integrato di iniziative” per consentire alle (future) matricole di acclimatarsi fin dal primo anno ai percorsi di studio del corso di laurea, evitando di incorrere subito in rallentamenti della progressione di carriera.

Ancora, il raggio d’azione della “didattica per competenze” si è esteso in molti insegnamenti, oltre alle materie aziendali che per vocazione l’hanno sempre portata avanti. I benefici di tale didattica, ispirata alla filosofia della cosiddetta “Università Capovolta”, sono apprezzabili sicuramente nel medio termine, perché i nostri laureati hanno uno spettro più ampio di competenze chiave e trasversali; ma anche nel breve periodo sono riscontrabili sensibili miglioramenti nelle performance degli studenti agli esami di profitto.

E’ stato promosso un gruppo di iniziativa didattica su tematiche di management ambientale e un altro ne partirà presto in tema di family business. Si tratta di una nuova formula in cui, a conclusione della frequenza ad un corso e ben oltre gli esami sostenuti, docente e allievi possono rimanere in contatto per condividere comuni interessi su temi rilevanti per la ricerca, la professione, il placement nel mondo del lavoro e, per tale via, aprirsi ancora di più al mondo esterno.

Il lavoro preliminare svolto per la redazione del Rapporto di Riesame Annuale (RRA) e quello Ciclico (RRC) – i cui risultati saranno presto portati a conoscenza di tutti in una assemblea di docenti e studenti – ha permesso di appurare che, nel corso dell’anno che sta per chiudersi, la performance di molti insegnamenti è migliorata rispetto all’anno precedente. A concorrere a tale risultato, soprattutto per alcune materie c.d. scoglio, sono state determinanti iniziative quali la programmazione di tutorato e corsi di recupero, una migliore organizzazione delle prove d’esame, la revisione dei programmi, la previsione di prove in itinere. Rimane ancora molto da fare per migliorarsi. Ed è lì la vera sfida, perché ogni volta che si consolida un risultato, c’è sempre il rischio di ritrovarsi “punto e capo” per la improvvisa comparsa di nuove criticità. Migliorarsi comporta pure resilienza. Ciò vale per gli studenti che non devono mai perdere di vista l’obiettivo della laurea, a partire dall’attenzione e dallo studio che riservano ai singoli insegnamenti. Ma vale anche per i docenti. In particolare, è sul coordinamento che bisogna lavorare, perché se ne avverte l’esigenza a tutti i livelli, sia fra noi colleghi, sia a maggior ragione nella variegata popolazione studentesca del nostro corso.

Abbiamo fatto tante cose nel corso del 2016. Il nostro corso, però, continua a non brillare nella graduatoria generale nazionale dei corsi di laurea di ambito economico ed aziendale. Siamo sempre in basso. Il “ranking” è influenzato da alcuni indicatori (ad esempio, stage ed esperienze all’estero nel corso degli studi) sui quali è così immediato incidere, soprattutto nel breve termine.  Spesso, sono gli stessi studenti che rinunciano a cogliere le opportunità di stage o di una borsa Erasmus per timore di rallentare la progressione negli studi. Allo stesso modo, senza incidere sulla qualità dell’apprendimento e dell’offerta didattica, è indispensabile lavorare per migliorare i tempi medi per il conseguimento della laurea e ridurre l’elevata percentuale di studenti fuori corso sul totale degli iscritti. Occorrono, però, azioni di sistema e non iniziative isolate per incidere anche su quel versante.

Sul finire del 2016, nonostante avessi maturato più volte l’idea di chiudere la mia esperienza di Presidente del corso e passare la mano, ho accettato l’invito di molti colleghi e dei rappresentanti degli studenti di ricandidarmi alla Presidenza del corso, risultando così di fatto impegnato, dopo la rielezione, per il prossimo quadriennio.

Pur muovendoci tutti all’unisono nella stessa direzione, ci sono strade diverse per ciascun anno. Alcune segnano l’ingresso di nuovi studenti (le matricole), altre accompagnano all’uscita i laureandi, mentre tante altre strade sono percorse da tutti gli altri studenti, cioè da chi, a tempo pieno o parziale, in grande scioltezza o con qualche inevitabile rallentamento, con buon profitto o con voti medi, vede all’orizzonte, talora vicina talaltra più distante, la laurea in Economia Aziendale.  Tutti insieme però, come conviene ad una grande famiglia, #spaccamu.

Dunque, un po’ cambiare, un po’ di più migliorarsi dovrebbe essere la linea guida anche per gli anni a venire, a cominciare dal 2017. Fin d’ora lo prendiamo come auspicio augurale e ci impegniamo a condividerlo con gli altri, i nostri familiari, gli amici, le persone a noi care.

Buon 2017!

Rosario Faraci, presidente del corso di laurea in Economia Aziendale.

 

 

Iniziate a navigare il mondo con la “mappa del tesoro” che sto per consegnarvi

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Discorso di Commencement del Presidente del corso Prof. Rosario Faraci in occasione del Graduation Day del 30 ottobre 

Cari dottori,

tra poco Vi consegnerò la pergamena di laurea con la quale l’Università degli Studi di Catania attesta formalmente la conclusione del Vostro percorso di studi in Economia Aziendale. Non importa quanto tempo ci abbiate messo per ottenerla; non importa il voto con il quale avete conseguito il titolo, anche se qualcuno di Voi raggiungerà anche il massimo punteggio; non è importante se strada facendo tutto sia andato liscio e per il verso giusto oppure se ci siano stati ostacoli e criticità. Quella pergamena ha valore legale di titolo di studio.

Ma questa sera accettatela anche per il valore simbolico che essa ha. Sto per consegnarvi infatti una “mappa del tesoro”. E’ proprio così, una “mappa del tesoro”. In quella pergamena, diversa per ciascuno di Voi, ci sono lettere, numeri e simboli che dovrete decifrare per iniziare, da oggi, una navigazione intorno al mondo, alla scoperta di ciò che sarà il tesoro della Vostra vita e che ancora non conoscete. Potrà essere il Vostro lavoro; potrà essere la Vostra famiglia; potrà essere il Vostro impegno nella società civile. Potranno essere tutte e tre le cose insieme. Ancora è presto per sapere quale sarà il tesoro della Vostra vita, lo scoprirete strada facendo. E Vi renderete conto che il tesoro è il premio più alto che riceverete per quella attività in cui riuscirete meglio nel dare il massimo per servire gli altri, per essere utili e importanti agli altri, non solo per Voi stessi. Quello è il vero tesoro.

Ringrazio Cristina, una Vostra collega laureatasi con me lo scorso anno ed oggi studentessa magistrale a Milano, per avermi offerto lo spunto della mappa del tesoro. In effetti, così mi ha scritto la Vostra collega, la pergamena assomiglia molto ad una mappa del tesoro che Vi condurrà dritti allo scrigno dove è custodito il bene più prezioso per Voi. Cristina è una sognatrice concreta, come molti di Voi. E io aggiungo che dal sogno si può passare al progetto e la differenza sta in una data, nella concretezza di stabilire un obiettivo temporale. E’ vero, noi in questi anni Vi abbiamo insegnato che occorre programmare tutte le attività, ma non sempre tutti gli obiettivi sono chiari e ben definiti all’inizio e non tutto si può pianificare nella vita. Però occorre un metodo, quello sì. Un metodo per raggiungere uno scopo entro un certo orizzonte temporale.

Già, il tempo. Avete lottato contro il tempo in questi anni di Università, ma il tempo vi è stato anche amico ed alleato, non solo un nemico. E sarà così nella vita. Ho riletto questo pomeriggio una delle sei “Lezioni americane” di Italo Calvino, quelle che avrebbe dovuto tenere ad Harvard nel 1985 se non fosse morto in quello stesso anno. Una delle lezioni è dedicata al tempo, all’importanza e al valore del tempo, alla frenesia di correre per accelerare il tempo, quando invece è più determinante nella vita la “velocità mentale” con la quale invece navigare il tempo. Perchè certe volte bisogna attendere e non c’è altro da fare; altre volte, invece, bisogna risparmiare tempo per poi guadagnare “tempo da perdere”, nell’ozio creativo di una lettura, nella contemplazione della Natura, o in tutto il tempo che si ricava a beneficio dei propri cari e dei propri affetti che ovviamente non è tempo perso. Vi abbiamo insegnato in questi anni i concetti di economie di scala, di apprendimento, di scopo, etc…Abbiamo dimenticato forse di dirVi che ci sono pure le “economie di tempo”, risparmiarlo prima per poi spenderlo dopo nelle cose che piacciono  e appagano. Festina leste, affrettati lentamente dicevano i Latini. E anche questo è un auspicio che rivolgo a Voi.

Dunque, la mappa del tesoro. Ve la consegnerò tra pochi minuti e comincerà per Voi il gioco più divertente della Vostra vita. Al tesoro ci arriverete tutti, state tranquilli. Ma dipenderà da Voi. Prendetela come un gioco, perchè è anche vero che col gioco si apprende. E fate le cose serie nella vita, ma senza prendervi troppo sul serio. Questo è il segreto per essere vincenti.

Inizierà un viaggio con quella mappa in mano e potrete scriverci pure sopra. Sì, potrete prendere pure appunti di viaggio. Scriverete ovviamente con l’inchiostro del cuore e con gli occhi dell’intelligenza, perchè il futuro si scrive e non si attende a braccia conserte o, se si deve attendere per cause di forza maggiore, lo si aspetta con l’atteggiamento giusto e alimentandosi del valore della speranza.

Navigherete da un isolotto all’altro. Il primo isolotto che conoscerete sarà quello della paura, della delusione, dei rimpianti e delle occasioni perdute. Toccherà a Voi decidere se fermarVi subito lì ed iniziare solo a rimuginare oppure salpare nuovamente ed andare avanti verso altre isole. Anche perchè, cari dottori, sia beninteso. Nella vita, e lo avete già sperimentato durante i Vostri anni di studio, la paura convive con il coraggio e viceversa. Le delusioni ci sono, si provocano agli altri, si hanno pure verso se stessi. Può capitare, l’importante è non alzare troppo l’asticella delle aspettative proprio per evitare inutili sconforti. E poi ci stanno i rimpianti e le occasioni perdute. Nascono spesso poichè si è avuta la presunzione di indugiare troppo, senza far nulla, nel tentativo di dare risposta a domande impossibili come “perchè”, “se” e “ma” che spesso nella vita non conoscono soluzioni immediate. Dunque, questo è il primo isolotto. Siete voi artefici del vostro destino e deciderete se fermarvi subito qui o andare avanti. Se proseguirete, significa che Vi siete posti la domanda giusta cioè “come”. Come andare avanti.

Ci sarà poi un’altra isola. Quella della felicità, della gioia, dell’entusiasmo, i sentimenti che state provando in questo pomeriggio di festa in cui tali emozioni forti sono condivise con quelli dei Vostri cari. Sono approdi temporanei però e bisogna salpare di nuovo per andare avanti. Spetterà ancora una volta a Voi prendere questa decisione, anche perchè sarebbe un po’ anomalo fare di queste emozioni passeggere uno stile di vita di tutti i comportamenti. La vita va presa con leggerezza, ricorda ancora una volta Italo Calvino in una delle Lezioni americane, ma la leggerezza non è superficialità. E’ capacità di planare dall’alto sulle cose senza portarsi addosso inutili macigni. Quelli del cuore.

Ancora un altro isolotto incontrerete andando avanti. Quello dell’appagamento, della tranquillità, della pace interiore, e della pace dei sensi. E’ la logica del “satisficing” per gli economisti. Può darsi che deciderete di approdare per sempre qui. Oppure, come diceva Steve Jobs uno dei più grandi visionari del XXI secolo, “sarete affamati e sarete folli” e vorrete ancora andare avanti per aprire quello scrigno che custodirà il tesoro vero che state cercando. E quello sarà il premio, la ricompensa più alta che vi spetterà. Un po’ come successe a Napoleone e che Alessandro Manzoni rievoca in modo sublime nell’Ode Il Cinque Maggio: “La procellosa e trepida/Gioia d’un gran disegno,/L’ansia d’un cor che indocile/Serve, pensando al regno;/E il giunge, e tiene un premio/Ch’era follia sperar”. Il premio per Voi sarà quel tesoro!

Tutto dipenderà da Voi d’ora in avanti, cari dottori. Vi auguro di compiere questi passi sempre in salute, freschezza mentale e con il supporto delle persone a Voi più cari. Adesso capite perchè anche, se siete diventati dottori, parenti amici e genitori continueranno a chiamarVi “tesoro”, perchè in fondo siete il loro tesoro. E se ci tenete proprio al titolo fatevi chiamare da stasera Dottor Tesoro

Auguri e ad maiora semper!

Va bene, andiamo avanti così! Un ringraziamento alla Passione

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Discorso di commencement del Presidente del corso in occasione del Graduation Day del 28 novembre 2016

Cari Dottori,

nel porgerVi un saluto di commiato, vorrei parlarVi questa sera di Passione, della fiamma che deve ardere sempre dentro di Voi, diversa dalla scintilla che accende un Amore, e sicuramente ben lontana dai ritorni di fiamma che, molte volte, sono pericolosi e – qualcuno dice – sono buone semmai solo per le grigliate di carne.

Vorrei che andaste a braccetto con la Passione d’ora in avanti. E, nell’illusione di esservi liberate le mani perchè avete terminato un corso di studi, mentre state per intraprenderne un altro o avvicinarvi al mondo del lavoro, mi piacerebbe che legaste per sempre le vostre mani a quelle della Passione. Tenetevi per mano con la Passione!

Io immagino la nostra vita, e dunque anche la vostra vita, come una grande casa dove coabitano tanti inquilini nelle diverse stanze: la serietà, la competenza, l’umanità, il rispetto per gli altri, la professionalità, etc. Ma la Passione è la regina della casa e quando siede a tavola insieme agli altri inquilini li mette tutti d’accordo.

Non abbiate timore se i vostri obiettivi non sono ancora del tutto ben definiti, se le vostre vere vocazioni non si sono pienamente manifestate. Sono sicuro che gli uni e le altre diventeranno più chiari strada facendo, come lo è stato e lo è per noi adulti. Ma non mollate la Passione, non abbandonatela mai. Anche perchè essa Vi è stata compagna fidata  durante il corso di studi. Se non aveste avuto Passione non sareste qui stasera; così come se io non avessi avuta Passione non sarei qui a fare questo mestiere e a presiedere questa seduta di laurea, in mezzo a Voi che, so bene, ci tenete tanto ad avere il Presidente del corso presente al Graduation, come io tengo a stare con Voi.

La Passione, nell’immaginario collettivo, è un sentimento violento. Niente di più sbagliato. Quella è la pulsione, cosa completamente diversa, perchè manda il sangue al cervello, mentre la Passione rinfresca la testa e la rigenera continuamente. La Passione, alcuni pensano, siano cieca. Niente di più sbagliato. La Passione vede oltre, è visionaria. La Passione, forse per la radice etimologica associata al patire, evoca sofferenza. Niente di più sbagliato. Porta gioia e libertà. Ci vuole Passione nella vita e questa fiamma ardente e viva deve alimentarsi di rapporti veri e autentici, quelli di persona e reali, non virtuali su Internet. La Passione non è vero che non serve più, come qualcuno pensa in tempi di passioni di tristi. Spesso si sposa con proclami, slogan, ideologie e aforismi per dare parvenza di passionalità. Noi qui stiamo parlando di altro.

La Passione è vera ed autentica. Connette il cuore al cervello e il cervello al cuore. Questa è intelligenza emotiva, cari dottori. Intelligenza emotiva che permette di dare risposte solo alle domande giuste. Che non sono le domande del “perchè”, dei “se” e dei “ma” alle quali spesso non si può rispondere subito dato che evocano sovente soltanto rimpianti e occasioni perdute. Le domande giuste sono “come”, “quando” e “cosa”. L’intelligenza emotiva, alla cui base ci sta la Passione, consente di alimentare tali domande giuste.

Ringraziatela, dunque, la Passione. O forse no. Qualcuno dice che “grazie” talora è assimilabile ad un benservito. E’ meglio dire dunque “Va bene, andiamo avanti così”.

Per cui, cari dottori: Va bene. Andate avanti così!

Auguri e ad maiora semper

Non chiedermi perchè…io sono happy

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Cari neo dottori

è tempo, da stasera, di porvi domande intelligenti, o quanto meno emotivamente intelligenti. La capacità di farsi domande giuste piuttosto che la frenesia di trovare risposte impossibili è una misura dell’intelligenza emotiva di una persona.

Voi oggi siete neo laureati e tra poco Vi consegnerò la pergamena. Non è tempo di risposte oggi. La laurea non è una risposta. E’ un traguardo e per giunta intermedio rispetto ad altri traguardi di vita professionale, lavorativa, sociale e naturalmente affettiva che raggiungerete strada facendo. Nessuna risposta dunque

E’ tempo piuttosto di porsi nuove domande o di vivificare altre domande che Vi siete già poste in passato. Non è tempo, per esempio, di perchè, di se e di ma. Con i se e con i ma si inseguono solo rimpianti nella vita; non tutti i perchè possono avere una risposta razionale. Nemmeno perchè voi oggi siete qui, da neo laureati. Nemmeno perchè sono qui i vostri amici, parenti, genitori. Forse nemmeno perchè avete scelto, a suo tempo, di iscrivervi ad Economia Aziendale. E nemmeno perchè sceglierete o avete appena scelto una cosa anzichè un’altra dopo questa laurea.

E’ tempo di altre domande. Ad esempio, come. Come valorizzare al meglio la laurea appena conseguita. Come avvicinarsi al mondo del lavoro. Come completare gli studi magistrali che Vi accingete ad intraprendere. In quel come – che è una domanda che vi siete già posti altre volte durante il percorso di studi, ad esempio “come superare quell’esame?” – ci sta pure l’unica risposta possibile, i cui ingredienti sono: passione, determinazione, professionalità e competenza

E’ tempo di altre domande. Per esempio, quando. Il quando scandisce il tempo. Il tempo, ve lo abbiamo insegnato nei nostri corsi, è una fonte di vantaggio competitivo, ma è anche “galantuomo” quando restituisce al momento debito quelle risposte che cercate. Il tempo segna la differenza fra le persone, ma ripaga pure degli sforzi profusi, dei grandi sacrifici, di alcune rinunce che molti di Voi hanno dovuto affrontare durante gli studi

E’ tempo di altre domande. Per esempio, cosa. Cosa vi aspettate dal lavoro, dallo studio. Cosa vi piacerebbe fare da qui a cinque o a dieci anni. Nella risposta al cosa, ci sta il sogno. E coi sogni vengono anche i progetti. Ma la differenza fra un progetto e un sogno è una data. Dunque, ancora una volta il quando.

Ecco, cari neo dottori, non perchè, se e ma. Piuttosto come, quando e cosa. Nella vita imparerete da soli che sono queste le domande che contano. E per contare come persone, a vostra volta, Voi dovrete sempre porvi le domande che contano.

Una canzone quest’estate, se non ricordo male, risuonava così “Non chiedermi perchè…io sono happy

Ecco! Siate felici oggi. Auguri alla vostra felicità. Oggi deve essere ancora più grande di quella che avete provato ieri pomeriggio o questa mattina, quando avete discusso la tesi e completato il percorso di studi. Siate ancor più felici perchè questa sera la felicità la condividete con i Vostri cari, che, nel vedervi felici, diventano felici pure loro

Auguri. Ad maiora semper!

Rosario Faraci, Presidente del corso di laurea in Economia Aziendale, in occasione del Discorso di Commencement del Graduation Day del 24 novembre 2016

 

Esami di laurea in Economia Aziendale di novembre 2016

ECONOMIA AZIENDALE – Avviso ai laureandi di Novembre 2016
 
Il briefing con tutti i laureandi della sessione di novembre 2016 si terrà mercoledì 16/11 alle ore 15.00 in un’aula del Dipartimento (che sarà indicata). Nel corso del briefing si conosceranno date e turni sia dell’Exam che del Graduation Day e saranno date indicazioni sulle modalità di svolgimento della prova finale d’esame e della cerimonia di laurea. E’ richiesta la presenza di tutti i laureandi. Il Presidente. Prof. R.Faraci

Innovation and Business Models (24 e 25 ottobre)

“Il Prof. Faraci informa che la lezione di Innovation and Business Models di lunedì 24 ottobre è cancellata e sarà recuperata in data da indicare. La lezione del 25 ottobre è cancellata e posticipata al giorno successivo, Mercoledì 26 ottobre, aula D di Palazzo Fortuna, dalle 14 alle 16, per prender parte al seminario di Riccardo Damiano della Fratelli Damiano SpA, iniziativa didattica promossa dall’insegnamento di Corporate Strategy”.

Adesso e qui sta bene la parola fine

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Il Discorso di Commencement del Prof. Faraci al Graduation Day del 29 settembre 2016

Cari laureati,

ADESSO E QUI STA BENE LA PAROLA FINE

Fine di un percorso, fine di un ciclo di studi, fine di tante ansie e preoccupazioni, fine di un ciclo della vostra vita che ha segnato, nel bene e nel male, noi speriamo più nel bene che nel male, i vostri anni giovanili

ADESSO E QUI STA BENE LA PAROLA FINE

Anche per me c’è stata la parola fine. Da laureato ventisette anni e mezzo fa. Quel giorno, come Voi, mi attraversava un flusso di emozioni di segno opposto. Gioia, felicità per un traguardo personale raggiunto con tanta fatica. Sgomento, paura per un mondo nuovo, e sconosciuto, che stava per aprirsi

ADESSO E QUI STA BENE LA PAROLA FINE

Le ha usate queste parole lo scrittore Erri De Luca per chiudere un suo celebre libro. Ma aggiunge pure che fine è sorella minore di confine e di finestra chiusa.

Confine. Avete vissuto per 3-4 anni in una terra di confine all’interno di questo Dipartimento. Il confine tra mondo giovanile e mondo adulto, tra mondo dello studio e quello del lavoro o della professione, tra mondo del sapere (conoscenze) e quello del saper fare (abilità) e del saper essere (competenze). Adesso è giunto il momento di attraversare il confine, che per molti di Voi potrà significare anche varcare i confini della nostra terra di Sicilia, che essa stessa è terra di confine.

Finestra. Avete chiuso la finestra della stanza in cui avete trascorso, in solitudine, molto tempo a studiare, ripassare, preparare per bene gli esami, vivere magari le ansie del pre-esame. Adesso però potrete aprire una porta e affacciarvi ad un mondo nuovo che per alcuni di Voi potrà significare un nuovo percorso di studi alla magistrale, una candidatura al mondo del lavoro, una conferma nel mondo del lavoro ove si è già entrati; potrà significare rimanere o partire, imparando fin d’ora, per quelli che lasceranno la Sicilia, cosa vuol dire esser presenti nella vita degli altri, anche quando non si è vicini fisicamente; dispiegare le ali in volo mentre si mantengono solide radici nel terreno, che sono la propria famiglia, i propri affetti.

ADESSO E QUI STA BENE LA PAROLA FINE

E, come per ogni finale che si rispetti, ci sono i ringraziamenti. I nostri, di docenti di questo corso di laurea, i miei personali come Presidente di questo corso, a tutti Voi. Un vero docente non finisce mai di crescere man mano che crescono i suoi allievi. In una prospettiva di “reverse mentoring”, come l’abbiamo più volte etichettata, addirittura è l’adulto che apprende dai più giovani e si nutre anche dei sogni, delle ambizioni, dei progetti e delle contraddizioni di ciascuno di loro. Dunque grazie. E grazie anche alle Vostre famiglie che, decidendo tre-quattro anni fa, di sostenervi nella scelta di questo corso di studi, hanno dato fiducia a noi docenti, affidandovi alle nostre cure, quasi ci fosse una staffetta nel grande gioco delle responsabilità cui la vita ci abitua. Prima loro responsabili per voi, poi noi per voi. Adesso tocca a Voi, da soli. Che, da domani, vi sentirete un pizzico in più responsabili. Dove responsabilità va a braccetto con libertà.

ADESSO E QUI STA BENE LA PAROLA FINE. Che non è l’ultima pagina di un libro che, domani, dovrete dimostrare di conoscere ad un esame universitario. Ma è l’ultima pagina di un libro che, per vostra fortuna, rimarrà sempre aperto. E’ il libro delle memorie del cuore, dei ricordi, che porterete gelosamente con Voi per tutta la vita. Perché questi sono stati anni bellissimi, nonostante tutto, e il loro ricordo sarà indelebile per sempre.

Ho usato tre parole, in questa breve conclusione, che mi piacciono tanto. Cuore, Nonostante, “Persempre”.

Cuore, usatelo sempre in tutto ciò che farete. Nella variante “Cuore Pensante” come lo chiamava Etty Hillesum e come lo ha etichettato pure Susanna Tamaro o di Intelligenza Emotiva come lo ha definito Daniel Goleman, ma usatelo sempre il Cuore. Nonostante. Nonostante mille difficoltà, nonostante le criticità, nonostante i momenti bui, si possono ottenere risultati straordinari nella vita, come la laurea che avete conseguito ieri e che sarà celebrata oggi con la consegna della pergamena. Nonostante tutto, per noi Siciliani abituati nonostante tutto ad andare avanti. “Persempre”, un avverbio che, nei momenti in cui batte forte il cuore perché vogliamo bene ad una persona, pronunciamo con grande trasporto, pur sapendo che persempre è una promessa solenne, che poi magari si fa fatica a mantenere. Persempre è invece la sommatoria di tanti piccoli momenti quotidiani che, messi insieme, faranno una vita. Come oggi, che è un momento bellissimo per tutti Voi.

ADESSO E QUI STA BENE LA PAROLA FINE.

Vi lascio con le parole che mia madre mi ricordava sempre quando, da studente, temevo di non farcela ad arrivare all’obiettivo finale della laurea. Sono i versi dell’ode di Manzoni “Il Cinque Maggio”:

“La procellosa e trepida

Gioia d’un gran disegno,

L’ansia d’un cor che indocile

Serve, pensando al regno;

E il giunge, e tiene un premio

Ch’era follia sperar”

Il vostro premio è la laurea oggi.

Auguri e ad maiora semper!

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Lauree di Novembre 2016

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Si avvisano i laureandi del prof. Faraci che prevedono di laurearsi per la V sessione dell’anno accademico 2015-16, cioè per novembre, che il saggio finale dovrà essere trasmesso al docente entro e non oltre il 19/10/2016, inviato via mail all’indirizzo faraci@unict.it (in formato word) e personalmente consegnato in copia cartacea durante l’orario di ricevimento (che per quel periodo, concomitante alle lezioni, è previsto il mercoledì dalle ore 12.00). Il docente provvederà a leggere e valutare gli elaborati, programmando uno o più incontri successivi con i laureandi per la revisione del lavoro e la finalizzazione del saggio in vista dell’upload sul portale che avverrà per tutti entro e non oltre l’8/11. Il docente: R.Faraci

Corso zero di management per le matricole

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19 settembre – Il significato del fare impresa

20 settembre – La costruzione di un progetto d’impresa e il modello di business

  • Il Business Model Canvas: la costruzione del modello attraverso lavori in piccoli gruppi (Class Assignment)
  • Il business model per una start up e per un’impresa esistente (Lecture del docente)
  • Home assignment: La predisposizione del business model canvas da parte dei team.

21 settembre – La presentazione di un progetto d’impresa e le start up

  • Presentazione in aula dei BMC predisposti dai gruppi (Class Activity)
  • I diversi contesti settoriali in cui operano le imprese (Lecture del docente)
  • Testimonianze di start up e progetti imprenditoriali (a cura del CAPITT): intervengono i team Grain Coffee e Skip-I (da Start Up Academy) e Donadonando (da Start Up Your Business)

26 settembre – Il caso aziendale per comprendere le dinamiche di avvio di una nuova impresa

  • Lettura e discussione del caso in aula (Class Assignment) – Caso Zestrip (caso-zestrip)
  • Criticità aziendali e soluzioni in fase di avvio (Lecture del docente)
  • Home assignment: la predisposizione di un copione sui conflitti d’impresa

27 settembre – La gestione della comunicazione in aula: Teatro e Oxford Debate

  • Lettura dei copioni predisposti (Class Assignment)
  • La gestione dei conflitti d’impresa (Lecture a cura del docente)
  • Teatro d’Impresa con gli studenti (Class Activity)
  • Oxford Debate in aula sul tema: Rimanere o partire?

 

Tre appuntamenti importanti il 26 settembre

Dalle 9 alle 10,30 il consueto seminario tenuto dal Prof. Faraci e riservato ai tesisti e ai richiedenti tesi per illustrare loro dal punto di vista metodologico il percorso di redazione del saggio finale, anche alla luce delle nuove disposizioni regolamentari in vigore dal 2016

Dalle 11 alle 12 il briefing obbligatorio per tutti i laureandi della sessione di settembre 2016. Docenti e personale tecnico-amministrativo illustreranno modalità di svolgimento dell’Exam Day e del Graduation Day (dopo il 12 settembre verranno comunicate le date delle giornate d’esami e delle proclamazioni)

Dalle 13 alle 14 docenti ed esperti risponderanno nel #Graduationexit ai quesiti di studenti, laureandi e neolaureati sulle opportunità di studio e di lavoro post-lauream in Economia Aziendale. Si discuteranno, fra gli altri, i temi riguardanti il “dilemma” se rimanere o partire; se accedere ad un master o ad una magistrale; quale magistrale scegliere, se ad indirizzo generalista o specialistico; se e come accedere al mondo del lavoro, prima durante o dopo gli studi; se e come fare una esperienza all’estero dopo la laurea triennale.

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Economia Aziendale: test d’ammissione, corsi zero e Welcome Day per le matricole

Lunedi’ 5 settembre i test d’ammissione. Clicca qui per le info ufficiali sul sito di Ateneo.

Dal 19 settembre i corsi zero di introduzione alle discipline di base.

Il 5 ottobre inizio delle lezioni per gli studenti del primo anno, preceduto dal consueto appuntamento di Welcome, l’orientamento per le matricole di Economia Aziendale. In bocca al lupo a tutti e, per quelli che saranno ammessi, benvenuti a bordo!

Corsi zero CdL in Economia Aziendale - A_A_ 2016-2017-2

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Vi auguro di crescere a Pane, Amore e Libertà

Discorso di commencement del Prof. Faraci del 29/7 (sedute del mattino)

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Carissimi

oggi è la vostra festa. La celebrate insieme a parenti, amici e agli affetti più cari. Per Voi si chiude un ciclo, una fase, una parentesi. La vita è fatta di fasi che si succedono, che si aprono e si chiudono, una dietro l’altra. E’ fatta di parentesi. Dalla matematica avete imparato che dentro le parentesi si eseguono operazioni algebriche anche molto complicate, spesso a più variabili, ma poi c’è un risultato finale. E talora, per via di un fattore apicale posto al di fuori della parentesi, il risultato può crescere in modo esponenziale. Così è la vita che ci regala tante cose belle perché le abbiamo saputo e voluto ottenere.

Vi consegnerò tra poco la pergamena che attesta, con un voto, la conclusione del vostro percorso di studi. Il voto non sentenzia sulle vostre qualità umane né sulle vostre competenze. Quelle sono in continuo divenire, vi appartengono, e maturano e si fortificano strada facendo. Alcune competenze vi saranno utili nel mondo del lavoro e nella vita in generale: la leadership, il problem solving, il gioco di squadra.

La pergamena è soltanto un certificato che valuta l’andamento scolastico. Ed è anche un libro di memorie del cuore, di ricordi. Belli e meno belli di questo periodo trascorso all’Università dove avete conosciuto tanti colleghi molti dei quali sono divenuti cari amici.

Oggi è la Vostra festa. Da domani, spenti i riflettori, sarete chiamati a scegliere, se non l’avete già fatto prima. Le scelte fanno paura, ma vanno effettuate. Non possono essere postergate e rinviate sine die. Le vostre scelte riguarderanno la prosecuzione o meno degli studi; rimanere o meno a Catania; un indirizzo specialistico o generalista alla laurea magistrale; l’approccio al mondo del lavoro.

Nel compiere le scelte si cresce. Si cresce in Libertà, il più importante valore che si possa riconoscere ad un Uomo. Libertà di, libertà interiore, facoltà di scelta e conseguente responsabilità per le scelte effettuate sono le conquiste più importante di una persona. E Voi in questi anni di Università siete stati educati alla Libertà, anche quando studiare, sostenere esami, partecipare ad una prova, frequentare le lezioni vi sembravano momenti privativi della Libertà. Consentitemi di dire che rigore, sacrificio, senso del lavoro, disciplina non sono antagonisti della Libertà, ma sono complementari.

Vi auguro, come è successo a me, di crescere a pane, amore e libertà. Che sia un tozzo di pane, una focaccina o una “vastedda” da due chili, bisogna però imparare a guadagnarselo il pane. Guadagnarsi un pezzo di pane è una conquista di dignità per la persona.

Vi auguro di crescere pure nel rispetto dell’amore che non è soltanto quello degli innamoramenti, delle infatuazioni transitorie e dei fuochi d’artificio, ma è soprattutto passione vera, sacrificio, condivisione di gioie e sofferenze, rispetto degli spazi altrui. Vale così nei rapporti tra le persone, ma esiste pure amore per lo studio e per il lavoro. Date amore e vi sarà restituito amore.

Infine, quella Libertà di cui abbiamo parlato prima. Non è solo un senso di liberazione da pesi, macigni e fardelli. In effetti, andando avanti negli studi, vi siete alleggeriti pian piano di qualche peso che vi aveva causato pure ansia e stress. Ma la Libertà vera è quella interiore, quella che vi permette di vivere la vita in leggerezza, che non vuol dire superficialità, ma capacità di planare dall’alto sulle cose senza portarsi dietro inutili macigni, che spesso sono i macigni del cuore, diceva Italo Calvino.

Ed ancora una volta, come ho ricordato ieri sera ai vostri colleghi proclamati dottori, invertiamo le parole di Dante. Anziché “Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate”, con la quale probabilmente siete stati accolti a Palazzo delle Scienze quando eravate matricole, “Entrate ogni Speranza o Voi che lasciate”. Lasciate un corso di studi,  perché è finito un ciclo, e per Voi si spalancano le porte della Speranza.

Dalle nostre parti non è l’ultima a morire, ma la prima a nascere. Pertanto, con la pergamena che attesta la conclusione degli studi, riceverete pure virtualmente il certificato di battesimo della Speranza.

Congratulazioni e rallegramenti.

Entrate ogni Speranza o Voi che lasciate!

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Discorso di commencement del Prof. Faraci il 28/7 (sedute pomeridiane)

Carissimi,

i potenti e luminosi riflettori della festa sono tutti puntati addosso a Voi. E’ giusto che sia così, in questo giorno in cui celebrate insieme ai parenti, agli amici e ai vostri cari affetti la conclusione del vostro percorso di studi. Ancora qualche altro giorno di luci della ribalta e poi, inevitabilmente, spenti i riflettori, tornerete ad essere come prima, a vivere la vostra vita, a godervi il bello dei vostri anni giovani, con una certezza in più e tantissime aspettative.

La certezza di aver ottenuto quella pergamena, che tra poco vi consegnerò, che attesta il conseguimento del titolo di studio e dunque la conclusione del triennio. La certezza di avercela fatta.

E tante, tantissime aspettative più che mai legate al progetto di vita che, da stasera, da domani, sarete in grado di darvi.

Quella pergamena non significa nient’altro che la chiusura di un ciclo di studi che prelude ad un nuovo ciclo di studi, oppure ad una prima esperienza nel mondo del lavoro, o ancora ad una conferma – per alcuni di Voi – del lavoro attualmente svolto o appena iniziato.

Ma quella pergamena è tutta Vostra. Ed è come se fosse un libro di ricordi, le memorie del cuore. In quel libro ci sono gli amici di sempre, i colleghi conosciuti sui banchi e divenuti inseparabili compagni anche fuori dal Dipartimento, le nuove amicizie.

Avverto in Voi una strana sensazione quasi all’agrodolce, e cioè che alla felicità di aver concluso gli studi, si accompagna la paura di perdere queste amicizie, nate e maturate dentro l’Università.

E non sarà così se invece Voi sarete capaci di tenere per sempre queste amicizie come granelli di sabbia sul palmo della mano, socchiuso come fosse un cucchiaio. Gli amici si tengono così – ho letto da qualche parte. Ma anche gli affetti più cari. Non si possono afferrare dentro un pugno stretto, perché inevitabilmente i granelli di sabbia ad uno ad uno scivolerebbero fuori dalla mano e si perderebbero per sempre. E nemmeno a palmo aperto perché alla prima folata di vento volerebbero via. Le amicizie vere vanno riposte come granelli di sabbia sul palmo della mano socchiuso come un cucchiaio. Saranno così per sempre protette, pur rimanendo libere.

La libertà è il più grande valore che Voi giovani avete imparato a conquistare e custodire in questi anni di Università. Vi sembrerà strano che io Vi dica queste parole al Graduation Day.

Avete financo maledetto le costrizioni apparentemente subite, le rinunce più volte operate, il tempo che vi è stato sottratto ad altri impegni e a qualche divertimento solo perché Vi siete dedicati allo studio, alle prove, agli esami, alla redazione del saggio, con tutto lo stress che ne è derivato. “La libertà fa male a chi esce troppo in fretta dalla scatola. Per diventare libero fuori, dovrai prima imparare a esserlo dentro” — ha scritto Massimo Gramellini.

Invece, quella che Vi è sembrata privazione di libertà, è stata al contrario una educazione alla libertà vera, a quella “libertà di” che per la filosofia è libertà dentro e dunque piena libertà di scegliere e conseguente responsabilità delle scelte operate.

La Scuola e l’Università, costruendo intorno a Voi un metodo prima ancora che un sistema di conoscenze, Vi hanno educati al valore della libertà più autentica che però non esclude disciplina, rigore, sacrificio e costante allenamento nell’ottenere risultati. Il Sapere dà libertà; il metodo per accrescere quel Sapere ne dà tanta di più. Il compito primario di un docente è questo. Insegnare alle persone a credere in loro stesse ed accendere nei giovani il fuoco della passione per il Sapere, che è anche Saper fare e saper Essere.

Oggi si conclude per Voi un percorso di studi, ma già da stasera, da domani, sperimenterete il valore della libertà, insieme alla paura, normale, di compiere da soli una scelta.

Rimanere o partire; proseguire o fermarsi; specializzarsi o mantenere un profilo generalista; provare oggi o rinviare a domani l’approccio col mondo del lavoro.

Sono le prime scelte importanti della vita, che Vi fortificheranno facendovi diventare uomini e donne e dunque pilastri di una società in continuo cambiamento. Gli anni dell’Università, ve ne accorgerete più avanti, Vi saranno serviti anche a questo: non soltanto ad acquisire conoscenze generaliste e specialistiche, ad assicurarvi un metodo, ma anche a maturare e fortificare competenze, utili domani nel mondo del lavoro, sempre utili nella vita: la capacità di problem solving, il team building o gioco di squadra, la leadership, le capacità relazionali e quelle negoziali, la capacità di capire e provare a risolvere le criticità di una organizzazione, grande o piccola che sia.

L’Università è tutto questo, nella sua accezione di Universitas, cioè il complesso di tutte le cose, il tutto nella sua interezza.

Il futuro è un libro aperto che Vi appartiene, che sarete Voi a scrivere, pagina per pagina, con l’inchiostro indelebile delle Emozioni che provengono dal vostro cuore, e con la matita della Ragione che promana dalla testa; ma per ogni matita c’è pure una gomma, perché anche agli errori commessi è sempre possibile rimediare. Si cresce pure così. L’importante però è essere sempre se stessi, autenticamente se stessi, senza perdere tempo a mettere e a dismettere le maschere dell’apparenza una dietro l’altra.

Consentitemi di dire infine che se, accedendo al Palazzo delle Scienze la prima volta e guardando spaventati la statua della Minerva, vi è stato detto “Lasciate ogni speranza o Voi che entrate”, tocca a me dirvi, parafrasando le parole di Dante, “Entrate ogni Speranza o Voi che lasciate”.

Lasciate un corso di studi, ma si spalancano per Voi le porte della Speranza che, dalle nostre parti, è sempre la prima a nascere, mai l’ultima a morire.

Ad maiora semper e congratulazioni! 

Exam & Graduation Days, le regole di massima per laureandi ed ospiti

Exam&GraduationDays

In applicazione delle nuove “Linee guida per la prova finale dei corsi di laurea” approvate il 16/4 e il 17/12 del 2015, dalla scorsa sessione di laurea di Maggio 2016, l’esame di laurea si svolge in due tempi: l’Exam Day e il Graduation Day. Per acquisire piena padronanza delle nuove disposizioni, di norma, i laureandi sono convocati qualche giorno prima delle sedute di lauree per un “briefing”, ovvero una riunione informativa alla presenza di altri docenti e del personale tecnico-amministrativo coinvolto nell’organizzazione dei due Days. In quella riunione, vengono date importanti comunicazioni sull’organizzazione delle prove d’esami e si illustrano le regole dell’Exam e del Graduation Day, di massima riportate di seguito. Il prossimo incontro è fissato per il 20 luglio alle ore 12.00 ed è propedeutico alle sedute di luglio 2016.

EXAM DAY

Sulla base del calendario della seduta pubblicato sul sito del Dipartimento, lo studente, nel giorno e all’orario indicati, è convocato dinanzi alla Commissione degli esami di laurea, di norma strutturata in sotto-commissioni. L’esame si tiene in un’aula di Palazzo delle Scienze.

All’orario convenuto, lo studente deve presentarsi e attendere il turno in cui verrà esaminato.

L’esame di norma dura un quarto d’ora e si svolge alla presenza del relatore che ha seguito il laureando durante la stesura del saggio o, in sua assenza, da altro collega della disciplina delegato ad hoc dal Presidente del corso.

L’esame verte unicamente sui contenuti del saggio (breve bibliografico, applicativo-progettuale o prodotto, con relazione di accompagnamento, come indicato nelle nuove Linee Guida) e lo studente – presi accordi con il relatore – può portare con sé un computer o un tablet, qualora volesse mostrare agli altri esaminatori alcuni contenuti specifici del lavoro.

Dovendo coinvolgere nella discussione anche gli altri docenti esaminatori, afferenti discipline diverse, è buona prassi incominciare la discussione con una presentazione breve (di 1-2 minuti) che spieghi, ad esempio:

  • in cosa consiste il lavoro (senza entrare eccessivamente in dettaglio),
  • quale argomento specifico è stato affrontato (quindi la eventuale “research question” che lo ha ispirato),
  • dove si colloca il tema prescelto nell’ambito della letteratura,
  • perché quell’argomento è stato scelto,
  • quale metodologia è stata impiegata per redigerlo (soprattutto nel caso in cui si faccia ricorso ad analisi quantitative),
  • se nella scelta dell’argomento è stato determinante anche l’eventuale tirocinio formativo svolto o un periodo di studi o di stage trascorso all’estero.

Di norma, le risposte a tali interrogativi sono contenute nell’Introduzione al saggio.

Lo studente è invitato poi a rispondere alle domande poste dal relatore, argomentando le risposte in modo chiaro e completo.

Alla stessa maniera, è invitato a rispondere alle richieste di chiarimenti e ai quesiti posti dagli altri docenti, anche quando – a differenza del relatore – è normale che non siano pienamente a conoscenza dei contenuti specifici del saggio.

Al termine della prova, lo studente torna al posto e attende la conclusione del turno d’esami (di norma ogni turno dura un’ora durante la quale operano simultaneamente più sottocommissioni) per conoscere il voto di laurea e controfirmare il registro degli esami di laurea.

Con l’Exam Day si chiude ufficialmente la carriera dello studente. Pertanto, anche avendo completato l’esame, non ci si può allontanare se non dopo essere stati nuovamente convocati dal Presidente della Commissione per conoscere il voto e per gli adempimenti di firma.

All’Exam Day, lo studente potrà essere accompagnato da qualche collega e qualche parente, limitatamente a pochissimi invitati, trattandosi di un esame vero e proprio che viene svolto in una delle Aule del Dipartimento dove di norma si tengono le lezioni.

Non sono ammessi fotografi durante l’Exam Day.

GRADUATION DAY

La Giornata delle Proclamazioni si svolge in più turni nell’arco di una mattina o di un pomeriggio.

Di norma per ogni turno sono proclamati 12-13 laureandi in numero pari alle toghe attualmente disponibili che, unitamente al tocco, vengono fornite dal Dipartimento.

All’orario indicato nel Calendario delle Sedute, pubblicato sul sito del Dipartimento, i candidati devono puntualmente presentarsi al Palazzo Fortuna, accedendo ad una delle aule indicate per la vestizione (la A o la B, di norma, al piano terra).

Dovranno portare con sé un documento di identità, da consegnare al personale, all’atto della vestizione; inoltre, dovranno portare con sé la copia del saggio finale discusso in occasione dell’Exam Day.

Completata la vestizione ed incontrato il Presidente della Commissione per un rapidissimo briefing, il gruppo dei laureandi, in fila indiana, procede verso l’Aula Magna di Palazzo Fortuna dove sono già stati fatti sistemare e sedere parenti ed amici invitati (per ciascun laureando, in numero non superiore a 25, con la consegna di un talloncino di invito che i laureandi riceveranno all’Exam Day).

Sulle note dell’Inno Universitario Internazionale “Gaudemus Igitur”, i laureandi sfilano ad un ad uno lungo il corridoio centrale dell’Aula Magna dove, nelle vicinanze del palco, ad attenderli c’è il Presidente del corso, o in sua vece il Presidente della Seduta, che li fa poi disporre in modo ordinato nei posti della prima fila, appositamente loro riservata.

Completata l’accoglienza, il Cerimoniere invita tutti i presenti (docenti, laureandi ed ospiti) ad alzarsi in piedi per ascoltare l'”Inno di Mameli” che potrà essere cantato da tutti (conoscendone ovviamente le parole del testo).

Al termine dell’Inno, il Cerimoniere invita il Presidente del corso, o in sua vece il Presidente della Seduta, a tenere il Discorso di Commencement a nome del corpo docente. Clicca qui per leggere il discorso tenuto dal Prof. Faraci in occasione del primo turno di sedute del Graduation Day il 24 maggio

Successivamente invita un Rappresentante dei Laureandi di quel turno d’esami (selezionato nei giorni precedenti dal Presidente del Corso secondo criteri di merito e di età) a tenere il Discorso di Commencement a nome degli studenti.

A conclusione di questi brevi discorsi, e di altri qualora fossero presenti ospiti istituzionali (come il Rettore o il Direttore del Dipartimento), di durata non superiore a cinque minuti, il Cerimoniere invita il Presidente a chiamare ad uno ad uno sul palco i laureandi per la Proclamazione.

Il Rito della Proclamazione è breve e prevede la lettura del titolo del saggio preparato dal laureando e la declamazione pubblica del voto di laurea e del titolo di studio appena conseguito.

Ove rese disponibili in tempo da parte degli uffici centrali di Segreteria, le pergamene ufficiali di laurea saranno consegnate dal Presidente ai neo-laureati che controfirmeranno un foglio per ricevuta.

A conclusione delle proclamazioni, tutti i neo laureati e i docenti presenti in Commissione sono invitati per la consueta foto di rito sul palco e per il lancio del “tocco” in aria.

Successivamente, sempre procedendo in fila indiana lungo il corridoio centrale dell’Aula Magna, i neo laureati si avvieranno all’uscita, accompagnati sulle note dell’Inno alla Gioia dell’Unione Europea.

Al Graduation Day sono ammessi fotografi ed è consentito anche filmare video. Fotografi professionisti ed amatori dovranno disporsi negli appositi spazi indicati loro dal personale tecnico-amministrativo che partecipa alle sedute.

I neo laureati, conclusa la cerimonia e trattenutisi per qualche minuto all’esterno dell’Aula Magna per le foto di rito, sono invitati a consegnare le toghe, in modo da consentire l’avvio del turno successivo.

Si prega di rispettare regole di buona educazione, evitando il protrarsi di foto con le toghe, al fine di non intralciare l’organizzazione dei turni successivi di Graduation.

Alcune foto del primo Graduation Day (24.5.2016) sono disponibili sulla pagina FaraciDidattica di Facebook.

 

La giornata è bella oggi. L’aria che si respira è diversa

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Si fa presto a dire start up, non c’è dubbio. Ma non è mai troppo tardi per rimettersi in gioco, per coltivare un’idea e trasformarla in progetto, per apprendere il bello di lavorare insieme, di ascoltare ed ascoltarsi, di vincere la paura (dei giudizi altrui!) ed imparare il senso della sfida. Venerdì sera, chiudendo la terza edizione di Start Up Academy, ho rimarcato l’importanza di attività ed eventi come quelli che da tre anni l’Università di Catania, per il tramite del CAPITT, organizza e porta avanti con grande sacrificio. Non è la passerella di un Contest che ha importanza! Non sono i riflettori puntati addosso per una sera che danno lustro e visibilità! Sono tenacia, perseveranza e determinazione che vanno riconosciuti quando si sale su un palco e si raccontano un’idea e un progetto e si prospetta una roadmap dei prossimi obiettivi da conseguire. Abbiamo avviato tre anni fa e stiamo portando avanti una intensa attività di scouting dentro i Dipartimenti e i corsi di laurea del nostro Ateneo che finalmente produce i primi copiosi risultati. Lo abbiamo ribattezzato il programma di Student Entrepreneurship dell’Università di Catania che, ovviamente, va ancora perfezionato, potenziato e migliorato. A parte il numero di progetti e l’elevata rappresentatività multidisciplinare, si è creata una rete solida di belle persone, tutte giovani, forse come mai prima si era vista a Catania negli ultimi decenni. Non sarà ancora un ecosistema vero e proprio, di quelli che catalizza l’interesse di rampanti imprenditori, di affamati studiosi e di tempestivi investitori. Non sarà la Silicon Valley della California, ma come ebbi a scrivere quattro anni fa, nel post che ripropongo in basso, questa qui è la Sicilycon Valley. E dopo quattro anni, cinque edizioni di Start Up Academy, tre di Start Up Your Business Vulcano di Idee, due di Start Cup Catania e una nuova edizione di quest’ultima che sta per partire, non credo di sbagliarmi nel dire che l’aria che si respira è diversa. Ogni giornata è bella. Si può incominciare per il piacere di un gioco o per senso di sfida nelle aule universitarie, all’interno di un corso o di un ciclo di seminari professionalizzanti, partecipando ad un evento, una conferenza o ad un Appuntamento delle Idee in città. Si comincia per gioco, ma poi anche il gioco si fa serio. Adesso però tutto è più chiaro. Chi vuol cominciare il (lungo) percorso di creazione di una nuova impresa, sa cosa fare e dove rivolgersi. Sa cosa l’aspetta e quali step deve affrontare. Sa che deve cogliere opportunità e fronteggiare minacce. Sa che deve metterci la faccia ed esser pronto, in qualunque momento, a presentare con un pitch di pochi minuti la propria idea, il proprio progetto e far conoscere a che punto si trova del percorso e qual è la roadmap successiva. Sa che deve apprendere l’uso di alcuni “attrezzi del mestiere”, ma che deve predisporre pure una personale cassetta degli attrezzi per affinare l’idea, consolidare il progetto, predisporre un business plan. Ma soprattutto sa di non essere solo. Ci sono tante infrastrutture materiali ed immateriali nel territorio e soprattutto c’è una rete di belle persone pronta sempre a dare una mano d’aiuto. E’ proprio vero, l’aria che si respira è diversa.

Ripropongo in basso un post del 19 giugno 2012. I suoi contenuti continuano a sembrarmi attualissimi.

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DOVE NASCE UN’IMPRESA? NELL’ARIA DELLA SICILYCON VALLEY…di Rosario Faraci (19 giugno 2012)

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Antonio Musmeci, Claudia Presti e Igor Spina, secondi classificati all’edizione 2012 di Start Up Academy

L’ho visitata la Silicon Valley nell’agosto del 2003. Ne ho respirato l’aria, all’interno del campus di Stanford, a margine di un breve soggiorno turistico nella zona di San Francisco, dopo aver partecipato ad una conferenza dell’Academy of Management a Seattle. Fino ad allora mi mancava nell’album delle esperienze fatte, che diventano ricordi col passare del tempo. In quella Valley, ho visto gente che camminava in bici, che entrava ed usciva dai Dipartimenti universitari, e qualcuno che, poco fuori dal campus, si metteva in macchina per raggiungere probabilmente la “facility” di qualche impresa, magari hi-tech. Sarà stato il caldo afoso, ma non mi ha fatto una grande impressione, a dire il vero. Forse perché la Silicon Valley è uno stato mentale innanzitutto, una condizione del fare impresa prima ancora di essere un luogo fisico. E dunque, devi entrare a far parte di quello stato mentale prima di poterne respirare l’aria. Di anni ne sono passati nove da quell’estate e mi sembra di rivedere una piccola Silicon Valley, qui in Sicilia da noi. Forse è presto per dirlo, ma, trattandosi di uno stato mentale prima ancora che di un luogo fisico, l’aria già profuma di qualcosa di diverso. Una specie di odore all’essenza di lavanda, fresco perchè sa di pulito e gradevolissimo all’olfatto. In una miscellanea di luoghi fisici e stati mentali, vedo giovani che entrano ed escono dalle aule universitarie e dalle stanze dei Professori; che vanno in giro in tutta la Sicilia per incontri, meeting, conferenze e seminari; che fanno le “ore piccole”, non per affogare nell’alcol i dubbi per un futuro che verrà e di cui non si sa niente, ma per scrivere business model, rivedere presentazioni in power point, preparare un “pitch” in cinque minuti; che si confrontano con imprenditori, con altri giovani, con i professionisti, con gente del mestiere; che si mettono in gioco continuamente per discutere la propria idea, affinarla, rivederla, trovare consensi e nuovi partners; che non hanno alcun dubbio nel voler riaffrontare, con più forza e determinazione, un contesto che diventa più ampio ed internazionale. E nel frattempo, continuano a studiare, a dare esami, ad andar avanti. Giovani, che mentre sono giovani e dunque figli di questo tempo, crescono dentro come Uomini e Donne e guardano con un pizzico di Speranza in più il proprio futuro. Sono giovani che meritano il mio e il Vostro rispetto; la mia e la Vostra considerazione; il mio e il Vostro plauso perché, ignari di cosa sia il perverso gioco siciliano del “futticompagno” su cui si sono formate intere generazioni di classi dirigenti che continuano ad alimentare loro cloni, sono capaci di rimettersi continuamente in discussione, pur tenendo fede, con determinazione e cocciutaggine, ad una loro idea che non hanno difficoltà a comunicare, condividere, scambiare. L’idea di diventare imprenditori; di dar vita ad un proprio progetto; di creare e metter su un’impresa, anche se inizialmente ad uno stato fluido, e con un’idea del fare impresa che è diversa dal modo in cui l’abbiamo studiato e l’abbiamo insegnato. Ragazzi, ma solo anagraficamente parlando, capaci di orientarsi nel “Mare Magnum” della competizione usando bene la Bussola d’Amore, quella metafora a cui sono particolarmente legato. Alcuni di loro sto iniziando a conoscerli meglio anche come Persone. Li conoscevo prima perché vivaci e affamati di sapere in aula, preparatissimi agli esami oppure perché semplicemente simpatici e divertenti. Ora sto imparando a conoscerli meglio come Persone, determinate ad andare avanti, a viaggiare in giro per la Sicilia, ad allearsi con altri “foolish and hungry” come loro, a condividere la loro idea ma a fortificarla perché “se io ho un’idea, tu un’altra, scambiandocele ognuno di noi ne porta a casa due”. Sono diventato involontariamente il Pediatra della loro creatura, me la fanno vedere con assiduità per sapere se sta crescendo bene, se il peso è quello giusto, se la “pappina” che somministrano è salutare, per sapere quando prenderà le prime malattie esentematiche, per sapere quando finirà lo svezzamento. Ditemi se questo non si chiama Amore! E tutto ciò non accade a Stanford o alla Silicon Valley. Ma accade a Catania e nella Sicilycon Valley, uno spazio fisico innanzitutto, ma anche una condizione mentale, uno stato delle idee. Sono contento, nel piccolo, di far parte di questo Contesto; di aver condiviso con alcuni amici questo nuovo stato dei fatti e delle cose; di contribuire, in questo modo un po’particolare, ad alimentare nei Giovani la Speranza, quella che “ha fondamento” direbbe Sant’Agostino; di conoscere tanta altra nuova e bella gente (alcuni per ora solo su Facebook) che vuole spingere il piede sull’acceleratore, reagendo così ad una Crisi che, prima ancora che essere finanziaria, è di atteggiamenti e di comportamenti. Sono contento che in questa Sicilycon Valley si parli un linguaggio nuovo, magari fatto di acronimi e mezze frasi in Inglese (pitch, app, release, …), ma sicuramente nuovo e genuino. E sono più tranquillo adesso dentro di me, perchè la gente da sola, senza bisogno di buttare giù a memoria slogan e frasi fatte e ripeterle a pappagallo nelle circostanze, è finalmente capace di distinguere cos’è aria fresca, pulita, che odora di lavanda e mette di buon umore; e cos’è invece aria fritta, pesante, che fa male al respiro ed occlude le vie respiratorie. La giornata è bella oggi. L’aria che si respira è diversa. E’ l’aria di Sicilycon Valley! Le premesse ci sono, vedremo se ancora una volta si cadrà nella tentazione di inquinarla.

La Notte di Start Up Academy è sempre piena di Grandi Emozioni

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E’ stata una bellissima notte, come sempre. Non è certo la prima volta, ma ogni volta è come se lo fosse. Parliamo del Contest Night di Start Up Academy 2016, svoltosi nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro della Scuola Superiore di Catania. Emozioni, fibrillazione, riflettori accesi, ansia, gioia, tantissima gioia. Come quella delle ragazze di Grain Coffee, piazzatesi al terzo posto nella graduatoria generale di merito, con la loro idea-progetto di ricavare dai fondi di caffè prodotti cosmetici di bellezza per le donne. O la gioia più grande dei due team chiamati sul palco, sapendo così di essere arrivati nelle prime due posizioni, ma senza ancora conoscere l’ordine di arrivo. Il team di Skip-I che ha proposto un’idea-progetto assai originale di ricerca e suggerimenti di programmi radiofonici sulle web radio, facilitandone l’ascolto da parte dell’utente; e l’altro team, quello di Task Job, con l’idea-progetto di creare uno stabile raccordo fra domanda ed offerta di lavoro temporaneo e “last minute”, in un’epoca nella quale il lavoro stabile e a tempo indeterminato scarseggia. Ha vinto Skip-I, ma per pochissimo. Decisiva è stata la performance sul palcoscenico dove il gruppo di studenti universitari provenienti da vari corsi di laurea ha fatto incetta di consensi espressi dalla giuria di valutazione dei pitch, il cui giudizio ha pesato per il 30% della valutazione finale. Ma ancora più brillanti sono stati i ragazzi di Sporting Life, con la loro idea-progetto di creare un’applicazione per facilitare dieta sana e percorsi di allenamento personalizzati in chi ama o desidera fare sport, con l’assistenza di personal trainer qualificati. Sono stati i più votati dalla giuria dei pitch e si sono aggiudicati pure il televoto di Freello, l’originalissimo sistema di conteggio delle preferenze real-time promosso da Francesco Pieragostini che ormai collabora stabilmente con Start Up Academy da diversi anni. Dieci gruppi in tutto che si sono succeduti sul palcoscenico dell’Anfiteatro, presentando le proprie idee-progetto, esponendo i primi risultati di un lavoro svolto negli ultimi mesi e durante le attività seminariali del corso, illustrando la roadmap, cioè le tappe successive del proprio cammino verso la creazione dell’impresa. Insieme a loro, sul palco pure i ragazzi di Donadonando il team che, insieme a Risparmialì, si è aggiudicato quest’anno Start Up Your Business – Un Vulcano di Idee al corso di laurea in Economia Aziendale. Per i tre vincitori di Start Up Academy e i due di Start Up Your Business si spalancheranno le porte della seconda fase di Start Cup Catania, la business plan competition promossa dall’Università di Catania che sta per partire nei prossimi giorni. Ogni anno Start Up Academy regala queste emozioni, ai partecipanti, ai giurati, agli organizzatori e ai tanti presenti.  I partecipanti sono loro, i protagonisti della kermesse, studenti di ogni ordine e grado dell’Università di Catania che, candidandosi all’iniziale selezione e risultando ammessi al percorso formativo di Start Up Academy, provano a sfidare se stessi per arrivare fino alla fine, possibilmente vincere ed iniziare un altro cammino che li potrebbe portare fino alla costituzione della start up. Poi ci sono i giurati, i componenti della Commissione tecnica e della Giuria di valutazione dei pitch, tutti nominati dal Rettore, col compito specifico i primi di giudicare attentamente la qualità dei progetti e della documentazione presentata da ciascun team, i secondi di valutare i pitch, ovvero l’esposizione orale dei progetti la sera del Contest. Gli organizzatori sono quelli che a vario titolo hanno dato vita a Start Up Academy e lo sostengono a tutti i livelli e nei vari momenti. I funzionari del CAPITT, il personale della Scuola Superiore di Catania, i funzionari e dirigenti dell’Università di Catania che predispongono gli atti e naturalmente il Rettore, il Presidente del CAPITT, il Presidente della Scuola Superiore di Catania e tutti gli altri. Infine i presenti, gli ospiti, gli amici e i parenti degli studenti, e tante persone facenti parte del vasto ecosistema delle start up che opera a Catania e in Sicilia. Ieri sera erano tanti come al solito, e tra loro i referenti di Youthub, l’incubatore di idee per gli studenti universitari. E’ stata, come sempre, una notte di Grandi Emozioni

Questa la graduatoria finale:

  1. Skip-I
  2. Taks Job
  3. Grain Coffee
  4. Fydo
  5. Moveart
  6. Sporting Life
  7. Elefant
  8. My Record
  9. MadeinSicily
  10. Hopenergy

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E’ venerdì, è diciassette, ma nessuno soffrirà di eptacaidecafobia. E’ arrivato il giorno di Start Up Academy e del Contest Night!

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E’ arrivato il grande giorno. Stasera alle 19,30 si accenderanno i riflettori sul Contest Night, l’evento conclusivo di Start Up Academy edizione 2016 che decreterà i primi tre vincitori che accederanno direttamente alla seconda fase di Start Cup Catania, la business plan competition che sta per partire. Un appuntamento dietro l’altro – prima la business idea competition all’interno del corso di economia e gestione delle imprese, poi Start Up Your Business, adesso Start Up Academy, prossimamente Start Cup Catania – per risvegliare nei giovani e nel territorio l’interesse a fare nuova impresa, start up innovativa possibilmente. E’ arrivato il grande giorno e c’è in tutti voglia di vincere ovviamente. Anche se la vittoria è già arrivata per tutti sul campo da qualche tempo. L’Ateneo di Catania ha dimostrato continuità portando a compimento anche questa edizione di Start Up Academy, la terza in tre anni, la quinta in cinque da quando il modello fu sperimentato per la prima volta al corso di laurea in Economia Aziendale. Le attività rientranti nel programma della cosiddetta “Student Entrepreneurship” proseguono senza sosta: il Contest di questa sera è il decimo in tre anni in cui il CAPITT si spende direttamente nell’organizzazione, il dodicesimo se si considera il supporto organizzativo a Start Cup Sicilia e per il professore Faraci il quattordicesimo da quando Start Up Academy è stata “inventata” ad Economia. Ogni volta però è come se fosse la prima volta, l’emozione è tantissima. La novità più importante di quest’anno, dopo 40 ore di attività seminariali, sta nel fatto che ai team è stata data anche la preziosa opportunità di confrontarsi con gli studenti della Northeastern University di Boston, in visita di studio a Catania nell’ambito del programma “New Venture Lab in Italy” promosso dai professori Giorgia D’Allura e Dirk Libaers. E’ stato un confronto utile e dei suggerimenti pervenuti dai loro colleghi, tutti gli allievi di Start Up Academy hanno fatto tesoro nella predisposizione dei progetti che, già esaminati dalla Commissione tecnica, saranno presentati questa sera al cospetto del pubblico e di una giuria di esperti. Si è internazionalizzato il percorso di Start Up Academy e questo è di buon auspicio anche per il futuro. C’è tanto entusiasmo intorno e si sentono sostegno, affetto e incoraggiamento. Non si è mai soli quando c’è un obiettivo comune condiviso. E’ arrivato il grande giorno. E’ diciassette, è di venerdì, ma nessuno soffrirà di eptacaidecafobia. Forse un po’ per il caldo, sì. Ma per chi fa impresa una minaccia può sempre trasformarsi in una opportunità. In bocca al lupo a tutti!

Fiducia nei giovani e pazienza nell’ascoltarli, da sempre la ricetta di Start Up Academy per interessare gli studenti a fare impresa

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Il nostro cuore corre più velocemente delle sue “memorie” attraverso le quali abbiamo rievocato i momenti più belli dei Contest d’Ateneo. Manca un giorno ormai. Soltanto un giorno. Domani sera conosceremo i nomi dei tre gruppi che, vincendo la terza edizione di Ateneo di Start Up Academy (la quinta in ordine di tempo da quando venne introdotta ad Economia Aziendale), potranno proseguire nell’intento di fare impresa. Infatti accederanno direttamente alla seconda fase di Start Cup Catania, la business plan competition aperta a tutti, il cui bando per l’edizione 2016 sarà pubblicato nei prossimi giorni. Manca un giorno e cresce la fibrillazione. Sale il livello di ansia nei partecipanti ed è normale. Questa volta non c’è l’ennesimo esame da sostenere, una prova scritta o un colloquio da superare, un voto da acquisire. Qui c’è qualcosa in più. Ci si gioca la faccia prima ancora che il Contest, cioè la finale di un gioco d’Ateneo a fare nuova impresa. Manca un giorno. Ci si gioca la faccia perché si fa conoscere ad un’audience variegata e curiosa un progetto d’impresa, il proprio progetto che magari non diventerà start up o magari sì, ma che sicuramente è il risultato di un lavoro di gruppo (di mesi, di settimane) in cui convergono conoscenze, competenze, voglia di fare, desiderio di scommettersi, senso della sfida. Manca un giorno e si aggrovigliano le emozioni, pur sapendo che quelle vissute il giorno del Contest rimarranno indimenticabili, perchè saranno ancora più forti. Come quando si vince, ci si abbraccia e si sorride. Sono questi gli ingredienti che rendono interessanti i Contest di Start Up Academy e tutti gli altri che l’Ateneo, sia nel territorio che nei vari corsi di laurea, sostiene oppure promuove direttamente: Start Up Your Business – Un Vulcano di Idee; Start Cup Catania e Start Cup Sicilia. C’è una ricetta particolare che rende questi Contest interessanti e così seguiti dagli studenti di ogni ordine e grado dell’Università di Catania? La ricetta è la stessa da sempre. Dare fiducia ai giovani, avere pazienza nell’ascoltarsi e poi…e poi il resto viene da sè. Manca un giorno cioè manca poco. Perché se i giovani sentono attorno di avere fiducia e sanno di poter essere ascoltati, si avvicinano con più interesse, ma anche con grande umiltà, all’apprendimento e all’uso di quegli attrezzi del mestiere che rendono più razionale il percorso di avvio di una start up. Per fare nuova impresa, ci vuole spirito imprenditoriale innanzitutto. E quello ce l’hanno anche tanti che magari non hanno la fortuna, o deliberatamente hanno fatto la scelta opposta, di frequentare l’ambiente universitario. Manca un giorno, e quel giorno potrebbe anche cambiare la vita, chissà. La differenza rispetto a chi fa impresa senza “education” universitaria sta nel fatto che, attraverso i percorsi di Start Up Academy e degli altri del genere promossi dal nostro Ateneo, si acquisisce un metodo, si conoscono nuovi strumenti di indagine, ci si allena con modelli concettuali e schemi applicativi che affinano le conoscenze sul fare impresa. E poi ci sono le competenze, quelle che noi docenti facciamo fatica a trasmettere dentro i corsi di laurea. Le competenze del saper fare, saper comunicare, fare gioco di squadra, interagire con gli altri e soprattutto con professionisti ed imprenditori veri, le capacità di problem solving e quelle di leadership. Start Up Academy è tutto questo. Magari non tutti faranno impresa, ma tutti avranno appreso un modo diverso di coniugare conoscenze e competenze col saper fare e il saper essere. Manca un giorno alla finale e magari qualcuno non dormirà per l’emozione o forse sì, farà una bella dormita per essere pimpante domani sera al Contest di Start Up Academy. Vi aspetto. Vi aspettiamo.

Rosario Faraci, Presidente del CAPITT

Start Up Academy 2015: si fa impresa nell’Anfiteatro della Scuola Superiore

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Mancano due giorni al Contest di Start Up Academy e ancora una volta, come lo scorso anno, sarà l’Anfiteatro della Scuola Superiore di Catania (via Valdisavoia 9) ad ospitare la finale della competizione fra team imprenditoriali dell’Università di Catania. Lo scorso anno si è scelto l’Anfiteatro anche per consentire agli allievi di presentare il pitch del proprio progetto in maniera teatrale. A tutti infatti, durante il corso, era stata data la preziosa opportunità di apprendere le tecniche di comunicazione e le modalità di improvvisazione teatrale direttamente dal noto attore e regista Antonio Caruso. Così è stato per molti degli allievi che hanno scelto di presentare il pitch, senza l’ausilio di alcuna slide, ma avvalendosi delle tecniche di comunicazione e di recitazione del Teatro d’Impresa. Anche il Contest dello scorso anno è stato particolarmente avvincente e i primi tre progetti sono stati ammessi alla seconda fase di Start Cup Catania. Al primo posto si è classificato il progetto NC Ingegneria di Giovanni Nicolosi e Danilo Gatto. Immediatamente a ridosso il progetto Seeren che ha portato alla vittoria ancora una volta gli studenti Daniele Pecoraro e Danila Pelligra, dopo il trionfo a Start Up Your Business. Al terzo posto il progetto Comein! di Marco Rosano, Francesco Margiotti e Vincenzo Greco. Alla serata conclusiva hanno partecipato il Rettore dell’Università di Catania Prof. Giacomo Pignataro e il Presidente della Scuola Superiore di Catania Prof. Francesco Priolo. Ospite d’onore Daniele Lombardo della start up innovativa Behavior Labs. La professoressa Giorgia D’Allura e l’attore-regista Antonio Caruso hanno allietato il pubblico con un’altra improvvisazione del Teatro d’Impresa che ha riletto in chiave mitologica i temi delle start up.

Alcune foto della scorsa edizione di Start Up Academy 2015

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Da Start Cup Catania alla nuova impresa. Innovazione e business plan convolano a giuste nozze

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Tre giorni ancora e si alzerà il sipario sul Contest finale di Start Up Academy, all’Anfiteatro della Scuola Superiore di Catania (venerdì 17 giugno, alle ore 19.30). Le “memorie del cuore” questa volta tornano ancora all’anno 2014 in cui il CAPITT, dopo una lunga assenza di quasi otto anni, rientra nel circuito del Premio Nazionale per l’Innovazione PNI Cube promuovendo una edizione di Start Cup Catania, la business plan competition riservata a tutti coloro che, indipendentemente dallo status di studenti, lavoratori o imprenditori, desiderano fare nuova impresa con un’idea o un progetto innovativi, sottoposti al vaglio di una Commissione giudicatrice iniziale e poi via via fino al responso degli organizzatori del Premio.

Fin dall’edizione 2014 vengono introdotte tre importanti novità. La prima è il collegamento stabile fra Start Up Academy e Start Cup Catania con l’opportunità data ai primi tre progetti in graduatoria di accedere direttamente alla seconda fase della business plan competition, senza passare per la selezione iniziale normalmente riservata a tutti gli altri progetti in gara. Dal 2015 tale beneficio si estende anche al team vincitore di Start Up Your Business – Un Vulcano di Idee. La seconda riguarda proprio la seconda fase di Start Cup Catania perché ad assistere i gruppi nella redazione del business plan sono consulenti d’impresa e professionisti esperti in analisi economico-finanziarie grazie ad un accordo tra il CAPITT e l’Ordine Dottori Commercialisti e Revisori Contabili. La terza novità è l’inserimento organico di Start Cup Catania all’interno di Start Cup Sicilia, la Federazione delle Start Cup promosse dagli Atenei di Palermo, Messina, Enna Kore e appunto Catania, con la possibilità di una ulteriore premialità a livello regionale per i migliori progetti delle Start Cup locali risultate non vincitrici delle competizioni di Ateneo.

L’appuntamento di Start Cup Catania è sempre all’inizio dell’estate. Viene pubblicato il bando di Ateneo (clicca qui per visualizzare quello standard relativo al 2014), si procede alla selezione, vengono individuati i progetti ammessi alla business plan competition unitamente a quelli rientrati di diritto (per le vittorie a Start Up Academy e a Start Up Your Business), si procede agli abbinamenti con i tutor indicati dall’Ordine dei Dottori Commercialisti, quindi entro la fine di settembre si inviano i progetti per la valutazione finale, si disputa il Contest e poi il vincitore viene chiamato a Palermo per giocarsi ad ottobre la finale regionale di Start Cup Sicilia, insieme ai migliori progetti provenienti da tutti gli altri Atenei siciliani. Qui può scattare un’ulteriore premialità anche per chi non ha vinto la competizione locale. Per tutti i selezionati dalla Sicilia è offerta la preziosa opportunità di partecipare al Premio Nazionale per l’Innovazione.

In questa fittissima agenda, il CAPITT fin dall’edizione del 2014 ha incluso due corsi brevi, riservati a tutti, per apprendere gli strumenti del business modeling e considerati preliminari alla stesura di qualsiasi documento economico-finanziario di programmazione: nel settembre 2014 il Corso per start up e spin off, nel luglio 2015 il Corso Take a sense of business che verrà ripetuto anche nel 2016, sempre a luglio.

L’edizione 2014 di Start Cup Catania è stata vinta dalla spin off dell’Università di Catania SMS – Smart Solution Measurements del prof. Bruno Andò (del Dipartimento di Ingegneria Elettrica ed Elettronica del nostro Ateneo) nel corso del Contest tenutosi al MA di Catania. Si è aggiudicata una premialità di 8.000 euro. Al secondo posto il team Omnia, direttamente proveniente da Start Up Academy, cui è andata la premialità di 4.000 euro messa in palio dal Credito Siciliano. Un’ulteriore premialità di 1.000 euro è andata al team Motorsquare, anch’esso proveniente da Start Up Academy. A Palermo, nella finale regionale di Start Cup Sicilia, l’unica premialità in palio (offerta da Unicredit) è andata ad un’altra start up di Catania, Archicart, che aveva già partecipato a Start Up Academy quello stesso anno. Entrambi i team vincitori a Catania e Palermo hanno partecipato al Premio Nazionale per l’Innovazione, la cui finale si è tenuta nel dicembre 2014 a Sassari, dove Archicart si è piazzato quarto nella speciale sezione.

L’edizione 2015 di Start Cup Catania è stata vinta da NC Ingegneria che aveva già  ottenuto il primo piazzamento a Start Up Academy. Il Contest si è tenuto nell’Aula Magna del Rettorato. Al team vincitore è stata assegnata una premialità di 4.000 euro. Al secondo gruppo, ByCare Lab, la premialità di 3.000 offerta dal Credito Siciliano.  A Palermo nella sede di Unicredit (che ha sostenuto finanziariamente la Start Cup Sicilia), una menzione speciale per le pari opportunità è stata riservata al team, costituito unicamente da donne, denominato Agrobiotech, giunto terzo a Start Cup Catania e formato da ricercatrici del Parco Scientifico e Tecnologico di Sicilia.  NC Ingegneria ha partecipato a Cosenza al Premio Nazionale per l’Innovazione nel dicembre 2015 dove si sono recati pure il Prof. Rosario Faraci e il dott. Aldo Missale del CAPITT

Chi vincerà l’edizione 2016 di Start Cup Catania? Ci sarà ancora una volta qualcuno proveniente da Start Up Academy?

La photogallery di Start Cup Catania

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La presentazione all’Ordine dei Dottori Commercialisti della edizione 2014 di Start Cup Catania

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La targa al primo classificato a Start Cup Catania 2014

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Il logo di Start Cup Catania

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La Notte del MA con i pitch in gara. Foto con i primi classificati, il team SMS del Prof. Bruno Andò, con i secondi il team Omnia e i terzi, il team Motorsquare. Tutti premiati

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Foto di gruppo a Palermo con Archicart, vincitore di Start Cup Sicilia 2014

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Take a sense of business, le giornate formative di Start Cup Catania 2015

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Il team primo classificato a Start Cup Catania 2015, NC Ingegneria

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Il team secondo classificato a Start Cup Catania 2015, ByCare Lab

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L’articolo su La Sicilia per Start Cup Catania 2015

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Foto di grupp a Palermo per Start Cup Sicilia 2015. Da Catania NC Ingegneria, By Care Lab e le ricercatrici di Agrobiotech

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A Cosenza al Premio Nazionale per l’Innovazione con il team di NC Ingegneria

Da Start Up Academy a Start Up Your Business, ad Economia Aziendale è sempre un Vulcano di Idee

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Mancano quattro giorni alla scoppiettante finale di Start Up Academy che si terrà alla Scuola Superiore di Catania questo venerdì 17 alle ore 19,30. Le “memorie del cuore” questa volta tirano in ballo la transizione avvenuta due anni fa da Start Up Academy a Vulcano di Idee, per mantenere sempre viva nel corso di laurea in Economia Aziendale la tradizione dei Contest fra team imprenditoriali di studenti del Dipartimento di Economia e Impresa. Con una grande novità, introdotta proprio nella prima edizione di Vulcano di Idee del 2014, cioè l’organizzazione dei seminari affidata ad un gruppo di studenti universitari senior, possibilmente partecipanti alle precedenti edizioni di Start Up Academy o simili Contest, cui assegnare pure il compito del mentoring e del coaching dei colleghi più giovani o comunque novelli rispetto all’esperienza delle competizioni imprenditoriali. Nel 2014 si inizia con un team di grande esperienza e in una cornice particolarmente suggestiva, cioè Joya Academy di Compagnia della Bellezza dove si apre il primo dei seminari in programma per un totale di 20 ore e passa. Il Contest finale si tiene ad aprile in Aula Magna del Palazzo Fortuna e vince il team Plan Your Trip. Nel 2015, con un team di organizzatori diverso, Vulcano di Idee prende il nome di Start Up Your Business e abbina il premio premio alla ammissione diretta alla seconda fase di Start Cup Catania organizzata dal CAPITT. Avvio scoppiettante in Aula Magna al Palazzo delle Scienze e conclusione, nella splendida cornice del Palazzo dei Chierici nel cuore di Catania, in una soleggiata giornata di fine aprile. A vincere è il team Meishi. Nel 2016, ancora una squadra diversa di organizzatori e sempre tante novità. Si apre a Palazzo delle Scienze, si tengono tante ore di seminari, si va in trasferta nella splendida cornice di Villa Verdiana ospiti del progetto MadiSì, e si chiude allo Spazio Avanzamento Lavori, in piena notte, dopo una serata in cui musica, cultura e pitch dei progetti in gara si alternano coinvolgendo centinaia di persone. A vincere questa volta sono due team: Donadonando e Risparmialì in ex-aequo. Anche per loro si apriranno le porte della seconda fase di Start Cup Catania, a partire dall’estate. Il bilancio di Vulcano di Idee è senz’altro positivo. Ogni anno nuovi team imprenditoriali si formano, alcuni vanno avanti, altri si fermano. Ogni anno nuovi studenti vengono cooptati nel ruolo di mentori e coach, assolutamente importanti per i gruppi in gara nelle fasi iniziali di team building e di apprendimento degli strumenti di business modeling. Ogni anno tanti imprenditori, di esperienza o anche startuppers, vengono coinvolti nella didattica in aula, raccontando la loro testimonianza sul fare impresa. E nel frattempo il Dipartimento di Economia e Impresa si fa conoscere ed apprezzare anche al di fuori della mura domestiche di Palazzo delle Scienze e di Palazzo Fortuna. Si afferma così quel modello di Università Capovolta che col tempo diventerà il rivoluzionario sistema con il quale anche la didattica delle aule universitarie porterà sempre più al centro lo studente e il suo multiforme bisogno di apprendimento. Ad maiora semper!

L’album fotografico di Start Up Your Business Vulcano di Idee

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I quattro organizzatori di Start Up Your Business 2016

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Le locandine della Start Happy Night, del motto #spaccamu, e del programma dei seminarivulcano-6

L’immancabile selfie con il team organizzatore di Vulcano di Idee 2014vulcano-7

Il team Plan Your Trip vincitore nel 2014

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Il logo di Università Capovoltavulcano-9

La locandina di Start Up Your Business 2015vulcano-10 vulcano-11

Foto di gruppo finale e team degli organizzatori dell’edizione 2015

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Locandina e foto finale del Contest della edizione 2014vulcano-15

La serata al SAL del 14 aprile 2016vulcano-17

Il team Donadonando vincitore dell’edizione del 2016vulcano-19

Il team Risparmialì vincitore dell’edizione 2016

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Il modello di Università Capovoltà raccontato dalla stampa localevulcano-22

Foto di gruppo e vincitori (il team Meishi) della edizione 2015 di Start Up Your Business

Start Up Academy 2014, il Contest approda in Ateneo ed è l’anno del “triplete”

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Mancano cinque giorni alla finale di Start Up Academy 2016 che si terrà nella suggestiva cornice dell’Anfiteatro della Scuola Superiore di Catania venerdì 17 giugno alle ore 19.30. Le “memorie del cuore” ci riportano di qualche anno indietro al 2014, quando dopo due edizioni svoltesi unicamente al corso di laurea in Economia Aziendale, Start Up Academy approda in Ateneo e diventa un “gioco a fare nuova impresa” riservato a tutti gli studenti di ogni ordine e grado dell’Università di Catania. Si realizza così quel sogno che Rosario Faraci (professore di Economia e Gestione delle Imprese all’Ateneo di Catania) e Antonio Perdichizzi (presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Catania) avevano accarezzato fin dall’inizio della loro collaborazione nell’autunno del 2011, cioè estendere a tutta l’Università di Catania, e dunque a tutte le Facoltà, la competizione fra team e progetti imprenditoriali. Obiettivo unico: portare la cultura d’impresa anche in quelle Facoltà dove, per finalità formative e struttura dei piani di studio, si privilegiano gli aspetti tecnici a discapito di quelli economico-aziendali. Dunque, con decreto del Rettore Pignataro che sancisce ufficialmente l’avvio della call for ideas, viene inaugurata la prima edizione di Start Up Academy a livello di Ateneo riservata a 20 team, selezionati da una Commissione giudicatrice chiamata ad effettuare una valutazione preliminare delle idee imprenditoriali con le quali i gruppi si sono candidati a partecipare. Chi entra, ed eccezionalmente i team ammessi diventeranno 24, partecipa a ben 40 ore di attività seminariali che si tengono nell’Aula Magna della Scuola Superiore di Catania che, insieme al COF di Ateneo, è partner del CAPITT nell’organizzazione del Contest di Ateneo. A fianco del professore Faraci, adesso presidente del CAPITT nella sua qualità di Delegato del Rettore al Trasferimento Tecnologico, rimangono sempre il Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Catania e l’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Catania. Viene creato un team ad hoc che si occupa di Start Up Academy, col direttore del CAPITT dott. Aldo Missale e i funzionari ing. Loredana Castro, dott.ssa Graziana Puglisi e dott. Rosario Agrò. L’iniziativa è preceduta da una serata di Opening alla Scuola Superiore di Catania cui segue un vero e proprio “road show” nei diversi Dipartimenti e persino all’acceleratore WCap della Telecom. L’avvio delle attività seminariali è scoppiettante. Dopo un seminario di apertura in cui i partecipanti sono immersi nella logica dell’innovazione propedeutica al fare impresa, è la volta di Roberto Bonzio di Italiani di Frontiera e via via di tutti gli altri – docenti, startupper, professionisti, imprenditori – che affrontano profili diversi del fare nuova impresa. Il Contest finale (clicca qui per la photogallery completa), alla presenza di autorevoli ospiti tra cui Salvo Mizzi, si tiene il 22 maggio nell’Aula Magna del Rettorato e anche quel giorno è un tripudio. Vince un team di ingegneri informatici capitanato da Francesco Spampinato con l’applicazione Uniflat riservata a studenti fuori sede alla ricerca dell’inquilino ideale. Al secondo posto si piazza un eterogeneo team di chimici ed ingegneri, Kanapaper, da cui negli anni a venire scaturirà l’originalissimo progetto Kanèsis per la valorizzazione della canapa di cui è ideatore Giovanni Milazzo. Il terzo piazzamento è per il team Giustoungiro formato dagli allievi della Scuola Superiore di Catania che si dilettano a progettare un app per la condivisione sociale delle uscite serali. L’onda lunga di Start Up Academy non si arresta. Alla Start Up Weekend trionfano due progetti usciti dal Contest d’Ateneo: Taketik di Lucio Passanisi (vincitore ad Economia di Start Up Academy nel 2012) e Motorsquare. Quest’ultimo, insieme ad Omnia School, verrà successivamente incubato all’acceleratore della Telecom, e diventerà nel volgere di poco tempo una start up innovativa. Tutti i partecipanti si ritrovano alla Scuola Superiore per la cena di fine Contest. E il 6 giugno, Antenna Sicilia con la conduzione del giornalista Andrea Lodato dedica un’intera puntata speciale alle start up siciliane (clicca qui per visualizzare l’intera puntata) con un collegamento in diretta con l’Aula Magna della Scuola dove convengono tutti i partecipanti a Start Up Academy 2014 e molte altre start up. In studio con Andrea Lodato i professori Rosario Faraci e Daniela Baglieri nonchè l’imprenditore Gianluca Costanzo. E’ il battesimo mediatico dell’ecosistema imprenditoriale delle start up di Catania e quella sera intervengono proprio tutti in tv, compreso Antonio Perdichizzi collegato via Skype dalla Liguria dove si è recato per partecipare al congresso nazionale di Confindustria Giovani. Il 2014 è l’anno del triplete per le iniziative sulle start up promosse dall’Università di Catania attraverso il CAPITT. Un anno, per sforzi profusi, forse irripetibile e suggellato dall’organizzazione, a settembre, della Summer School di NETVAL, con oltre 100 partecipanti convenuti ad Acutezza e provenienti da tutte le Università italiane. Se Start Up Academy approda in Ateneo, ad Economia Aziendale viene organizzata tra marzo ed aprile la prima edizione di Vulcano di Idee, sempre patrocinata dal CAPITT. Durante l’estate, dello stesso anno invece, è la volta di Start Cup Catania, ovvero la business plan competition collegata a Start Cup Sicilia e dunque al Premio nazionale per l’innovazione. Ai primi tre vincitori di Start Up Academy viene assicurata l’ammissione diretta alla seconda fase della business plan competition, saltando la selezione iniziale riservata a tutti gli altri.  Ma anche quella di Start Cup è un’altra storia e insieme all’esperienza di Vulcano di Idee ve la racconteremo in una prossima puntata. Sperando sia avvincente come lo sono state fin qui le “memorie del cuore”.

L’album fotografico di Start Up Academy edizione 2014

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I contenuti del bando di gara

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L’evento dell’Opening alla Scuola Superiore di Catania

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L’Aula Magna affollatissima il 17 febbraio 2014 per l’Opening

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Antonio Perdichizzi e Rosario Faraci rinnovano l’impegno per le start up

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Il Prof. Faraci all’acceleratore WCap per il road show di presentazione

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Il Prof. Faraci ad Informatica per il road show di presentazione

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I nominativi degli allievi ammessi a frequentare

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La foto di gruppo alla Scuola Superiore con tutti gli allievi

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I numeri della prima edizione di Ateneo di Start Up Academy

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La Giornata del Contest Daymenocinque-z

Il Presidente del CAPITT con l’ingegnere Loredana Castro e la dottoressa Graziana Puglisimenocinque-t

I vincitori di Start Up Academy 2014

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Il gruppo terzo classificato: Giustoungiro

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Il gruppo secondo classificato: Kanapaper

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Il gruppo primo classificato: Uniflat

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La foto di rito con tutti i partecipanti

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Il paginone su La Sicilia

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L’annuncio della diretta tv con Andrea Lodato

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L’articolo di Mario Barresi su La Sicilia all’indomani della trasmissione di Antenna Sicilia sulle start up

Anno 2013: a Start Up Academy è guerra di forchette, coltelli e cucchiaini

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Ancora sei giorni alla finale di Start Up Academy 2016. Ma ancora una volta c’è spazio per ricordi, le indelebili “memorie del cuore”. E’ il 17 maggio 2013 la data in cui si disputa nell’Aula Magna di Palazzo delle Scienze ad Economia la finale di Start Up Academy, giunta alla seconda edizione. Questa volta, a differenza della prima basata su una business idea competition, la seconda tornata viene concepita intorno all’obiettivo di far sfidare i progetti imprenditoriali dei team di studenti (in prevalenza del corso di laurea in Economia Aziendale) con il business model canvas, l’originale format di Alex Osterwalder, che sta diventando sempre più popolare, con cui le logiche di funzionamento di una start up vengono rappresentate in unico foglio A4 dove vengono riportati nove blocchi ed applicati tanti post-it. Ancora una volta promotori della competition sono Antonio Perdichizzi (divenuto nel frattempo Presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Catania e in crescita pure a livello regionale e nazionale) e Rosario Faraci (divenuto alla fine del 2012 Presidente del corso di laurea in Economia Aziendale e poi delegato del Rettore a marzo del 2013 ed in quell’anno organizzatore col prof. Dagnino di un simposio internazionale sugli ecosistemi imprenditoriali delle start up). La tensione è alle stelle, perché la vigilia viene vissuta intensamente da tutti i team. Alcuni gruppi sono sicuri di avere la vittoria in tasca, qualche  altro ci spera. Si accendono le luci della ribalta per tutti il 17 maggio, in una affollatissima Aula Magna che vede la presenza di tantissimi autorevoli ospiti e diverse start up che portano agli studenti la loro testimonianza sul fare impresa. Presente pure il Rettore Giacomo Pignataro a conclusione di un ciclo di seminari professionalizzanti di 20 ore in cui l’intervento del giornalista Roberto Bonzio, promotore di Italiani di Frontiera, è stato fra i più apprezzati. In una finale combattutissima vincono solo progetti legati a modelli di business sul cibo in tutte le sue varianti organizzative e distributive. E’ una guerra vera e propria fra forchette (quelle per degustare il ricchissimo menu di piatti tipici siciliani di Sapury), coltelli (quelli di Ammu per tagliare i prodotti della ristorazione consegnati a domicilio) e cucchiaini (per assaggiare i prodotti della migliore tradizione dolciaria etnea). Vincono le quattro agguerritissime ragazze di Ammu, ma giusto per un soffio. Il team di Sapury capitanato dall’infaticabile Giancarlo Sciuto, arrivato secondo, fa incetta di numerosi premi e si aggiudica un’esperienza di stage messa in palio dal Credito Siciliano, oltre che una importante partecipazione all’acceleratore WCap di Telecom. Il team Sweet Temptations di Alessio Saccullo (oggi studente magistrale alla LIUC) e Serena Bonaccorsi (oggi studentessa magistrale alla LUISS) arriva al terzo posto. Il giorno dopo, il 18 maggio, si organizza una escursione sull’Etna e il vessillo di Start Up Academy viene portato quasi a 2.000 metri di altezza, alla sommità del Rifugio Galvarina. Per tutti i vincitori qualche giorno dopo si aprono le porte di Start Up Weekend dove Ammu si aggiudica pure il primo premio in ex-aequo con altri due progetti. Non finisce qui. Ammu e Sapury vengono invitati all’inizio dell’anno accademico 2013-14 nell’aula di Economia e Gestione delle Imprese del prof. Faraci. Si sono guadagnate la dignità d’aula per testimoniare la loro esperienza ai colleghi più giovani. E anche lì sarà un successo che contribuirà a “contaminare” altri ragazzi nella voglia di fare impresa o, quantomeno, di provarci. Nel frattempo, matura il convincimento che Start Up Academy dovrà diventare un Contest d’Ateneo, mentre ad Economia Aziendale la tradizione delle competition potrà proseguire in altro modo, magari evocando la forza creativa ed innovatrice del Vulcano. Ma quella è un’altra storia e sarà raccontata nella prossima puntata.

Di seguito l’album fotografico di Start Up Academy 2013.

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Il business model canvas del gruppo vincitoreammuallopera

Valentina e Giulia di AMMU durante uno dei seminari preparatori al Contest finale
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Uno dei seminari del percorso di 20 h che ha portato i team a contendersi la finale del 17 maggiobusinessmodelcontest

L’Aula Magna pronta per il Business Model Contest del 17 maggiocanvas

Il canvas di Osterwaldercertificato

L’attestato di partecipazione rilasciato a tutti i teamclassifica2013

Il podio e le prime tre posizionicontespremi

Tutte le premialità assegnate
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La maglietta di Start Up Academy 2013 portata in alto a 2.000 metri al Rifugio Galvarina il giorno dopo della finalegraduatoria

Il dettaglio delle valutazioni della Giuria tecnica.locandina

La locandina predisposta in preparazione dell’eventolocandina2

I canvas in miniatura di tutti i team partecipanti al Contest finalepomorello

Una delle start up presenti al Contest con una testimonianza aziendale: Pomorello di Luca Russosapury

Il team di Sapury a Start Up Weekendservitocanvas

Il Prof. Faraci che “cucina” il canvas prima del Contest finalestartupacademy-meno6

La foto di gruppo dei vincitori (di Alessandro Lo Piccolo)startupacademy-meno6a

Il risalto mediatico assicurato all’evento
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Le ragazze di AMMU a Start Up Weekend dove sono arrivate primestartupacademy2'13

Ancora una foto dei tre team vincitorithinkdifferent

Antonio Perdichizzi e Rosario Faraci, promotori dell’iniziativa

Start Up Academy, nasce ad Economia Aziendale la prima fabbrica dei sogni d’impresa

Mancano sette giorni al Contest di Start Up Academy 2016. E riaffiorano inevitabilmente le “memorie del cuore”, i ricordi. Che riportano indietro alla prima edizione di Start Up Academy, quella del 2012 che si tenne alla Facoltà di Economia (allora si chiamava così) per venti ore di attività seminariali cui seguì un’accesissima battaglia finale per aggiudicarsi le prime tre premialità simboliche e la partecipazione gratuita a Start Up Weekend. Un’edizione nata per caso, in una calda mattinata di fine estate del 2011, quando Antonio Perdichizzi (che di lì a poco sarebbe diventato il presidente del Gruppo Giovani Imprenditori di Confindustria Catania), Aurelio Alizzio (dottore commercialista, componente del direttivo dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti e Revisori Contabili di Catania) e Rosario Faraci (professore di Economia e Gestione delle Imprese) maturarono insieme l’idea di organizzare una competizione a squadre, una vera e propria business idea competition fra studenti della Facoltà di Economia, del corso di laurea in Economia Aziendale in primis, per abituar loro a “giocare a fare impresa”. Una iniziativa non nuova perché comunque attività del genere erano già sperimentate all’interno di molti insegnamenti di matrice aziendale ad Economia; ma nuova sicuramente nello spirito perché si mobilitavano e collaboravano insieme pezzi importanti di quello che pian piano sarebbe diventato l’ecosistema imprenditoriale delle start up a Catania. La finale del 18 maggio si svolse in Aula Magna al Palazzo delle Scienze e fu agguerritissima.  Vinse un team capitanato da una battagliera studentessa e da quattro validi studenti con un’idea non lontana dal modello di business di LinkedIn. Sul filo del rasoio ebbero la meglio su un altro team che invece proponeva una applicazione per orientare le scelte e i comportamenti dei turisti a Catania. Al terzo posto una delle prime idee di “sharing economy” basata sul bike sharing sempre a Catania. Ci fu ampio risalto sulla stampa e grande seguito soprattutto a Start Up Weekend. Quella è stata la prima fabbrica dei sogni d’impresa. Molti di loro oggi sono professionisti, sono all’estero, lavorano o ancora studiano al Nord o fuori dall’Italia. Tutti bravi ragazzi, tutti ragazzi dotati di spirito imprenditoriale. Che poi, nella vita, imprenditore o non, serve sempre.

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I primi partecipanti a Start Up Academy edizione 2012

Chiara Candarella – Angela Quattrocchi
Contraffatto Erica Maria – Fichera Denise – Gallo Cassarino Giusy – Guglielmino Gianluca – Intagliata Valeria – Morelli Giuseppe
Maria Ciurca – Deborah Di Marco – Serena Lanciotti – Armando Cocomero – Nicoletta La Greca
Giorgio Abate – Lorenzo Cacciola – Carla Cinquemani – Salvatore Di Guardo – Veronica Florio – Elisa Maugeri
Sonia Tidona – Chantal Molè – Alina Mon
Claudia Le Mura – Alfio Sergio Castorina – Anna Ganci
Angelo Aglieco – Veronica Aglieco – Carlo Palumbo – Salvatore Pira – Marco Noè
Chiara La Rosa – Giancarlo Sciuto – Eleonora Villari – Marco Villari – Orazio Zaccà
Giuseppina Martello – Francesca Polizzi
Manuela Curello – Pietro Randazzo – Federica Amata
Claudio Barbagallo – Valeria Battaglia – Giuseppe La Magna – Alessandra Mattina – Ambra Origoni – Donatella Toscano – Alessandra Valastro
Paolo Privitera – Michelangelo Romano – Stefano Salvatore Tomasello
Angelo Battaglia – Lucio Passanisi – Carla Ossino – Riccardo Spina – Giuliano Tosto
Flavia Di Pietro – Giuseppina Nigro – Maria Antonietta Caruso Tiranno – Stephanie Mallaci Mercuio
Emilia Ricci – Emilio Mocciaro
Fulvio Giansiracusa – Selenia Grazia Di Liberto
Giuseppe Catalano – Andrea Gallitto – Rosario Leonardi – Ignazio Marchese Ragona – Rosario Musmesci
Andrea Intravaia – Carmelo Di Chiara – Francesco Costa – Fabrizio Raciti – Andrea Frasca
Luca Rametta – Giovanni Pistone – Fabio Riccobene – Joseph Leoncavallo – Stefano Melilli – Salvo Garozzo
Giuliano Belfiore – Fabiola Scerra – Jessica Arcerito – Gioacchino Crescimone – Vincenzo Ferrera – Rossella Cummaudo
Alexandra Iulia Deak – Daniela Licciardello – Dario Borzì – Giuseppe Borzì
Giusy Bifarella – Salvatrice Daniela Camuglia – Mariangela Destro Pastizzaro
Kabiria De Melio – Fabiana Iozza – Gabriele Giuffrida
Fabrizio Cartelli – Francesca Pantano
Annunziata Brischetto – Giuseppa Sabrina Cardì – Manuela La Magna Lombardo – Francesca Normanno – Maria Rosaria Pappalardo – Simone Raciti
Martina Bona – Anna Ferro
Ivan Naselli – Deborah Naselli
Adele Drago – Eleonora Modica – Graziana Marrone – Francesco Attanasio – Lucia Cangemi – Rossella Cangemi
Maurizio Piccione – Graziana Scandura – Claudio Sciacca – Nunzio Sergi – Filippo Urzì
Valeria Gerratana – Doriana Gurrieri – Stefania Maria Saitta – Maria Elisa Spampinato
Sebastiana De Maria – Sara Francesco Russo – Mariangela Strano
Marco Nicoletti – Leonardo Maugeri – Lara Sarpietro – Rosanna Scorsonelli – Valeria Torrisi
Laura La Farina – Pina Lutero
Germana Addamo – Piera Avanzato – Giusy Castro – Giuseppe Cinquemani – Fabrizio Lo Vullo
Simona De Luca – Andrea La Causa
Antonio Musumeci – Igor spina – Claudia Presti
Luisa Alberti – Valentina Civiltà – Claudia Iacono – Rossella Marchese – Martina Marinelli – Stefania Messina
Rosario Manuguerra – Federica Amato
Simone Carpinteri – Rosario Cappello – Antonio Giorgianni
Valentina Marotta – Riccardo Quartarone – Giovanni Saitta – Lucia Zappalà
Ylenia Virzì – Chiara Zappalà – Giuseppe Maggio – Ugo Manfredi Maricchiolo
Giusy Canzonieri – Valentina Dibenedetto – Enrico Piazza – Giuseppe Tesoro

Contest Night di Start Up Academy, l’Ateneo di Catania prosegue lo scouting di nuove idee imprenditoriali

Si terrà venerdì 17 giugno alle ore 19.30 il Contest Night di Start Up Academy, giunto alla III edizione. La location prescelta è come lo scorso anno il suggestivo Anfiteatro della Scuola Superiore di Catania (via Valdisavoia 9, Catania). I team in gara, che a seguito di una selezione pubblica a marzo, hanno frequentato ad aprile e maggio ben 40 ore di attività seminariali alla Scuola Superiore, si sfideranno per aggiudicarsi una delle tre premialità in palio che vale l’ammissione diretta alla seconda fase di Start Cup Catania, la business plan competition aperta a tutti e collegata a Start Cup Sicilia e al Premio Nazionale per l’innovazione che partirà entro la fine di giugno. Start Cup Academy, invece, è un Contest riservato a studenti universitari di ogni ordine e grado dell’Ateneo di Catania che partecipano con un’idea imprenditoriale che strada facendo diventa progetto d’impresa per poi finalizzarsi, se ne ricorrono le condizioni, alla costituzione di una start up. Sul sito del CAPITT sono disponibili le informazioni riguardanti tutte le iniziative svolte dall’Ufficio del Trasferimento Tecnologico dell’Università di Catania http://www.capitt.unict.it/ che ha patrocinato anche le tre edizioni di Start Up Your Business – Un Vulcano di Idee organizzate dal Dipartimento di Economia e Impresa, corso di laurea in Economia Aziendale. Nel mese di luglio, al Dipartimento di Economia e Impresa si terranno le due giornate formative “Take a sense of business” riservate gratuitamente a quanti, studenti e non, intendono partecipare a Start Cup Catania.

Per partecipare al Contest Night di Start Up Academy 2016 è sufficiente prenotarsi all’evento pubblico condiviso su Facebook al link seguente

https://www.facebook.com/events/1023554454348033/

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Ma la pergamena di laurea è soprattutto la Vostra, cari dottori

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Care ragazze, cari ragazzi

ho il piacere di presentarvi oggi, in modo ufficiale, alle nostre comunità di riferimento, alla società civile, al mondo del lavoro. Vi presento quali neo dottori in Economia Aziendale.

E’ un momento unico ed emozionante, meno impegnativo di altri momenti vissuti durante la vostra carriera di studenti, ma ugualmente importante e coinvolgente ed è giusto che, con un cerimoniale degno dei Graduation Days delle grandi Università, questo momento venga pubblicamente declamato e sia festeggiato in modo solenne.

Tra poco Vi consegnerò la pergamena di laurea.

Molto più di un pezzo di un carta, cioè di un certificato attestante la carriera scolastica.
Molto meno di un’abilitazione al lavoro e alla professione, perché quella dovrete guadagnarvela con impegno, determinazione, volontà e preparazione analoghi a quelli fin qui dimostrati durante il corso di studi.

Quella pergamena è per le Vostre famiglie, i vostri cari, quelli che ci sono e quelli che avrebbero voluto esserci; per loro è una ricompensa per l’affetto, le cure, il sostegno morale e materiale che ciascuno, secondo le proprie possibilità, vi ha dato. Su quella pergamena è virtualmente apposta anche la loro firma, non dimenticatelo mai.

Quella pergamena è anche il piccolo ritorno sull’investimento che su di voi ha fatto la comunità più ampia degli stakeholders, e qualche parte di essa che avete incontrato durante il corso di studi – gli imprenditori, gli startupper, i professionisti e i manager – che hanno sempre sostenuto le iniziative didattiche di questo corso di laurea, aggiungendo qualche competenza in più alle conoscenze che avete acquisito nelle aule e sui libri, credendo sempre nelle vostre capacità e senza mai mortificare il vostro entusiasmo e la vostra voglia di fare.

Su quella pergamena, che attesta la conclusione del corso di studi, è riversato il nostro impegno di docenti, svolto con grande passione e con quella competenza in continuo divenire richiesta dalla società civile, dalle Vostre famiglie e da Voi stessi. Con qualcuno dei docenti magari avrete stabilito un rapporto più forte, con qualche altro ci sarà stata pure qualche incomprensione. Ma siamo stati i Vostri docenti e un insegnante lascia comunque il segno.

Ma la pergamena di laurea è soprattutto la Vostra, cari dottori. Vi ripaga degli sforzi profusi fin qui, delle vostre giornate trascorse in Dipartimento e nelle aule, insieme ai colleghi e ai professori; delle tantissime ore spese, magari nella solitudine delle vostre camere, a studiare, ripassare e vivere tutte le ansie del pre-esame; dei momenti cruciali, di mezz’ora, di un’ora, di due ore, in cui durante gli esami siete stati chiamati a dimostrare il livello di apprendimento raggiunto attestato poi da un voto, un numero, in linea o meno con le vostre aspettative.

Quella pergamena non ve la toglierà mai nessuno, nella vostra vita. Ma dovrete essere sempre all’altezza di dimostrare che l’avete ottenuta, unitamente al titolo di studio conseguito, con la consapevolezza di “saper fare la differenza” sui luoghi, nelle posizioni e nei posti in cui sarete chiamati ad esercitare la vostra futura attività lavorativa.

Non dimenticatelo. Quella pergamena sarà solo l’inizio di un percorso, non meno irto di difficoltà di quello universitario, ma ugualmente esaltante, in cui proseguirete gli studi, qui a Catania o altrove, o vi accosterete subito al mondo del lavoro e delle professioni. Con un rinnovato carico di Speranza e di Fiducia nel futuro come si addice alle giovani generazioni

Auguri e ad maiora semper!

Rosario Faraci, Presidente del corso di laurea in Economia Aziendale

Tre in tre e sono già nove!

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Da quando il CAPITT, a partire dal 2014, ha affiancato una linea di “Student Entrepreneurship” (per aspiranti imprenditori e start up) a quella tradizionale di “Academic Entrepreneurship” (spin off e brevetti) organizzando e sostenenendo le edizioni di Vulcano di Idee (divenuto nel frattempo Start Up Your Business ad Economia Aziendale), Start Up Academy (per tutto l’Ateneo) e Start Cup Catania (nell’ambito della rete federata di Start Cup Sicilia aderente al Premio Nazionale per l’Innovazione),  i “Contest” sono diventati i momenti più ambiti dai partecipanti, perchè è in quelle occasioni che i team possono far conoscere il risultato del proprio lavoro (idea imprenditoriale, progetto d’impresa, business model, business plan a seconda dei casi). La serata evento “Start Happy” in programma gioved’ 14 alle ore 21.00 al SAL chiuderà la terza edizione di Start Up Your Business Un Vulcano di Idee risultando così, negli ultimi tre anni, la nona manifestazione del genere allestita anche col supporto del CAPITT.

Nel 2014, il Contest finale di Vulcano di Idee si è tenuto al Palazzo Fortuna (Catania), quello di Start Up Academy in Aula Magna al Rettorato, quello di Start Cup Catania nella serata al MA di Catania, quello di Start Cup Sicilia (insieme agli altri Atenei) al Consorzio ARCA a Palermo.

Nel 2015 il Contest finale di Vulcano di Idee si è tenuto a Palazzo dei Chierici (Catania), quello di Start Up Academy nell’Auditorium della Scuola Superiore di Catania, quello di Start Cup Catania in Aula Magna al Rettorato, e quello di Start Cup Sicilia in Unicredit a Palermo.

Giovedì sera 14 aprile, con la finale di Start Up Your Business Vulcano di Idee, sarà la nona volta in meno di tre anni. E c’è un significato ben preciso dietro ciascuno di questo Contest che i giovani e i partecipanti di sempre conoscono bene. Per tutti gli altri, non resta altro che venire e provare.

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Il team organizzatore di Vulcano di Idee (2014): Antonio Musmeci, Giuliano Tosto, Veronica Sotera, Alessandra Nicastro e Giancarlo Sciuto

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Il team organizzatore di Start Up Your Business – Un Vulcano di Idee (2015): Daniele Murgo, Alessandra Misuraca, Francesco Spampinato e Federica Giangrande

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Il team organizzaore di Start Up Your Business – Un Vulcano di Idee (2016): Danila Pelligra, Gabriele Fazio, Angela Gugliotta e Daniele Pecoraro

Start Up Academy e Start Up Program: due programmi dell’Università di Catania per i nuovi giovani imprenditori

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Battute finali per gli studenti di ogni ordine e grado dell’Università di Catania (studenti iscritti per l’anno accademico in corso ad un corso di laurea, laurea magistrale, laurea magistrale e specialistica a ciclo unico, Scuola Superiore di Catania, corso di dottorato, corso di specializzazione, scuola di specializzazione o master) per partecipare alla “call for ideas” di Start Up Academy 2016, per selezionare fino a 20 idee imprenditoriali da ammettere ad un percorso articolato in una serie di attività seminariali (in programma alla Scuola Superiore di Catania ogni venerdì pomeriggio dall’11 marzo fino al 13 maggio) che si concluderà il 23 maggio con un Contest finale tra i progetti d’impresa presentati dai team partecipanti, al quale assisterà pure una delegazione di studenti della Northeastern University di Boston ammessi al programma New Venture Lab Italy (http://www.northeastern.edu/…/opportu…/new-venture-lab-italy).

A Start Up Academy, la cui domanda di partecipazione pubblicata sul sito del Capitt scade il 23 febbraio p.v. (http://www.capitt.unict.it/…/Call%20for%20Ideas%20StartUp%2…) si abbina quest’anno anche l’iniziativa didattica nazionale Start Up Program di Junior Achievement Italia riservata agli studenti universitari di età fra i 19 e 30 anni cui l’Università di Catania ha aderito recentemente (http://startup.it.ja-digital.org/it). In questo caso, la scadenza per partecipare è il 29 febbraio e la partecipazione non preclude la selezione e l’eventuale ammissione a Start Up Academy (https://jaitalia.wufoo.eu/forms/ja-startup-program)
Le due iniziative di Start Up Academy e Start Up Program saranno presentate in Ateneo la prossima settimana.

  • Martedì 16 febbraio dalle 10.00 alle 12.00 nell’Aula M.Anile del Dipartimento di Matematica e Informatica (alla Cittadella) si terrà un incontro di presentazione al quale parteciperanno il prof. Giovanni Gallo, il prof. Sebastiano Battiato, il prof. Alessandro Basile, oltre al prof. Rosario Faraci, presidente del Capitt che ha promosso i due contest.
  • Mercoledì 17 dalle 12.00 alle 14.00 si terrà un altro incontro di presentazione nell’aula 2 del Dipartimento di Economia e Impresa (a palazzo delle Scienze) cui interveranno il prof. Rosario Faraci, la prof.ssa Michela Cavallaro e il prof. Marco Galvagno, nonché gli studenti facenti parte del team organizzatore di Start Up Your Business Un Vulcano di Idee, in programma al corso di laurea in Economia Aziendale dal 25 febbraio p.v. (Gabriele Fazio, Angela Gugliotta, Daniele Pecoraro e Danila Pelligra). In entrambi gli incontri sono previste testimonianze di start up promosse all’interno del nostro Ateneo, Beentouch il primo giorno (al DMI) e Motorsquare il secondo (al DEI).
  • Giovedì 18, infine, dalle 18.00 alle 20.00 nell’Aula Magna della Scuola Superiore di Catania (via Valdisavoia 9), si terrà l’Opening di Start Up Academy dove interverranno il ProRettore Alessandra Gentile, i professori Rosario Faraci (presidente del Capitt), Francesco Priolo (presidente della Scuola Superiore di Catania) e Nunzio Crimi (presidente del COF di Ateneo), la professoressa Giorgia D’Allura, i rappresentanti dei Giovani Imprenditori di Confindustria Catania Gianluca Costanzo e dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti ed Esperti Contabili di Catania Danilo Di Giacomo. In collegamento da Torino interverrà il prof. Marco Cantamessa, presidente di PNI Cube, l’associazione italiana degli incubatori universitari, mentre da Milano interverrà il dott. Riccardo D’Angelo, CEO di Edisonweb e promotore della start up italo-tedesca Mvmant.

17 febbraio ore 12.00 al DEI per conoscere tutte le iniziative dell’Università di Catania sulle start up

Presentazione delle iniziative di Student Entrepreneurship dell’Università di Catania. Aperta a tutti gli studenti dei Dipartimenti dell’Università di Catania localizzati nel centro storico di Catania. Il 17/2 alle ore 12.00 al Palazzo delle Scienze in corso Italia 55.

Il giorno prima alle 10.00 analoga iniziativa al DMI alla Cittadella presso l’Aula Magna Anile del Dipartimento di Matematica e Informatica.

Giorno 18 alle ore 18.00 alla Scuola Superiore di Catania Opening ufficiale di Start Up Academy per tutti gli studenti di ogni ordine e grado dell’Università di Catania

Giovedì 11 alle ore 15,30 finestra di presentazione al Contamination Lab e lunedì 15 a Youthub nell’ambito del consueto Appuntamento delle Idee (ore 19.00 Reska Bar)

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Europa e Start Up, a Catania un grande evento pubblico il 2 febbraio ad Economia

EUROPA e START UP
 
Il 2 febbraio dalle 10.00 alle 13.30 un grande evento pubblico ad Economia (Palazzo delle Scienze, Aula Magna), mentre il giorno prima ci sarà una giornata di incontri all’incubatore Vulcanic. L’ecosistema delle start up di Catania riflette sul proprio futuro
 
Clicca qui per prenotare la partecipazione, pochissimi i posti disponibili.
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Esami di EGI e Industry Dynamics Prof. Faraci

Il Prof. Faraci comunica che gli esami di Economia e Gestione delle Imprese e di Industry Dynamics and Business Model di giorno 29/1 sono spostati alla data dell’8 febbraio ore 9.00. Comunica altresì che per le medesime discipline l’appello del 17/2 ore 9.00 avrà un’estensione (prolungamento) al 26 febbraio ore 15.00. Coloro che ne volessero usufruire sono invitati, in sede di prenotazione sul portale, ad indicarlo nelle note e di presentarsi direttamente alla data convenuta. Per tutti gli altri, ancora indecisi, sarà comunque data la possibilità di esercitare l’opzione anche in sede di appello del 17/2.

Ritorna la Start Up Academy

Ritorna la StartUp Academy
L’Università di Catania bandisce una Call for Ideas per selezionare fino a 20 idee imprenditoriali, proposte da team composti in maggioranza da studenti dell’Ateneo catanese, da ammettere a StartUp Academy 2016. I vincitori del bando parteciperanno ad un percorso articolato in una serie di attività seminariali che si concluderà con un contest finale tra i progetti d’impresa presentati dalle squadre partecipanti.
Le domande vanno presentate entro il 23 febbraio 2016
 
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Guarda Lontano. Il Futuro è Vicino

Il Prof. Rosario Faraci, presidente del CAPITT e del corso di laurea in Economia Aziendale, e il dott. Aldo Missale, EP dell’Università di Catania e già direttore generale del CAPITT, hanno accompagnato nei giorni scorsi (3 e 4 dicembre) a Cosenza la start up “NC Ingegneria” – di cui sono founders l’ing. Giovanni Nicolosi e il dott. Danilo Gatto – che, vincitrice della edizione 2015 della Start Cup Catania (e in precedenza pure di Start Up Academy 2015), ha rappresentato, insieme alle start up di Palermo, Messina ed Enna, la Federazione di Start Cup Sicilia al Premio Nazionale per l’Innovazione tenutosi nella avveniristica struttura di TechNast all’interno del campus di Arcavacata dell’Università della Calabria. Il tema di quest’anno scelto dal PNI Cube, per presentare i 63 progetti in gara tra cui quello di NC Ingegneria, è stato “Guarda lontano. Il Futuro è vicino” quanto mai azzeccato in un momento nel quale l’articolato e variegato ecosistema delle start up si appresta ad entrare in una fase 2.0, nella quale, a partire dal 2016, arriverà in Italia una pioggia di risorse finanziarie per le nuove iniziative imprenditoriali (stimate fra 800 milioni e 1 miliardo di euro), ma si alzerà pure l’asticella per selezionare, fra tante idee imprenditoriali, i progetti più innovativi, creativi, prontamente scalabili, capaci di arrivare presto al mercato, crescere velocemente e generare nuove occasioni di lavoro qualificato per i giovani. La sfida è appena partita, l’Università di Catania c’è dentro. L’entusiasmo dei nostri studenti e laureati è alle stelle, la voglia di fare impresa cresce, il sistema di tutti gli attori istituzionali si è mobilitato e aumenta l’offerta di servizi di mentoring e di coaching anche nel territorio. E’ necessario però crescere in qualità dei progetti, capacità di team building dei gruppi, cultura del marketing nei componenti dei team, e nella sinergia tra ricerca, innovazione e sviluppo trasversale a tutte le attività di progettazione ed avvio delle start up. Buona fortuna a tutti!

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Nella foto, da sx l’ingegnere Giovanni Nicolosi, il dottor Aldo Missale, il professor Rosario Faraci e il dottor Danilo Gatto a Cosenza, all’Università della Calabria, per la finale del Premio nazionale per l’innovazione di PNI Cube.

GUARDA LONTANO. IL FUTURO E’ VICINO (di Rosario Faraci)

Si è chiuso un altro anno intenso dedicato alle Start Up. Ed è proseguito con ancora più entusiasmo, con maggior profusione di professionalità e di risorse e con grandissimo seguito di partecipazione, l’impegno dell’Ateneo di Catania sul versante della Student Entrepreneurship, uno dei pilastri fondamentali della Terza Missione delle Università italiane.  Il CAPITT (Centro per l’Aggiornamento delle Professioni e per l’Innovazione ed il Trasferimento Tecnologico) dell’Università di Catania ha programmato, guidato, gestito e controllato passo dopo passo l’evoluzione di questa intensa agenda di impegni nella selezione delle idee e dei progetti; organizzazione delle attività formative, seminariali e di mentoring; premiazione delle start up e dei business plan;  rappresentanza nelle sedi istituzionali e visibilità sui mass media e sui social media. Un grande lavoro, uno straordinario lavoro, un lavoro degno di una grande Università del Sud quale è Catania, spesso allestito senza grandi risorse finanziarie, ma approntato come sempre al meglio e con tanta professionalità e incontenibile Amore.

Ringrazio il dott. Aldo Missale in primis e con lui l’ing. Loredana Castro, il dott. Rosario Agrò, l’avv. Irene Manganaro, il dott. Mauro Randazzo, la dott.ssa Sveva D’Agata e il dott. Attilio Mamo che mi hanno accompagnato in questo viaggio in cui il CAPITT ha avuto un ruolo di promotore assai importante. Con loro il Rettore Giacomo Pignataro e il ProRettore Alessandra Gentile, il prof. Francesco Priolo (Presidente della Scuola Superiore di Catania), il prof. Nunzio Crimi e il dott. Carmelo Pappalardo (COF), i professori Michela Cavallaro, Marco Galvagno e Giorgia D’Allura (DEI – Dipartimento di Economia e Impresa) insieme ai professori Sonia Giaccone, Enzo Pisano, Cristina Longo, Massimo Picone e Alessandro Basile; gli studenti Federica Giangrande, Alessandra Misuraca, Daniele Murgo, Francesco Spampinato (ingegnere gestionale) e poi Gabriele Fazio, Angela Gugliotta, Daniele Pecoraro e Danila Pelligra, tutti del corso di laurea in Economia Aziendale; le commissioni giudicatrici iniziali e finali, integrate dalla giuria tecnica e popolare, di Start Up Your Business, Start Up Academy e Start Cup Catania; il presidente dott. Seby Truglio e il consigliere dott. Giuseppe Grillo dell’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti contabili di Catania; i giovani dell’Unione Giovani Dottori Commercialisti di Catania, il direttore di Wcap Catania Dario Maccarrone e i vertici di Confindustria Giovani Catania; l’attore-regista Antonio Caruso; lo startupper Francesco Pieragostini di Frenello; il direttore generale dott. Saverio Continella e il direttore commerciale dott. Santo Sciuto del Credito Siciliano; il dott. Alessandro Russo di Montepaschi di Siena e  lecturer di numerosi seminari sulla finanza innovativa; la dottoressa Maria Sanfilippo della SSC e con lei Emanuele Bocchieri; gli startuppers presenti durante le attività seminariali e invitate a partecipare ai Contest. Non vorrei aver dimenticato alcuno e me ne scuso in anticipo.

Se volete ripercorrere all’indietro da Catania a Cosenza il viaggio che ci ha portato alla finale del PNI Cube, ecco una rapidissima fotocronaca.

Start Up Your Business – Un Vulcano di Idee

Il viaggio che ha portato, in auto, da Catania a Cosenza e viceversa il gruppo di Catania comincia ad inizio di quest’anno 2015. Dapprima al corso di laurea in Economia Aziendale dove anche per questa stagione si è ripetuta l’esperienza del ciclo di seminari professionalizzanti dal titolo “Start Up Your Business – Un Vulcano di Idee”, destinato agli studenti del Dipartimento di Economia e Impresa che, dopo aver partecipato ad un ricco programma di oltre 20 h di attività seminariali, formative e di team building, si sono confrontati apertamente in un Contest tenutosi il 23 aprile nella splendida cornice del Palazzo dei Chierici, gentilmente concesso dal Comune di Catania. Ad aggiudicarsi l’edizione 2015 di Un Vulcano di Idee è stato il team “Meishi” di Daniele Pecoraro & Co. che è stato ammesso di diritto alla seconda fase di Start Cup Catania, su delibera del Comitato di gestione del CAPITT che ha sponsorizzato e sostenuto l’iniziativa, promossa dal corso di laurea in Economia Aziendale, ma interamente gestita (questa è stata una grande novità!) da un team di studenti senior del corso di laurea in Economia Aziendale con funzioni di mentoring e coaching dei lavori di gruppo.

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Nella foto, insieme al Prof. Faraci il team di “Meishi”, neo vincitore di Start Up Your Business 2015, invitato alla trasmissione “Diretta di Cronaca” di Radio Fantastica condotta dal giornalista Giacomo Cagnes. Il team è composto da Daniele Pecoraro, Danila Pelligra, Alessandro La Rosa, Giorgio Di Cataldo e Valentina Orifici. 

Start Up Academy

Nella primavera del 2015 ha preso avvio la seconda edizione di “Start Up Academy”, il contest di Ateneo riservato a tutti gli studenti di ogni ordine e grado dell’Università di Catania, tenutosi fino alla competizione finale nella splendida cornice della Scuola Superiore di Catania che, insieme al COF Centro Orientamento e Formazione, supporta l’organizzazione dell’iniziativa promossa dal CAPITT e sostenuta dai giovani di Confindustria Catania e dall’Unione Giovani Dottori Commercialisti di Catania. Dopo la selezione dei progetti imprenditoriali ad opera di una Commissione giudicatrice, diciannove team sono stati ammessi a frequentare un ciclo di 40 h di attività seminariali e formative, prima di partecipare al Contest tenutosi il 21 maggio nel suggestivo spazio all’aperto dell’Auditorium di Villa San Saverio, sede della Scuola. Ad aggiudicarsi l’edizione 2015 di Start Up Academy è stato il team “NC Ingegneria” di Giovanni Nicolosi e Danilo Gatto, ammesso di diritto alla seconda fase di Start Cup insieme agli altri due team classificatisi nelle prime tre posizioni. Un’altra grande novità ha fatto da cornice alla splendida serata del 21 maggio, cioè la presentazione dei “pitch” in stile teatrale, sotto la regia e la guida dell’attore Antonio Caruso.

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La straordinaria cornice dell’Auditorium della Scuola Superiore di Catania a Villa San Saverio dove il 21 maggio si è tenuto il Contest finale di Start Up Academy. Una autentica festa dell’innovazione e dell’imprenditorialità per tantissimi giovani del nostro territorio.

Start Cup Catania

Nell’estate del 2015 è partita la macchina organizzativa di “Start Cup Catania” che, passando per Start Cup Sicilia, è arrivata fino al Premio Nazionale per l’Innovazione, tenutosi quest’anno il 3 e 4 dicembre a Cosenza. In questo caso, trattandosi di una Business Plan Competition, le regole sono predeterminate dall’adesione al circuito di PNI Cube di cui l’Università di Catania è partner istituzionale. A luglio si è aperta la call per partecipare a Start Cup Catania; nello stesso mese si è tenuto un ciclo di seminari informativi dal titolo “Take a Sense of Business” organizzato dal CAPITT, ospitato nei locali del Dipartimento di Economia e Impresa e interamente animato da un team di giovani studenti di Economia Aziendale (Gabriele Fazio, Angela Gugliotta, Daniele Pecoraro e Danila Pelligra, provenienti dall’esperienza sul campo di Start Up Your Business edizione 2015); ad agosto la Commissione giudicatrice ha ammesso alla fase finale i progetti selezionati che, fino alla fine di settembre, hanno ricevuto attività di assistenza alla redazione del business plan da un’equipe di professionisti selezionati dall’Ordine dei Dottori Commercialisti e degli Esperti Contabili di Catania, partner di Start Cup Catania fin dalla prima edizione. La finale, allestita nella suggestiva cornice dell’Aula Magna del Rettorato, si è tenuta nell’ambito di uno “Start Up Morning” il 30 settembre scorso. Come per Start Up Academy, ad aggiudicarsi l’edizione 2015 di Start Cup Catania, sulla base della graduatoria finale formulata da una Commissione giudicatrice, è stato il team di “NC Ingegneria” per l’occasione ampliato con altre professionalità. Ai primi tre gruppi sono stati assegnate premialità in denaro, di cui una offerta dal Credito Siciliano ed è stato riconosciuto il diritto di partecipare alla finale di Start Cup Sicilia per metà ottobre a Palermo.

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L’immancabile selfie coi vincitori di Start Cup Catania 2015 dinanzi l’Aula Magna del Rettorato dell’Università di Catania. Al team di NC Ingegneria è andato il primo premio in denaro di 4.000 euro. L’iniziativa si è svolta nell’ambito di uno Start Up Morning, nell’ambito della quale si è svolta pure una tavola rotonda con la start up Parksmart e la presenza del prof. Alessandro Basile.

Start Cup Sicilia

I primi tre gruppi vincitori di Start Cup Catania, come da Regolamento delle Start Cup siciliane promosse dall’Università di Palermo, di Messina, di Catania e della Kore di Enna, sono stati ammessi alla finale di “Start Cup Sicili”a, tenutasi a Palermo il 15 ottobre scorso, nella sede della Direzione Regionale di Unicredit. In quella occasione, il team di “NC Ingegneria” si è classificato al secondo posto nella graduatoria regionale, mentre al team “Agrobiotech”, fondato da un gruppo di ricercatrici del Parco Scientifico e Tecnologico di Sicilia, è stata assegnata la menzione per le Pari Opportunità. Da Start Cup Sicilia sono stati selezionati sei progetti in tutto, di cui cinque hanno partecipato alla business plan competition del PNI Cube a Cosenza. All’evento, organizzato in grande stile da Unicredit, era presente pure una delegazione di professionisti provenienti da Malta ed invitati dal CAPITT a partecipare.

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Il team NC Ingegneria, nell’originaria composizione dei suoi due “founders” Giovanni Nicolosi e Danilo Gatto, a Palermo ad Unicredit con i vertici del CAPITT dell’Università di Catania. 

Premio Nazionale per l’Innovazione

Eccoci, infine a Cosenza. Al “Premio Nazionale per l’Innovazione” organizzato dal PNI Cube nella splendida cornice del TechNast, l’incubatore per le start up promosso dall’Università della Calabria. A Cosenza, dove sono convenute tutte le Start Cup tenutesi in Italia, si sono sfidati 63 progetti, ammessi successivamente ad una fase finale dove per ciascuna delle categorie in gara sono state accreditate da una severissima Giuria solo quattro start up ed infine una sola ne è stata decretata  vincitrice.  Il Premio finale è andato ad una start up dell’Università di Foggia, la New Gluten World, promossa dalla professoressa Carmen Lamacchia insieme alla holding internazionale Casillo, che è sicuramente destinata a rivoluzionare il mondo dei grani e delle farine, dando un decisivo contributo alla lotta contro le intolleranze e le allergie al glutine. Il confronto con tutti i team provenienti dalle diverse Start Cup italiane ha permesso di giudicare, con maggiore onestà intellettuale, il lavoro che fino ad ora è stato svolto all’Università di Catania attraverso il CAPITT che rimane valido nella sua impostazione di fondo, ma che necessita di beneficiare di ulteriori sinergie col mondo della ricerca e dell’innovazione per innalzare ancor di più la qualità dei progetti imprenditoriali e orientarli verso un approccio del “time-to-market” per tradurre immediatamente in concrete iniziative imprenditoriali quanto di buono, innovativo e spesso socialmente utile viene concepito a livello di business idea e di team proponente

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In viaggio verso Cosenza. Il Prof. Faraci e il Dott. Missale accompagnano il team di NC Ingegneria con i suoi storici founders: l’ingegnere Giovanni Nicolosi (Università di Catania, Ingegneria Civile, e Università di Pisa, dove ha conseguito la laurea magistrale con una tesi sui cementi strutturali) e il dott. Danilo Gatto (Università di Catania dove, dopo aver conseguito la laurea in Economia Aziendale, conseguirà a breve la magistrale in Direzione Aziendale). Il team ha depositato la domanda per il riconoscimento di un brevetto sul processo di realizzazione di una miscela di calcestruzzo e scaglie di plastica in PET che si presenta innovativa sul mercato dei cementi ad uso strutturale.

Adesso il 2016

Le attività in materia di Student Entrepreneurship proseguiranno anche nel 2016, con una veste organizzativa diversa, poiché l’Università degli Studi di Catania ha deciso di realizzarle sotto l’egida della nuova Area della Ricerca Scientifica e del Trasferimento Tecnologico, al fine di favorire meglio quelle sinergie fra ricerca, innovazione e trasferimento tecnologico che fanno della Terza Missione uno dei pilastri fondamentali dell’Università italiana.

Ad Economia e Impresa partiranno a fine febbraio le attività seminariali di Start Up Your Business  – Un Vulcano di Idee affidate alla regia di un team di giovani studenti del corso di Economia Aziendale, già attivamente sperimentati sul campo in occasione del ciclo seminariale Take a Sense of Business. Sono Angela Gugliotta, Gabriele Fazio, Daniele Pecoraro e Danila Pelligra che, da partecipanti all’edizione precedente dove con i loro rispettivi team imprenditoriali si sono classificati nelle prime due posizioni del Contest finale, diventeranno adesso mentori e coach dei loro colleghi che aderiranno all’iniziativa del 2016.

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A Danila Pelligra, Gabriele Fazio, Angela Gugliotta e Daniele Pecoraro (nella foto, a partire da sx) sarà affidata l’organizzazione dei seminari “Start Up Your Business edizione 2016”. In questa foto, il team all’opera con la prima edizione di Take a sense of business, un breve ciclo di due giorni di attività seminariali tenutosi a luglio al Dipartimento di Economia e Impresa.

Alla Scuola Superiore di Catania, con rinnovata veste rispetto alle due edizioni precedenti, partirà il terzo ciclo di Start Up Academy che quest’anno, per il Contest finale, vedrà in giuria popolare la partecipazione di un nutrito gruppo di studenti della Northeastern University di Boston che, ospiti a fine maggio dell’Università di Catania, seguiranno i corsi di start up and new entrepreneurship promossi congiuntamente dai due Atenei.

In estate, ancora una volta partiranno in parallelo le selezioni per Start Cup Catania e Start Cup Sicilia che, ci auguriamo, possano portare al prossimo Premio Nazionale per l’Innovazione un progetto imprenditoriale che, come l’anno scorso con la start up “Archicart” che rientrò tra le prime quattro selezionate nella sua categoria, possa regalare all’Università di Catania una posizione d’onore sul podio dei vincitori.

Ad maiora semper!

Rinvio esami di Tecnica Industriale e Industry Dynamics and Business Models

Il Prof. Faraci comunica che gli esami di Tecnica Industriale e di Industry Dynamics and Business Models programmati per giovedì 3/12 ore 15.00 sono spostati al 9/12 ore 15.00. A quest’appello possono accedere anche gli studenti già prenotati per l’esame odierno di Economia e Gestione delle Imprese (spostato a domani 2/12), previo invio di mail a faraci@unict.it dove avanzano richiesta

Erasmus + for traineeships – Giornata informativa in Ateneo il 23 novembre ore 10 Palazzo Centrale e alcune note esplicative del prof. Farai

L’Ufficio Relazioni Internazionali del nostro Ateneo comunica che ci sarà una giornata informativa sul nuovo bando Erasmus + for traineeships il 23 novembre p.v. con inizio alle ore 10.00 nell’Aula Magna del Palazzo Centrale, in piazza Università 2. Quanti fossero interessati, son invitati fin d’ora a partecipare e, limitatamente alle lezioni impartite dal Prof. Faraci, saranno considerati assenti giustificati dalle attività didattiche

Il link alla pagina d’Ateneo riguardante le borse Erasmus + for traineeships è il seguente . Clicca qui invece per visualizzare una presentazione del Delegato d’Ateneo all’Internazionalizzazione che sintetizza i principali contenuti del bando (Presentazione-erasmus-per-tirocinio)

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[La foto è stata scattata dal prof. Faraci ieri pomeriggio 18/11/2015]

In questa fase, gli studenti che fossero interessati sono invitati ad attivarsi autonomamente per cercare un ente, un’azienda o un’istituzione interessata ad ospitarli. Per partecipare al bando è necessaria infatti la lettera d’accettazione, come da allegato modello (acceptance letter – tirocini 2015). L’Università di Catania fornisce un elenco di aziende ed enti che hanno ospitato, nelle passate edizioni, nostri studenti; non è detto, tuttavia, che tutti possano riconfermare lo disponibilità, pertanto è necessario conoscerne preventivamente le intenzioni.

Bisogna che lo studente abbia chiare le finalità per le quali intende concorrere. Al di là dell’opportunità offerta da Erasmus + for traineeships, che è semplicemente uno strumento, è fondamentale capire dove voler trascorrere il periodo di tirocinio (specie se in azienda), in quale Paese o città (anche tenuto conto delle proprie disponibilità finanziarie, in aggiunta all’importo previsto dalla borsa di studio), quali competenze specifiche o trasversali voler conseguire per arricchire il proprio curriculum. L’aiuto dei docenti va valorizzato in questa direzione, non nel ricercarli esclusivamente per far da tramite con eventuali enti ospitanti.

A titolo meramente esemplificativo, giusto per avere un’idea su come approcciarsi, nel portare a conoscenza aziende, enti o istituzioni l’iniziativa Erasmus + for traineeships, dopo una adeguata ricerca di informazioni sull’ente ospitante (dal sito web istituzionale, su Internet, per effetto del passaparola di amici e colleghi, etc..), si potrebbe utilizzare una comunicazione “soft” del genere (ovviamente in Inglese, che è la lingua ufficiale del business oggi).

“To whom it may concern.

My name is…. and I’m a student at the University of Catania (con ulteriore specificazione del corso di laurea, dell’anno di iscrizione o se si è laureandi, in quale periodo si prevede di conseguire il titolo)

I’d like to inform you that the 2016 edition of the EU programme Erasmus + for Traineeships for undergraduate, graduate and Ph.D. students has been recently published by the University of Catania. Deadline for submissions is Dec 4th, 2015. The minimum lenght of the stay is two months, the maximum is six months and all the activities must be completed by September 30th, 2016. Scholarships for students are provided by the EU, the Italian Ministry of University and local Universities and they range between 430 and 480 € per months according to a list of different living costs among EU and non-EU countries. Hosting institutions (in Denmark, Ireland, France, Austria, Sweden, UK, Liechtenstein, Belgium, Bulgaria, Czech Republic, Greece, Cyprus, Luxembourg, Hungary, Poland, Romania, Finland, Island, Norway, Turkey, Germany, Spain, Malta, Portugal, Latvia, Slovakia, Republic Macedonia, Estonia, Croatia, Lithuania, and Slovenia) may be among others: private companies; governmental, privately-held and not for profit organizations; Universities and Schools; Chambers of Commerce; the CNUE. The proposal must be submitted by studens according to the electronic format provided by the University of Catania. I’m attaching a sample of the hosting institution’s letter of acceptance (e si allega qui copia della lettera di accettazione). The description of the entire programme is available (in Italian language) at the following link: http://www.unict.it/sites/default/files/files/Bando%20Erasmus%20Plus%20per%20tirocini%20AA%202015_2016(2).pdf 

By means of this email, I’m exploring the opportunity of applying for the Erasmus + scholarship edition 2016 and whether your company (institution, organization) may be interested in receiving my cv, a brief proposal of my internship and a letter of presentation. I’m available also for a Skype call if your company (institution, organization) like to more know about my skills and motivations. 

As you can understand, the deadline is December 4th. So, any feedback about a possible acceptance your company may provide soon is more than welcome.

Sincerely

……..”

Istruzioni per le Relazioni finali stage e seminari professionalizzanti

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Relazione Finale TFO (tirocinio formativo e di orientamento)

Alla fine del periodo di TFO svolto presso un’azienda, un ente o un professionista, lo studente è tenuto a produrre la relazione finale TFO. Si tratta di una breve descrizione  dell’attività svolta durante il TFO, degli obiettivi formativi conseguiti rispetto a quelli inizialmente dichiarati, delle competenze maturate ed acquisite rispetto a quelle attese prima dell’avvio del tirocinio. Inoltre, è opportuno che lo studente descriva brevemente il contesto in cui si è svolto il TFO (caratteristiche e attività dell’azienda; tipologia di ufficio se all’interno di un ente; attività svolta dal professionista nel caso di TFO presso un dottore commercialista) e che indichi pure in che modo il tutor aziendale assegnato ha svolto la necessaria attività di mentoring e di assistenza. Inoltre, nella relazione vanno specificate, ma concordandole prima con il tutor aziendale, le eventuali criticità emerse durante il tirocinio, senza esprimere giudizi di merito o di valore, ma limitandosi ad elencare tali criticità. La relazione finale, di durata compresa fra le due e le tre pagine, spaziatura 1,5, corpo 12 times new roman, eventualmente corredata di tabelle e figure aggiuntive, deve essere firmata dallo studente, dal tutor aziendale e controfirma dal tutor universitario.

Relazione finale seminari professionalizzanti

La relazione deve essere una tesina, di almeno 10 pagine, su uno o più argomenti tra quelli affrontati durante i cicli seminariali. Sarebbe opportuno strutturare la relazione in tre parti: una introduzione di presentazione dell’argomento; lo svolgimento dello stesso e le conclusioni personali. Indicazioni di referenze bibliografiche e sitografiche sono vivamente consigliate, in modo da consentire al docente di valutare l’attendibilità delle fonti consultate e citate. Non ci sono particolari indicazioni riguardo al format stilistico, anche si consiglia la spaziatura 1,5 e l’uso di Times New Roman corpo 12 per il testo e corpo 10 per eventuali noti a pie’ di pagine. Le tabelle e le figure inserite vanno numerate, titolate, ne va indicata la fonte e vanno richiamate nel corpo del testo, in modo da agevolarne la lettura e il raccordo con i contenuti del resto del lavoro. Il file va inviato al docente con il quale si è scelto di svolgere la tesina finale e, subito dopo la sua approvazione, una copia va inoltrata al responsabile amministrativo dei seminari professionalizzanti dott.Zangiacomi all’indirizzo rzangi@unict.it

Sospeso il ricevimento del prof.Faraci di domani 30 settembre

In concomitanza con l’evento finale di Start Cup Catania 2015, dove sarà ufficialmente impegnato quale Presidente del CAPITT, il prof. Faraci comunica che il ricevimento studenti programmato per domani 30 settembre a partire dalle ore 10.30 è sospeso. Per comunicazioni urgenti si prega di inviare email al docente all’indirizzo faraci@unict.it  Con la ripresa delle attività didattiche del I semestre, il prof. Faraci informa che nel periodo ottobre-dicembre il ricevimento del mercoledì viene posticipato alle 12.00, a conclusione della lezione di Economia e Gestione delle Imprese.

Università che Vorrei il 2 ottobre ad Economia Aziendale

Il 2 ottobre sarà una delle giornate più importanti per l’Università di Catania e il corso di Economia Aziendale. Vi invitiamo a non mancare agli appuntamenti in programma. Chiuse le iscrizioni per il seminario sul saggio di laurea, è aperto a tutti l’invito a partecipare al momento plenario su “Università Capovolta” dove agli studenti sarà data parola per avanzare proposte di miglioramento della didattica. All’incontro parteciperà pure il Delegato d’Ateneo alla Didattica prof.ssa Bianca Lombardo e sarà presente la prof.ssa Veronica Benzo responsabile del Laboratorio Sperimentale di Assistenza Didattica del corso di laurea. Nel primissimo pomeriggio, agli studenti del III anno sarà data la possibilità di conoscere i programmi dei due insegnamenti opzionali del I semestre, Finanza Aziendale e Comportamento Organizzativo, con i professori Enzo Pisano e Massimo Picone. In tarda mattinata, invece, una iniziativa unicamente riservata agli studenti con media pari o superiore a 28/30 coordinata dal prof. Marco Galvagno. Per partecipare a quest’ultima è necessario fin d’ora prenotarsi fin d’ora inviando una mail a economiaaziendalecatania@gmail.com specificando nell’oggetto “2 ottobre – Seminario prof. Galvagno”

Copia di universitachevorrei

Si rinnova la lavagna multimediale

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Rinnovata nella veste grafica e in alcuni contenuti la lavagna multimediale di Faraci Didattica

OLTRE LE CLASSIFICHE. RICOMINCIAMO DA QUI (di Rosario Faraci, presidente del corso di laurea in Economia Aziendale)

OLTRE LE CLASSIFICHE. RICOMINCIAMO DA QUI (di Rosario Faraci, presidente del corso di laurea in Economia Aziendale) pubblicato su Facebook

E’ inutile nascondersi dietro un dito. Le recenti classifiche elaborate da Il Sole 24 Ore e da Censis-Repubblica posizionano in basso, talora molto in basso, l’Università di Catania e alcuni suoi Dipartimenti, tra i quali il nostro. Lasciamo ad altre sedi di dibattito, ben più autorevoli della piazza virtuale di Facebook, il giudizio sulla veridicità e scientificità dei criteri adottati per stilare tali graduatorie che puntualmente penalizzano da tempo gli stessi Atenei. Mettiamo da parte scatto di orgoglio e difesa ad oltranza della bandiera che giovano soltanto per mantenere elevato lo spirito di appartenenza ad un Ateneo e aiutano solo a non deprimersi moralmente in piena estate. Ma, lo ribadisco, è inutile nascondersi dietro un dito. Soprattutto, quando a finire sotto le lenti di osservazione dei valutatori è la qualità dell’attività didattica, cioè il cuore pulsante della prima missione dell’Università, ovvero la formazione. Pensiamo dunque a casa nostra, ad Economia Aziendale, di cui come Presidente ho la responsabilità da diversi anni. Abbiamo portato avanti negli ultimi anni tante belle iniziative ed altre ancora ne stiamo progettando per vivificare la didattica, rendere gli studenti attivamente partecipi al processo formativo e avvicinare i giovani al mondo del lavoro, che di per sé non è privo di contraddizioni, specialmente al Sud. La stanza più bella ed in ordine di casa nostra è paradossalmente quella in cui tutto è “capovolto”: dove sono le aziende e i professionisti ad entrare in aula; dove sono i giovani ad animare le lezioni e i seminari; dove sono i docenti (alcuni, non tutti) che lavorano pure da casa pur di creare un ponte stabile di collegamento fra tutti i luoghi dove prendono forma i saperi degli allievi (la classe, la stanzetta di casa, l’aula studio, etc..). E’ l’inizio di quella “Università Capovolta” che, in altri luoghi del mondo, sta diventando pian piano il nuovo modello di formazione superiore, che non sacrifica ma anzi vivifica le tradizionali modalità di trasmissione dei saperi scientifici e pratici. Di ciò sono contento ed orgoglioso. Ma se il salotto è in ordine, tutto il resto della nostra casa è in subbuglio. Per riportarlo in ordine, occorre l’impegno di tutti, nessuno escluso. Pertanto, continuerà incessantemente l’opera di sensibilizzazione dei docenti in questa direzione. E’ stato e continua ad essere il mio impegno prioritario di Presidente del corso di laurea e lo sarà ancor di più all’interno della rinnovata Commissione Paritetica della Didattica. E’ sgradevole richiamare di continuo alcuni colleghi di lavoro a fare pienamente il proprio dovere o addirittura andare oltre il proprio dovere in alcuni casi; è sgradevole, ma va fatto e sarà fatto. Alcuni piccoli risultati sono stati raggiunti, altro rimane ancora da fare. Quello però è un compito mio, degli altri presidenti di corso e del Direttore di Dipartimento, dei colleghi docenti che mi collaborano più direttamente e degli studenti che fanno parte istituzionalmente delle rappresentanze studentesche in seno agli organi. Stiamo lavorando perché tutta la classe docente prenda consapevolezza del fatto che la prova d’esame è la “fase clou” di un percorso che inizia dall’aula, dai materiali didattici e dal costante monitoraggio dell’andamento dell’apprendimento studentesco, anche degli studenti non frequentanti e dei fuori corso. Ma per riportare ordine alla casa, occorre anche l’impegno forte di tutti gli studenti, nessuno escluso. Perché se siamo in fondo alle graduatorie, le responsabilità sono di tutti. Anche di coloro i quali, credendo di fare il proprio dovere di buoni studenti, si limitano solo a quello, finendo per tollerare i comportamenti di chi vuole fare scempio dell’importanza della formazione universitaria. Comportamenti di pseudo-studenti che dovrebbero finire sotto le lenti di uno stretto controllo sociale, come da tempo è sottoposta la nostra attività di docenti. E invece no, tali comportamenti sono tollerati dai colleghi. Ancora oggi ci sono studenti che si presentano totalmente impreparati agli esami, siano essi in forma scritta o con la modalità del colloquio orale. Ancora oggi ci sono studenti che “tentano” gli esami, anziché prepararsi ad affrontarli, disturbando chi invece sta cercando di fare bene il proprio dovere di allievo universitario. Ancora oggi ci sono studenti che, in barba alle fondamentali regole del diritto, elemosinano improponibili “sanatorie” perché non rispettano scadenze e termini per la prenotazione agli esami, per l’avvio del tirocinio formativo e persino per il deposito della domanda di laurea, che dovrebbe precedere il momento più bello e culminante degli studi universitari. Ancora oggi ci sono studenti che raccontano a familiari ed amici mezze verità e bugie pur di giustificare i propri comportamenti che, a dire il vero, talora sono palesemente indifendibili. Ancora oggi ci sono studenti che, alla strada istituzionale della segnalazione di fatti ed episodi ai rappresentanti degli studenti, al presidente del corso o agli stessi docenti, preferiscono la scorciatoia della polemica e dell’inutile sfogo sui gruppi chiusi su Facebook. Ancora oggi ci sono studenti che, alla via della frequenza ad esercitazioni, forme di tutorato e gruppi di lavoro in Dipartimento, attività che stanno moltiplicandosi da tempo, preferiscono i percorsi brevi di costose lezioni private alle quali partecipano in massa ma soltanto in prossimità degli esami. Ancora oggi ci sono studenti che, pur manifestando un elevato grado di soddisfazione per l’attività didattica innovativa di alcuni docenti più vicini ai giovani, ne chiedono insistentemente l’indulgenza genitoriale (detta anche alloparentale) in presenza di sbrigative, superficiali e poco rispettose prove d’esami. Ancora oggi ci sono studenti che non studiano sui libri di testo, ma ricorrono a vari espedienti pur di “rendicontare” la propria partecipazione alle prove d’esami, che puntualmente poi non riescono a superare, scaricando invece ogni responsabilità sui docenti, sulla sfortuna, o sul mondo intero. Ancora oggi ci sono studenti che, quando non hanno ben compreso ciò di cui parla il docente in aula o ciò che è scritto sul libro, preferiscono non alzare la mano, non chiedere, ma criticare segretamente e mettere la testa sotto la sabbia. Ancora oggi ci sono studenti fisicamente presenti in aula, ma assenti sul piano dell’attenzione e della partecipazione, e non perchè le lezioni siano noiose. Ancora oggi ci sono studenti che, di fronte alle opportunità che offre il sistema universitario di svolgere un periodo di studio all’estero con la copertura delle borse di studio, voltano le spalle, sorridono in modo cinico, e pensano soltanto al giorno in cui, conseguendo la laurea nel nostro Dipartimento, potranno finalmente postare su FB di “essere usciti da un incubo”. Non è concepibile che, in una società nella quale si chiede a viva voce il merito, questi comportamenti poco virtuosi, tendenti a “schifiare” il luogo in cui si passano gli anni migliori della seconda giovinezza, siano considerati un esempio da imitare per quanti non vedono l’ora di uscire al più presto dal nostro sistema universitario catanese, salvo poi comportarsi rispettosi, diligenti e disciplinati quando frequenteranno altri Atenei italiani. Se oggi ci troviamo in fondo alle classifiche, la colpa è un po’ di tutti. Non solo dei docenti e nemmeno delle aule in cui i banchetti non sono pienamente funzionali o i proiettori funzionano ad intermittenza. Per cui, buone vacanze intanto. E, al rientro, ricominciamo da qui. Dalla voglia e dall’impegno di rendere bella ed ordinata tutta la casa nostra, non soltanto il salotto buono dove pochi docenti veramente innamorati del proprio lavoro, insieme a qualche centinaio di studenti più innamorati di loro, fanno l’impossibile per rendere meno brutto tutto il resto. Questo non c’è scritto e non si dice da nessuna parte, perchè le graduatorie “schiaffano” numeri e cifre ma non documentano mai parole e discorsi.

Ricevimento studenti Prof. Faraci nel mese di Agosto

RICEVIMENTO STUDENTI PROF. FARACI NEL MESE DI AGOSTO

Il Prof. Faraci informa gli studenti che il ricevimento studenti nel mese di Agosto si terrà giorno 5 e giorno 26, nel consueto orario a partire dalle 10.30. Dal mese di Settembre, il ricevimento riprenderà regolarmente nella giornata del mercoledì dalle ore 10.30. Gli studenti possono contattare sempre il docente via mail e sono invitati a consultare il sito faracididattica, la pagina facebook e il sito del Dipartimento per accertarsi di eventuali spostamenti in altre date, tempestivamente comunicati. Buona estate a tutti!

Esami di EGI, Industry Dynamics e Tecnica Industriale – Importanti comunicazioni

Il Prof. Faraci comunica che l’appello per gli insegnamenti di EGI, Industry Dynamics e Tecnica Industriale inizialmente fissato per l’8 luglio è spostato al 10 luglio, con inizio alle ore 9.00. Si comunica pure che per tutti e tre gli insegnamenti è prevista un’estensione dell’appello al 24 luglio, ore 9.00. All’atto della prenotazione sul Portale Studenti, lo studente che volesse usufruire dell’estensione dovrà aver cura di indicare “Prolungamento”, evitando così di presenziare all’appello del 10 luglio, ma presentandosi direttamente alla data convenuta.

L’Impresa teorica, reale ed eutopistica

L’IMPRESA TEORICA, REALE ED EUTOPISTICA

Esattamente una settimana fa si è svolto il Contest Day che ha concluso il ciclo di seminari professionalizzanti “Start Up Your Business – Un Vulcano di Idee”. E’ stata una gran bella festa, ha coinvolto oltre 300 persone convenute a Palazzo dei Chierici a Catania per assistere alla gara tra 13 progetti imprenditoriali predisposti da altrettanti team per oltre una cinquantina studenti partecipanti. Hanno vinto meritatamente i ragazzi di Meishi. C’è stata una risonanza mediatica straordinaria dell’evento; il team organizzatore, il sottoscritto e gli allievi partecipanti, che vivono ancora sull’onda lunga delle emozioni di quel giorno, hanno ricevuto e continuano a ricevere tuttora moltissimi complimenti; si comincia già a pensare alla nuova edizione del Contest che si svolgerà il prossimo anno, mentre con trepidazione si attendono gli esiti di un altro contest, quello di Start Up Academy, le cui attività formative volgono al termine con la programmata conclusione del 21 maggio alla Scuola Superiore di Catania.

 

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Lo straordinaria cornice di Palazzo dei Chierici a Catania, dove si è svolto il Contest Day del 23 aprile

Perché ci sono i riflettori accesi sulle start-up e sui vari contest che mettono in competizione i team? Non è forse un po’ eccessiva l’esposizione mediatica di giovani che, in fondo, non hanno ancora il pieno merito di aver fondato una loro impresa e si limitano spesso a giocare, a simulare il fare impresa attraverso le competizioni di idee e progetti imprenditoriali? E’ un po’ esagerato il grande entusiasmo intorno al mondo delle startup, dei cosiddetti startupper e delle comunità, pubbliche e private, istituzionali e formali, che vi ruotano intorno?

 

 

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Il team Meishi vincitore di Start Up Your Business: Daniele, Danila, Valentina, Giorgio e Alessandro

Da promotori ed organizzatori di iniziative del genere onestamente ci siamo posti la domanda più volte. Ignorarla non avrebbe senso, sarebbe come nascondere la testa sotto la sabbia. Porsi la domanda significa quanto meno avere un minimo di onestà intellettuale e cercare di capire se il gioco vale la candela. La posta in palio è alta: è ancora bello fare impresa?

 

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Il team organizzatore di Start Up Your Business: Alessandra, Daniele e Federica. Con loro pure Ciccio (assente il giorno del Contest)

Senza se e senza ma, la risposta è ancora SI.

Nelle aule universitarie si studia e si insegna ancora un modello di impresa teorica. L’idealtipo è l’impresa prospettata da Adriano Olivetti, socialmente responsabile, in grado di assicurare benessere e lavoro a tutti i collaboratori, innovativa, attenta al mercato e importante attore dello sviluppo economico nel territorio. Tutto funziona alla perfezione, orientamento al mercato e alla produzione si muovono in modo sincrono, senza conflitti; la strategia messa a punto da grandi leader e visionari governa le principali scelte a carattere operativo; le strutture organizzative valorizzano pienamente l’apporto qualificato delle risorse umane e la governance aziendale è partecipata.

La realtà è purtroppo ben diversa. L’impresa reale, sovente incapace persino a conseguire l’obiettivo principale della creazione di valore, oggi è sempre più ridotta ad un ammasso di carte, specie in periodi di crisi finanziarie, dei mercati e delle idee. Bollette delle utilities, cartelle esattoriali, documenti bancari, piani di rientro dai debiti, ingiunzioni di pagamento dai fornitori, cause di lavoro dai dipendenti, e naturalmente ricevute di pagamenti al fisco e alla pubblica amministrazione. Prodotti e servizi offerti alla clientela, e la tensione che li accompagna nel realizzarli, passano spesso in secondo piano. E’ spesso un’impresa eterodiretta (da banche, magistratura, pubblica amministrazione, etc..) e fatica persino ad arrivare a fine mese. Per fortuna non è sempre così, ma purtroppo è spesso così.

Non ci resta dunque che la start up, l’impresa eu-topistica, l’impresa della Speranza possibile. Un modello di impresa, molto diverso da quella tradizionale, che da quella teorica prende il meglio: la volontà di fare, la spinta all’innovazione, lo spirito di squadra e naturalmente la voglia di intraprendere, la disponibilità ad aprirsi al mondo, a lasciarsi condividere con gli altri. Certo, quando si lavora a business plan e ai documenti di accompagnamento a corredo del piano, la start up rischia di avvicinarsi molto all’impresa reale, quella delle carte e degli incartamenti. Ma, per fortuna, i giovani sono in grado di capire che quelle carte hanno valore solo se dietro ci sta un’idea che pian piano si trasforma in un progetto e che via via diventa start up e dunque impresa. Senza quelle carte, del resto, si precluderebbero molte opportunità soprattutto nel contatto con investitori e finanziatori. Il modo di fare impresa sta cambiando.

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Il rito dello shout “La corsa dei cavalli” che ha coinvolto tutti i partecipanti 

 

Ecco perché tutto l’entusiasmo che ruota intorno al mondo del fare impresa giovane non è mai eccessivo. L’impresa “eu-topistica” è quella della Speranza possibile. E la Speranza, si sa, è la prima a nascere, non solo l’ultima a morire

 

Rosario Faraci – Presidente del corso di laurea in Economia Aziendale

Seminari sul business plan (prof. Faraci)

SEMINARI SUL BUSINESS PLAN (Prof. Faraci)

I prossimi incontri si terranno nelle seguenti date:

Giovedì 7 maggio 2015, ore 15.30.
Mercoledì 13 maggio 2015, ore 17.00 (in occasione del convegno “Dall’idea al mercato” che sarà ospitato nel nostro Dipartimento, alla presenza di alcune start up del territorio)
Giovedì 14 maggio 2015, ore 15.30
Giovedì 21 maggio, ore 20.00 (alla Scuola Superiore di Catania, in occasione del Contest Day di Start Up Academy)
Venerdì 22 maggio, ore 9.00
Venerdì 22 maggio, ore 15.30

Economia e Gestione delle Imprese – Esiti prova scritta del 21 aprile

Economia e Gestione delle Imprese – Esiti della prova scritta del 21 aprile

Tutti gli studenti che hanno sostenuto la breve prova scritta del 21 Aprile 2015 con i programmi Baglieri et al., Hitt et al., Grant sono ammessi a sostenere l’orale che si terrà il 22 aprile alle ore 16.15 in un’aula del Dipartimento che verrà indicata sulla bacheca elettronica in giornata.