EGI – Lezione giorno 2 novembre e seminari di approfondimento l’8 e il 9 novembre

Il docente comunica che la lezione di giorno 2 novembre si terrà regolarmente, come da scheduling. Verrà giustificata l’assenza dei fuori sede e di quanti, nella ricorrenza della giornata di commemorazione dei defunti, non potranno partecipare. Lunedì 7 non ci sarà lezione. Nei giorni dell’8 e del 9 novembre, si terranno due seminari di approfondimento sui temi dell’analisi di settore e della business idea curati in aula dai Dott. Alessandro Basile e Dott.ssa Alessia Di Raimondo. Le lezioni, secondo il calendario programmato nello scheduling, riprenderanno il 14 novembre.

Specialistica – Seminario sul business model di Compagnia della Bellezza

Gli studenti frequentanti il corso “Dinamiche di settore e Modelli di business” sono invitati a partecipare al seminario sul business model di Compagnia della Bellezza che si terrà lunedì 31 ottobre, con inizio alle ore 14.30, nei locali di Joyà Academy in via Scuto Costarelli 26 (di fronte alle Ciminiere). Al seminario parteciperanno: Pinella Filetti (Education Manager di Joyà Academy), Maria Calabretta e Damiano Ferla (Compagnia della Bellezza) e i fondatori di Compagnia della Bellezza Salvo Filetti e Renato Gervasi.

EGI – Domande di autoverifica sul capitolo 1

Le domande di autoverifica sono tratte dal Grant.

  1. La discussione dell’evoluzione della strategia d’impresa (“Dalla pianificazione alla direzione strategica”) ha messo in luce che le caratteristiche dei piani strategici di un’azienda e il suo processo di pianificazione strategica sono fortemente influenzati dalla volatilità e dalla imprevedibilità dell’ambiente esterno. Sulla base di questa osservazione, quali differenze vi aspettereste fra i piani strategici e i processi di pianificazione strategica di Coca Cola Company e Google Inc.?
  2. Abbiamo sottolineato che la strategia di un’impresa può essere descritta sulla base delle risposte che essa fornisce a due domande: “Dove stiamo competendo?” e “Come stiamo competendo?”. Applicando queste due domande, fornite una breve descrizione della strategia di carriera di Madonna (vedi quadro 1.1. nel libro)
  3. Con riferimento ad ognuno dei “molteplici ruoli della strategia” visti in precedenza, qual è il ruolo (se ne esiste uno) della dichiarazione di strategia di Nokia riportata nel quadro 1.7 del libro?

I materiali didattici di Economia e Gestione delle Imprese

I materiali didattici del corso alla specialistica

Corso di Dinamiche di settore e modelli di business.

Le funzioni dell’impresa

Se ne discuterà domani 17 ottobre brevemente prima del caso IKEA

Tratto da S.Sciarelli, Economia e gestione dell’impresa, Cedam, Padova, 2002.

 L’impresa rappresenta una realtà complessa intorno a cui si sviluppa una rete di rapporti non solo di scambio, ma anche di collaborazione, d’informazioni, di interessi. Essa, infatti, svolge una varietà di ruoli nei confronti di chi partecipa, del mercato e dell’ambiente socioeconomico e costituisce, allo stesso tempo, una realtà sociale, giuridica, economica ed organizzativa.

Il fenomeno “impresa”, ai fini dello studio dei comportamenti imprenditoriali, presenta comunque tre profili di maggior rilievo, a ciascuno dei quali si collega un diverso ruolo. Ogni azienda può essere infatti vista come:

  • organizzazione economica
  • sistema sociale
  • struttura patrimoniale

In quanto organizzazione economica, il suo scopo è il soddisfacimento dei bisogni umani mediante la messa a frutto di risorse rinvenibili in natura in misura limitata. Si tratta della funzione economico-generale che legittima il ruolo fondamentale da essa assunto nello sviluppo della vita organizzata. Mediante l’organizzazione e il funzionamento di un apparato di imprese si generano delle maggiori utilità per la collettività nel suo complesso, in virtù del principio di divisione e specializzazione del lavoro, che rende possibile un più razionale uso delle risorse esistenti. Ogni impresa non opera solo a vantaggio della schiera, più o meno ampia, di clienti che serve, ma contribuisce a far sì che altre aziende possano dedicarsi a soddisfare altri bisogni. Un’impresa alimentare o tessile svolge una funzione che, sotto un profilo diretto, si traduce nel risolvere i problemi di nutrimento o di abbigliamento di certi consumatori; ma che, in una visione più ampia, si riflette sul piano operativo in una specializzazione dei compiti di produzione rispetto ad altre organizzazioni aziendali. In questo quadro risalta, appunto, l’insostituibile ruolo economico dell’impresa, la cui vitalità si dispiega a beneficio dell’intera società.

Un secondo aspetto, che è stato già posto in evidenza, è quello dell’impresa quale sistema sociale. Sotto questo profilo essa adempie ad una funzione, più limitata rispetto alla precedente, ma certamente non meno essenziale. L’impresa, in quanto centro di coagulazione degli sforzi di un insieme di gruppi sociali, va vista anche come distributrice della ricchezza creata, rappresentando uno strumento per il soddisfacimento delle necessità soprattutto di coloro che operano al suo interno. La vita aziendale si dipana, infatti, intorno ad una serie di rapporti di scambio, che investono non soltanto i destinatari delle produzioni allestite, ma tutte le categorie che prendono parte, direttamente o indirettamente, alle sue vicende. Per il suo funzionamento ha bisogno di forza lavoro, denaro, materie, macchinari, servizi, cioè deve rivolgersi a lavoratori, finanziatori, fornitori, ecc. per poter acquisire il complesso differenziato di risorse di cui necessita. Tenendo tuttavia presenti soprattutto i gruppi interni, è evidente che un’altra sua funzione primaria è quella di rappresentare la fonte di lavoro e di sostentamento per coloro che fanno parte della sua organizzazione.

L’impresa, infine, può essere vista quale struttura patrimoniale, ossia quale complesso di beni organizzato e retto per lo svolgimento di processi produttivi. Questo aspetto richiama due elementi impliciti nella vita di qualsiasi organismo aziendale: il capitale e la capacità imprenditoriale. Supponendo che entrambi facciano capo alla stessa persona o gruppo, l’impresa appare l’emanazione di un imprenditore, cioè di qualcuno che impegna in essa le proprie sostanze e la propria abilità professionale. Intesa, in questo senso, come intrapresa che richiede un investimento di capitale a certi coefficienti di rischio, l’azienda deve soddisfare un’altra funzione: la produzione di reddito. Sull’argomento, che assume un’importanza particolare nello sviluppo del nostro studio, è però opportuno rinviare l’esame, in modo da riprenderlo nella seconda parte del capitolo.

Una prima conclusione, che è possibile trarre da quanto si è detto, concerne la molteplicità di funzioni dell’impresa in rapporto ai differenti ruoli da essa assunti nel sistema economico-sociale. Tale conclusione dev’essere tuttavia completata accennano alla complementarità esistente fra le funzioni indicate, ciascuna delle quali è essenziale per l’espletamento delle altre e, quindi, per la continuità della stessa vita aziendale.

Un’azienda che non sia in grado di soddisfare bisogni della collettività è un’organizzazione inutile, che non risponde a finalità economiche e che non acquisisce alcuna legittimazione a sopravvivere. Così un’organizzazione che non assicuri il dovuto corrispettivo a quanti in essa operano è destinata a disgregarsi, non potendo rispettare alcuna condizione di equilibrio tra sforzi e risultati correlati al suo funzionamento. Infine, un’azienda che non è in grado di generare un profitto di gestione, non può riuscire – sotto il profilo puramente economico – ad alimentare i suoi processi di rinnovamento e sviluppo e, in tempi più o meno lunghi, vede fuggire il capitale in essa investito, attratto da più fruttuose opportunità di impiego

Queste tre funzioni, dunque, sono strettamente legate perché se l’impresa trova il suo spazio nel mercato, cioè soddisfa i bisogni dei consumatori, può remunerare i vari fattori della combinazione produttiva. Ma tra di esse intercorrono anche dei rapporti antagonistici, nel senso che il privilegiare una, comporta necessariamente una subordinazione delle altre. Difficile appare, perciò, la ricerca di un equilibrio soddisfacente e durevole, in quanto la vita dell’azienda si sviluppa mediante la composizione di tensioni o conflitti, che si creano al suo interno e nei confronti dei gruppi esterni con i quali viene in contatto

Diciamo pure che un ordine di priorità tra le funzioni indicate è formulabile, ma notiamo subito ch’esso tende a variare a seconda del punto di osservazione del fenomeno. Se, infatti, la considerazione preminente è quella dell’interesse generale, la funzione primaria è senz’altro quella di soddisfare nel miglior modo possibile i bisogni della collettività, producendo beni idonei per qualità e prezzo alle esigenze degli utilizzatori, Nel caso, invece, di una valutazione incentrata sul ruolo particolare dell’impresa come fonte di remunerazione per i partecipanti all’organizzazione, balza in evidenza la funzione di assicurare il giusto corrispettivo soprattutto alla forza lavoro. Partendo, infine, dal punto di vista imprenditoriale, la funzione più importante diviene quella di produrre un reddito

In realtà, le funzioni considerate rispondono ad interessi via via più limitati, da quelli della collettività nel suo complesso, a quelli dei partecipanti all’organizzazione e, in ultimo, a quelli del solo imprenditore, per cui, in una visione socialmente più corretta, il loro ordinamento dovrebbe seguire la scala d’interessi descritta. In proposito, però, bisogna osservare che, nei periodi di persistente crisi economica, sembra preminente la funzione dell’impresa come fonte di sostentamento per coloro che vi partecipano, poiché ad essa appaiono sovente sacrificate l’economicità e la redditività di gestione, espressioni sia pure parziali delle condizioni di efficienza sociale ed economica dell’impresa stessa. Ciò risponde all’obiettivo di evitare la disgregazione dell’organizzazione e trova anche una giustificazione morale nel fare sopportare le conseguenze della crisi a chi corre il rischio d’impresa e che, pertanto, può aspirare a concorrere soltanto in via residuale alla ripartizione della ricchezza creata.

 

La finanza in Sicilia e il futuro di Catania in due interventi del Prof.Faraci

Ieri 14 ottobre, nel corso del convegno annuale dell’Accademia Italiana di Economia Aziendale “Aziende di servizi e servizi per le aziende. La ricerca di un percorso di sviluppo sostenibile per superare la crisi”, tenutosi a Perugia nei giorni 13 e 14 ottobre, il Prof. Faraci ha presentato lo studio dal titolo “Ristrutturazioni del mercato finanziario regionale ed offerta di risorse per l’innovazione e la competitività delle imprese. Alternative di riposizionamento dell’IRFIS in Sicilia” realizzato in collaborazione con il collega Sebastiano Mazzù (Università degli Studi di Catania). Oggi 15 ottobre, il Prof. Faraci parteciperà al convegno dal titolo “Catania, quale futuro? organizzato dall’Istituto Salesiano S.G.Bosco “Salette” al quale interverranno, tra gli altri, il prof. Pietro Barcellona, il dott. Pino Orlando, il prof. Giacomo Pignataro.

Il caso IKEA

Lunedì 17 l’aula di Economia e Gestione delle Imprese ospiterà il dott. Rosario Caffo, manager di IKEA. Avviamo una discussione sul caso IKEA, discutendo sulle origini dell’azienda, sulla formula commerciale utilizzata, sul successo del modello di business, sull’espansione all’estero e sulle relative criticità. Il docente interverrà nel moderare la discussione, quando necessario

In bocca al lupo per il nuovo a.a. e un invito all’Amore per lo studio

Domani 10 ottobre avranno inizio le attività didattiche dell’anno accademico 2011-2012. Nel formulare a tutti gli studenti il consueto “In bocca al lupo”, si rinnova, insieme al sollecito per un forte impegno per l’apprendimento delle discipline di insegnamento, anche un invito all’Amore per lo studio. Il discorso di Sant’Agostino, riferito all’universalità dell’Amore, può tranquillamente estendersi all’amore per lo studio che fa progredire ciascuno di noi in sapienza ed intelletto. In bocca al lupo!

Il ricevimento di mercoledì 12 ottobre

In concomitanza con l’inizio delle lezioni, il ricevimento di mercoledì 12 ottobre è sospeso. Gli studenti possono contattare il docente via email per comunicazioni urgenti (faracididattica@yahoo.it). Per tutto il I semestre, il consueto orario di ricevimento potrà subire qualche variazione ed è bene, pertanto, informarsi sempre sulla lavagna multimediale o prendere contatti con il docente via email.

Il corso di Economia e Gestione delle Imprese al via il 10 ottobre

Si comunica che le attività didattiche dell’insegnamento di Economia e Gestione delle Imprese (corso B – Prof. Faraci, cdl Economia Aziendale) avranno inizio lunedì 10 ottobre alle ore 10.00 in un’aula della Facoltà. Il calendario delle lezioni sarà presto pubblicato sul sito della Facoltà. Per informazioni sul corso, si prega di visitare il sito www.economiaegestione.it ove è pubblicato il Syllabus e sono fornite le informazioni relative ai materiali didattici (libro di testo e materiali integrativi)