Tecnica Industriale e Commerciale – esiti del prolungamento del 30 luglio

Studenti regolarmente prenotati e non presenti: 6

Studenti presenti al prolungamento: 8, di cui 1 ritiratosi durante l’esame. Gli altri approvati.

EGI – Argomenti della prova scritta (prolungamento) del 29 luglio

 

  • Analisi della differenziazione: la domanda
  • Rappresentazione  e discussione del business model canvas
  • Gestione della conoscenza
  • Rappresentazione della matrice BCG (esercizio)
  • Analisi dei concorrenti
  • Rappresentazione e limiti del modello delle cinque forze
  • Business idea: discussione su elementi e consonanza strategica
  • Catena del valore e opportunità di differenziazione
  • Strategia deliberata ed emergente
  • Gerarchia nella progettazione organizzativa
  • Tipi di relazione verticale
  • Processi di segmentazione e strumenti di analisi
  • Analisi della differenziazione: la domanda
  • Correlazione nella diversificazione
  • Pro e contro dell’integrazione verticale
  • Minaccia di nuove entrate
  • Gerarchia delle competenze
  • Definizione dei settori
  • Contributo della teoria dei giochi

presenti alla prova scritta: 11; ammessi all’orale: 5; esami approvati: 2 (pari a 18,18%)

Ricevimento del Prof. Faraci nel periodo estivo

Si comunica che il Prof. Faraci terrà regolarmente il ricevimento studenti il 31 luglio e il 7 agosto. Il ricevimento riprenderà mercoledì 21 agosto e fino all’inizio delle lezioni si terrà ogni mercoledì dalle 10.30 alle 12.30, salvo comunicazioni del docente attraverso questo sito-blog e i servizi didattici del Dipartimento. Per confermare l’appuntamento, si invitano gli studenti comunque ad inviare sempre una mail al docente, soprattutto se si tratta di studenti lavoratori e fuori-sede. L’indirizzo mail è faraci@unict.it

EGI – Prolungamento del 29 luglio ore 9.00

Elenco degli studenti ammessi al prolungamento dell’appello degli esami di Economia e Gestione delle Imprese, programmato per il 29 luglio ore 9.00

A tutti si raccomanda la lettura del post relativo agli utili suggerimenti per affrontare l’esame pubblicato il 16 febbraio scorso.

Leanza Chiara
Manzella Andrea
Massari Denise
Merito Salvatore
Migliorino Carmela
Monreale Simone
Mulè Arianna
Nocera Alberto Carlo
Paone Filadelfo
Penna Fiorella
Pistritto Sebastiano
Politi Maria Ausilia
Puglisi Luca
Raccuia Marco Andrea
Regina Antonio
Reitano Domenica Carla
Russick Sundeep
Russo Carlotta
Salanitri Francesco Piero
Scalisi Francesca
Scivoletto Dorotea
Scuderi Lorenzo
Tomarchio Salvo
Tribulato Antonio
Trupia Giorgia
Urzi Marco Noel
Sardo Giulia

 

Una nuova didattica, una nuova Università

Articolo pubblicato su La Sicilia del 16 luglio 2013 lasicilia16luglio

lasicilia16luglio

La didattica è una delle finalità primarie dell’Università, insieme alla ricerca e alla missione imprenditoriale dell’Ateneo rivolto al territorio. Lo sarà di più con l’entrata in vigore dei criteri di accreditamento, valutazione ed autovalutazione del sistema universitario (AVA). Docenti, studenti e personale tecnico-amministrativo avranno l’opportunità di vivificare la formazione universitaria e monitorarne efficacemente l’andamento nei corsi di laurea. Il finanziamento ai Dipartimenti dipenderà anche dalla qualità della didattica, cioè dalla sua piena rispondenza agli obiettivi formativi e di questi ultimi alle esigenze del mercato del lavoro. In piena sessione estiva d’esami – un vero incubo per gli studenti, un carico in più per i docenti – una riflessione sul tema può sembrare ridondante. Ma non è così. I fondamenti della professione universitaria stanno cambiando. D’ora in avanti, il docente sarà sempre più responsabile dell’intero processo formativo. Non più dunque separatezza ma integrazione fra lezioni, gestione delle attività didattiche ausiliarie e prove d’esami. Già adesso il Syllabus descrive gli obiettivi formativi, esplicita i descrittori di Dublino sulle conoscenze e abilità che lo studente conseguirà, articola il programma di studio in moduli didattici, illustra prove d’esame e criteri di valutazione. Quando il Syllabus è rispettato, il docente è nelle condizioni di integrare i diversi momenti dell’attività formativa. Ancora oggi succede per molte discipline che lo studente frequenti un ciclo di lezioni, magari non continuativamente, e dopo un po’ inizi a prepararsi per sostenere l’esame. Nel lasso di tempo, prende informazioni, contatta i docenti ed organizza in modo autonomo lo studio individuale. Non tutti gli allievi però sono capaci di presidiare queste operazioni. Provano a studiare e basta. Sovente accade poi che l’esame risulti diverso da come lo studente l’avesse immaginato e che, pertanto, la prova (specie se scritta) risulti “non superata”. Da qui iniziano tensioni psicologiche che possono anche portare all’abbandono degli studi. Preoccupandosi invece di integrare i diversi momenti della formazione, come auspica il sistema AVA, il docente assisterà lo studente nell’organizzazione dello studio individuale e l’esame costituirà la vera prova di verifica dell’apprendimento. I suoi contenuti risulteranno più allineati al Syllabus, a ciò che il docente avrà spiegato in aula, svolto durante le esercitazioni, pubblicato sul web o nelle dispense e all’assistenza didattica fornita durante il ricevimento. Non sono poche le discipline che fin d’ora organizzano verifiche in itinere dell’apprendimento dello studente durante il corso. Alcuni docenti usano efficacemente piattaforme interattive per allenare gli allievi all’esame. Altri organizzano prove di fine corso, consigliando vivamente ai frequentanti di sostenerle a conclusione delle lezioni. Non manca chi, fra i professori hi-tech, si serve pure della chat per dialogare con gli studenti a distanza. I più bravi sono capaci di tenere sotto controllo centinaia di studenti organizzando lavori di gruppo presentati poi dagli stessi allievi in aula. La batteria di strumenti didattici oggi è ampia (l’Università di Catania usa la piattaforma Studium) e se il docente se ne servisse di più potrebbe monitorare il percorso di apprendimento anche di coloro che, per motivi diversi (logistici, economici, ecc..) non possono frequentare assiduamente: studenti lavoratori, fuorisede e pendolari. L’Università viene spesso assimilata ad un esamificio per rilevare polemicamente che l’attività principale dei docenti consisterebbe nel fare esami, a scapito delle altre funzioni didattiche. Per superare definitivamente questa visione, il sistema AVA potrà dare una grossa mano d’aiuto. A condizione però che il docente sia sempre più convinto del proprio di ruolo di educatore e formatore e che lo studente non abdichi a favore di soluzioni sbrigative e senza senso la disciplina e il rigore nelle attività di apprendimento. Per entrambi è una questione di etica, non solo di doveri.

 

Rosario Faraci

Presidente del corso di laurea in Economia Aziendale

Università degli Studi di Catania