OLTRE LE CLASSIFICHE. RICOMINCIAMO DA QUI (di Rosario Faraci, presidente del corso di laurea in Economia Aziendale)

OLTRE LE CLASSIFICHE. RICOMINCIAMO DA QUI (di Rosario Faraci, presidente del corso di laurea in Economia Aziendale) pubblicato su Facebook

E’ inutile nascondersi dietro un dito. Le recenti classifiche elaborate da Il Sole 24 Ore e da Censis-Repubblica posizionano in basso, talora molto in basso, l’Università di Catania e alcuni suoi Dipartimenti, tra i quali il nostro. Lasciamo ad altre sedi di dibattito, ben più autorevoli della piazza virtuale di Facebook, il giudizio sulla veridicità e scientificità dei criteri adottati per stilare tali graduatorie che puntualmente penalizzano da tempo gli stessi Atenei. Mettiamo da parte scatto di orgoglio e difesa ad oltranza della bandiera che giovano soltanto per mantenere elevato lo spirito di appartenenza ad un Ateneo e aiutano solo a non deprimersi moralmente in piena estate. Ma, lo ribadisco, è inutile nascondersi dietro un dito. Soprattutto, quando a finire sotto le lenti di osservazione dei valutatori è la qualità dell’attività didattica, cioè il cuore pulsante della prima missione dell’Università, ovvero la formazione. Pensiamo dunque a casa nostra, ad Economia Aziendale, di cui come Presidente ho la responsabilità da diversi anni. Abbiamo portato avanti negli ultimi anni tante belle iniziative ed altre ancora ne stiamo progettando per vivificare la didattica, rendere gli studenti attivamente partecipi al processo formativo e avvicinare i giovani al mondo del lavoro, che di per sé non è privo di contraddizioni, specialmente al Sud. La stanza più bella ed in ordine di casa nostra è paradossalmente quella in cui tutto è “capovolto”: dove sono le aziende e i professionisti ad entrare in aula; dove sono i giovani ad animare le lezioni e i seminari; dove sono i docenti (alcuni, non tutti) che lavorano pure da casa pur di creare un ponte stabile di collegamento fra tutti i luoghi dove prendono forma i saperi degli allievi (la classe, la stanzetta di casa, l’aula studio, etc..). E’ l’inizio di quella “Università Capovolta” che, in altri luoghi del mondo, sta diventando pian piano il nuovo modello di formazione superiore, che non sacrifica ma anzi vivifica le tradizionali modalità di trasmissione dei saperi scientifici e pratici. Di ciò sono contento ed orgoglioso. Ma se il salotto è in ordine, tutto il resto della nostra casa è in subbuglio. Per riportarlo in ordine, occorre l’impegno di tutti, nessuno escluso. Pertanto, continuerà incessantemente l’opera di sensibilizzazione dei docenti in questa direzione. E’ stato e continua ad essere il mio impegno prioritario di Presidente del corso di laurea e lo sarà ancor di più all’interno della rinnovata Commissione Paritetica della Didattica. E’ sgradevole richiamare di continuo alcuni colleghi di lavoro a fare pienamente il proprio dovere o addirittura andare oltre il proprio dovere in alcuni casi; è sgradevole, ma va fatto e sarà fatto. Alcuni piccoli risultati sono stati raggiunti, altro rimane ancora da fare. Quello però è un compito mio, degli altri presidenti di corso e del Direttore di Dipartimento, dei colleghi docenti che mi collaborano più direttamente e degli studenti che fanno parte istituzionalmente delle rappresentanze studentesche in seno agli organi. Stiamo lavorando perché tutta la classe docente prenda consapevolezza del fatto che la prova d’esame è la “fase clou” di un percorso che inizia dall’aula, dai materiali didattici e dal costante monitoraggio dell’andamento dell’apprendimento studentesco, anche degli studenti non frequentanti e dei fuori corso. Ma per riportare ordine alla casa, occorre anche l’impegno forte di tutti gli studenti, nessuno escluso. Perché se siamo in fondo alle graduatorie, le responsabilità sono di tutti. Anche di coloro i quali, credendo di fare il proprio dovere di buoni studenti, si limitano solo a quello, finendo per tollerare i comportamenti di chi vuole fare scempio dell’importanza della formazione universitaria. Comportamenti di pseudo-studenti che dovrebbero finire sotto le lenti di uno stretto controllo sociale, come da tempo è sottoposta la nostra attività di docenti. E invece no, tali comportamenti sono tollerati dai colleghi. Ancora oggi ci sono studenti che si presentano totalmente impreparati agli esami, siano essi in forma scritta o con la modalità del colloquio orale. Ancora oggi ci sono studenti che “tentano” gli esami, anziché prepararsi ad affrontarli, disturbando chi invece sta cercando di fare bene il proprio dovere di allievo universitario. Ancora oggi ci sono studenti che, in barba alle fondamentali regole del diritto, elemosinano improponibili “sanatorie” perché non rispettano scadenze e termini per la prenotazione agli esami, per l’avvio del tirocinio formativo e persino per il deposito della domanda di laurea, che dovrebbe precedere il momento più bello e culminante degli studi universitari. Ancora oggi ci sono studenti che raccontano a familiari ed amici mezze verità e bugie pur di giustificare i propri comportamenti che, a dire il vero, talora sono palesemente indifendibili. Ancora oggi ci sono studenti che, alla strada istituzionale della segnalazione di fatti ed episodi ai rappresentanti degli studenti, al presidente del corso o agli stessi docenti, preferiscono la scorciatoia della polemica e dell’inutile sfogo sui gruppi chiusi su Facebook. Ancora oggi ci sono studenti che, alla via della frequenza ad esercitazioni, forme di tutorato e gruppi di lavoro in Dipartimento, attività che stanno moltiplicandosi da tempo, preferiscono i percorsi brevi di costose lezioni private alle quali partecipano in massa ma soltanto in prossimità degli esami. Ancora oggi ci sono studenti che, pur manifestando un elevato grado di soddisfazione per l’attività didattica innovativa di alcuni docenti più vicini ai giovani, ne chiedono insistentemente l’indulgenza genitoriale (detta anche alloparentale) in presenza di sbrigative, superficiali e poco rispettose prove d’esami. Ancora oggi ci sono studenti che non studiano sui libri di testo, ma ricorrono a vari espedienti pur di “rendicontare” la propria partecipazione alle prove d’esami, che puntualmente poi non riescono a superare, scaricando invece ogni responsabilità sui docenti, sulla sfortuna, o sul mondo intero. Ancora oggi ci sono studenti che, quando non hanno ben compreso ciò di cui parla il docente in aula o ciò che è scritto sul libro, preferiscono non alzare la mano, non chiedere, ma criticare segretamente e mettere la testa sotto la sabbia. Ancora oggi ci sono studenti fisicamente presenti in aula, ma assenti sul piano dell’attenzione e della partecipazione, e non perchè le lezioni siano noiose. Ancora oggi ci sono studenti che, di fronte alle opportunità che offre il sistema universitario di svolgere un periodo di studio all’estero con la copertura delle borse di studio, voltano le spalle, sorridono in modo cinico, e pensano soltanto al giorno in cui, conseguendo la laurea nel nostro Dipartimento, potranno finalmente postare su FB di “essere usciti da un incubo”. Non è concepibile che, in una società nella quale si chiede a viva voce il merito, questi comportamenti poco virtuosi, tendenti a “schifiare” il luogo in cui si passano gli anni migliori della seconda giovinezza, siano considerati un esempio da imitare per quanti non vedono l’ora di uscire al più presto dal nostro sistema universitario catanese, salvo poi comportarsi rispettosi, diligenti e disciplinati quando frequenteranno altri Atenei italiani. Se oggi ci troviamo in fondo alle classifiche, la colpa è un po’ di tutti. Non solo dei docenti e nemmeno delle aule in cui i banchetti non sono pienamente funzionali o i proiettori funzionano ad intermittenza. Per cui, buone vacanze intanto. E, al rientro, ricominciamo da qui. Dalla voglia e dall’impegno di rendere bella ed ordinata tutta la casa nostra, non soltanto il salotto buono dove pochi docenti veramente innamorati del proprio lavoro, insieme a qualche centinaio di studenti più innamorati di loro, fanno l’impossibile per rendere meno brutto tutto il resto. Questo non c’è scritto e non si dice da nessuna parte, perchè le graduatorie “schiaffano” numeri e cifre ma non documentano mai parole e discorsi.

Ricevimento studenti Prof. Faraci nel mese di Agosto

RICEVIMENTO STUDENTI PROF. FARACI NEL MESE DI AGOSTO

Il Prof. Faraci informa gli studenti che il ricevimento studenti nel mese di Agosto si terrà giorno 5 e giorno 26, nel consueto orario a partire dalle 10.30. Dal mese di Settembre, il ricevimento riprenderà regolarmente nella giornata del mercoledì dalle ore 10.30. Gli studenti possono contattare sempre il docente via mail e sono invitati a consultare il sito faracididattica, la pagina facebook e il sito del Dipartimento per accertarsi di eventuali spostamenti in altre date, tempestivamente comunicati. Buona estate a tutti!