Vi auguro di crescere a Pane, Amore e Libertà

Discorso di commencement del Prof. Faraci del 29/7 (sedute del mattino)

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Carissimi

oggi è la vostra festa. La celebrate insieme a parenti, amici e agli affetti più cari. Per Voi si chiude un ciclo, una fase, una parentesi. La vita è fatta di fasi che si succedono, che si aprono e si chiudono, una dietro l’altra. E’ fatta di parentesi. Dalla matematica avete imparato che dentro le parentesi si eseguono operazioni algebriche anche molto complicate, spesso a più variabili, ma poi c’è un risultato finale. E talora, per via di un fattore apicale posto al di fuori della parentesi, il risultato può crescere in modo esponenziale. Così è la vita che ci regala tante cose belle perché le abbiamo saputo e voluto ottenere.

Vi consegnerò tra poco la pergamena che attesta, con un voto, la conclusione del vostro percorso di studi. Il voto non sentenzia sulle vostre qualità umane né sulle vostre competenze. Quelle sono in continuo divenire, vi appartengono, e maturano e si fortificano strada facendo. Alcune competenze vi saranno utili nel mondo del lavoro e nella vita in generale: la leadership, il problem solving, il gioco di squadra.

La pergamena è soltanto un certificato che valuta l’andamento scolastico. Ed è anche un libro di memorie del cuore, di ricordi. Belli e meno belli di questo periodo trascorso all’Università dove avete conosciuto tanti colleghi molti dei quali sono divenuti cari amici.

Oggi è la Vostra festa. Da domani, spenti i riflettori, sarete chiamati a scegliere, se non l’avete già fatto prima. Le scelte fanno paura, ma vanno effettuate. Non possono essere postergate e rinviate sine die. Le vostre scelte riguarderanno la prosecuzione o meno degli studi; rimanere o meno a Catania; un indirizzo specialistico o generalista alla laurea magistrale; l’approccio al mondo del lavoro.

Nel compiere le scelte si cresce. Si cresce in Libertà, il più importante valore che si possa riconoscere ad un Uomo. Libertà di, libertà interiore, facoltà di scelta e conseguente responsabilità per le scelte effettuate sono le conquiste più importante di una persona. E Voi in questi anni di Università siete stati educati alla Libertà, anche quando studiare, sostenere esami, partecipare ad una prova, frequentare le lezioni vi sembravano momenti privativi della Libertà. Consentitemi di dire che rigore, sacrificio, senso del lavoro, disciplina non sono antagonisti della Libertà, ma sono complementari.

Vi auguro, come è successo a me, di crescere a pane, amore e libertà. Che sia un tozzo di pane, una focaccina o una “vastedda” da due chili, bisogna però imparare a guadagnarselo il pane. Guadagnarsi un pezzo di pane è una conquista di dignità per la persona.

Vi auguro di crescere pure nel rispetto dell’amore che non è soltanto quello degli innamoramenti, delle infatuazioni transitorie e dei fuochi d’artificio, ma è soprattutto passione vera, sacrificio, condivisione di gioie e sofferenze, rispetto degli spazi altrui. Vale così nei rapporti tra le persone, ma esiste pure amore per lo studio e per il lavoro. Date amore e vi sarà restituito amore.

Infine, quella Libertà di cui abbiamo parlato prima. Non è solo un senso di liberazione da pesi, macigni e fardelli. In effetti, andando avanti negli studi, vi siete alleggeriti pian piano di qualche peso che vi aveva causato pure ansia e stress. Ma la Libertà vera è quella interiore, quella che vi permette di vivere la vita in leggerezza, che non vuol dire superficialità, ma capacità di planare dall’alto sulle cose senza portarsi dietro inutili macigni, che spesso sono i macigni del cuore, diceva Italo Calvino.

Ed ancora una volta, come ho ricordato ieri sera ai vostri colleghi proclamati dottori, invertiamo le parole di Dante. Anziché “Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate”, con la quale probabilmente siete stati accolti a Palazzo delle Scienze quando eravate matricole, “Entrate ogni Speranza o Voi che lasciate”. Lasciate un corso di studi,  perché è finito un ciclo, e per Voi si spalancano le porte della Speranza.

Dalle nostre parti non è l’ultima a morire, ma la prima a nascere. Pertanto, con la pergamena che attesta la conclusione degli studi, riceverete pure virtualmente il certificato di battesimo della Speranza.

Congratulazioni e rallegramenti.

Entrate ogni Speranza o Voi che lasciate!

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Discorso di commencement del Prof. Faraci il 28/7 (sedute pomeridiane)

Carissimi,

i potenti e luminosi riflettori della festa sono tutti puntati addosso a Voi. E’ giusto che sia così, in questo giorno in cui celebrate insieme ai parenti, agli amici e ai vostri cari affetti la conclusione del vostro percorso di studi. Ancora qualche altro giorno di luci della ribalta e poi, inevitabilmente, spenti i riflettori, tornerete ad essere come prima, a vivere la vostra vita, a godervi il bello dei vostri anni giovani, con una certezza in più e tantissime aspettative.

La certezza di aver ottenuto quella pergamena, che tra poco vi consegnerò, che attesta il conseguimento del titolo di studio e dunque la conclusione del triennio. La certezza di avercela fatta.

E tante, tantissime aspettative più che mai legate al progetto di vita che, da stasera, da domani, sarete in grado di darvi.

Quella pergamena non significa nient’altro che la chiusura di un ciclo di studi che prelude ad un nuovo ciclo di studi, oppure ad una prima esperienza nel mondo del lavoro, o ancora ad una conferma – per alcuni di Voi – del lavoro attualmente svolto o appena iniziato.

Ma quella pergamena è tutta Vostra. Ed è come se fosse un libro di ricordi, le memorie del cuore. In quel libro ci sono gli amici di sempre, i colleghi conosciuti sui banchi e divenuti inseparabili compagni anche fuori dal Dipartimento, le nuove amicizie.

Avverto in Voi una strana sensazione quasi all’agrodolce, e cioè che alla felicità di aver concluso gli studi, si accompagna la paura di perdere queste amicizie, nate e maturate dentro l’Università.

E non sarà così se invece Voi sarete capaci di tenere per sempre queste amicizie come granelli di sabbia sul palmo della mano, socchiuso come fosse un cucchiaio. Gli amici si tengono così – ho letto da qualche parte. Ma anche gli affetti più cari. Non si possono afferrare dentro un pugno stretto, perché inevitabilmente i granelli di sabbia ad uno ad uno scivolerebbero fuori dalla mano e si perderebbero per sempre. E nemmeno a palmo aperto perché alla prima folata di vento volerebbero via. Le amicizie vere vanno riposte come granelli di sabbia sul palmo della mano socchiuso come un cucchiaio. Saranno così per sempre protette, pur rimanendo libere.

La libertà è il più grande valore che Voi giovani avete imparato a conquistare e custodire in questi anni di Università. Vi sembrerà strano che io Vi dica queste parole al Graduation Day.

Avete financo maledetto le costrizioni apparentemente subite, le rinunce più volte operate, il tempo che vi è stato sottratto ad altri impegni e a qualche divertimento solo perché Vi siete dedicati allo studio, alle prove, agli esami, alla redazione del saggio, con tutto lo stress che ne è derivato. “La libertà fa male a chi esce troppo in fretta dalla scatola. Per diventare libero fuori, dovrai prima imparare a esserlo dentro” — ha scritto Massimo Gramellini.

Invece, quella che Vi è sembrata privazione di libertà, è stata al contrario una educazione alla libertà vera, a quella “libertà di” che per la filosofia è libertà dentro e dunque piena libertà di scegliere e conseguente responsabilità delle scelte operate.

La Scuola e l’Università, costruendo intorno a Voi un metodo prima ancora che un sistema di conoscenze, Vi hanno educati al valore della libertà più autentica che però non esclude disciplina, rigore, sacrificio e costante allenamento nell’ottenere risultati. Il Sapere dà libertà; il metodo per accrescere quel Sapere ne dà tanta di più. Il compito primario di un docente è questo. Insegnare alle persone a credere in loro stesse ed accendere nei giovani il fuoco della passione per il Sapere, che è anche Saper fare e saper Essere.

Oggi si conclude per Voi un percorso di studi, ma già da stasera, da domani, sperimenterete il valore della libertà, insieme alla paura, normale, di compiere da soli una scelta.

Rimanere o partire; proseguire o fermarsi; specializzarsi o mantenere un profilo generalista; provare oggi o rinviare a domani l’approccio col mondo del lavoro.

Sono le prime scelte importanti della vita, che Vi fortificheranno facendovi diventare uomini e donne e dunque pilastri di una società in continuo cambiamento. Gli anni dell’Università, ve ne accorgerete più avanti, Vi saranno serviti anche a questo: non soltanto ad acquisire conoscenze generaliste e specialistiche, ad assicurarvi un metodo, ma anche a maturare e fortificare competenze, utili domani nel mondo del lavoro, sempre utili nella vita: la capacità di problem solving, il team building o gioco di squadra, la leadership, le capacità relazionali e quelle negoziali, la capacità di capire e provare a risolvere le criticità di una organizzazione, grande o piccola che sia.

L’Università è tutto questo, nella sua accezione di Universitas, cioè il complesso di tutte le cose, il tutto nella sua interezza.

Il futuro è un libro aperto che Vi appartiene, che sarete Voi a scrivere, pagina per pagina, con l’inchiostro indelebile delle Emozioni che provengono dal vostro cuore, e con la matita della Ragione che promana dalla testa; ma per ogni matita c’è pure una gomma, perché anche agli errori commessi è sempre possibile rimediare. Si cresce pure così. L’importante però è essere sempre se stessi, autenticamente se stessi, senza perdere tempo a mettere e a dismettere le maschere dell’apparenza una dietro l’altra.

Consentitemi di dire infine che se, accedendo al Palazzo delle Scienze la prima volta e guardando spaventati la statua della Minerva, vi è stato detto “Lasciate ogni speranza o Voi che entrate”, tocca a me dirvi, parafrasando le parole di Dante, “Entrate ogni Speranza o Voi che lasciate”.

Lasciate un corso di studi, ma si spalancano per Voi le porte della Speranza che, dalle nostre parti, è sempre la prima a nascere, mai l’ultima a morire.

Ad maiora semper e congratulazioni! 

Exam & Graduation Days, le regole di massima per laureandi ed ospiti

Exam&GraduationDays

In applicazione delle nuove “Linee guida per la prova finale dei corsi di laurea” approvate il 16/4 e il 17/12 del 2015, dalla scorsa sessione di laurea di Maggio 2016, l’esame di laurea si svolge in due tempi: l’Exam Day e il Graduation Day. Per acquisire piena padronanza delle nuove disposizioni, di norma, i laureandi sono convocati qualche giorno prima delle sedute di lauree per un “briefing”, ovvero una riunione informativa alla presenza di altri docenti e del personale tecnico-amministrativo coinvolto nell’organizzazione dei due Days. In quella riunione, vengono date importanti comunicazioni sull’organizzazione delle prove d’esami e si illustrano le regole dell’Exam e del Graduation Day, di massima riportate di seguito. Il prossimo incontro è fissato per il 20 luglio alle ore 12.00 ed è propedeutico alle sedute di luglio 2016.

EXAM DAY

Sulla base del calendario della seduta pubblicato sul sito del Dipartimento, lo studente, nel giorno e all’orario indicati, è convocato dinanzi alla Commissione degli esami di laurea, di norma strutturata in sotto-commissioni. L’esame si tiene in un’aula di Palazzo delle Scienze.

All’orario convenuto, lo studente deve presentarsi e attendere il turno in cui verrà esaminato.

L’esame di norma dura un quarto d’ora e si svolge alla presenza del relatore che ha seguito il laureando durante la stesura del saggio o, in sua assenza, da altro collega della disciplina delegato ad hoc dal Presidente del corso.

L’esame verte unicamente sui contenuti del saggio (breve bibliografico, applicativo-progettuale o prodotto, con relazione di accompagnamento, come indicato nelle nuove Linee Guida) e lo studente – presi accordi con il relatore – può portare con sé un computer o un tablet, qualora volesse mostrare agli altri esaminatori alcuni contenuti specifici del lavoro.

Dovendo coinvolgere nella discussione anche gli altri docenti esaminatori, afferenti discipline diverse, è buona prassi incominciare la discussione con una presentazione breve (di 1-2 minuti) che spieghi, ad esempio:

  • in cosa consiste il lavoro (senza entrare eccessivamente in dettaglio),
  • quale argomento specifico è stato affrontato (quindi la eventuale “research question” che lo ha ispirato),
  • dove si colloca il tema prescelto nell’ambito della letteratura,
  • perché quell’argomento è stato scelto,
  • quale metodologia è stata impiegata per redigerlo (soprattutto nel caso in cui si faccia ricorso ad analisi quantitative),
  • se nella scelta dell’argomento è stato determinante anche l’eventuale tirocinio formativo svolto o un periodo di studi o di stage trascorso all’estero.

Di norma, le risposte a tali interrogativi sono contenute nell’Introduzione al saggio.

Lo studente è invitato poi a rispondere alle domande poste dal relatore, argomentando le risposte in modo chiaro e completo.

Alla stessa maniera, è invitato a rispondere alle richieste di chiarimenti e ai quesiti posti dagli altri docenti, anche quando – a differenza del relatore – è normale che non siano pienamente a conoscenza dei contenuti specifici del saggio.

Al termine della prova, lo studente torna al posto e attende la conclusione del turno d’esami (di norma ogni turno dura un’ora durante la quale operano simultaneamente più sottocommissioni) per conoscere il voto di laurea e controfirmare il registro degli esami di laurea.

Con l’Exam Day si chiude ufficialmente la carriera dello studente. Pertanto, anche avendo completato l’esame, non ci si può allontanare se non dopo essere stati nuovamente convocati dal Presidente della Commissione per conoscere il voto e per gli adempimenti di firma.

All’Exam Day, lo studente potrà essere accompagnato da qualche collega e qualche parente, limitatamente a pochissimi invitati, trattandosi di un esame vero e proprio che viene svolto in una delle Aule del Dipartimento dove di norma si tengono le lezioni.

Non sono ammessi fotografi durante l’Exam Day.

GRADUATION DAY

La Giornata delle Proclamazioni si svolge in più turni nell’arco di una mattina o di un pomeriggio.

Di norma per ogni turno sono proclamati 12-13 laureandi in numero pari alle toghe attualmente disponibili che, unitamente al tocco, vengono fornite dal Dipartimento.

All’orario indicato nel Calendario delle Sedute, pubblicato sul sito del Dipartimento, i candidati devono puntualmente presentarsi al Palazzo Fortuna, accedendo ad una delle aule indicate per la vestizione (la A o la B, di norma, al piano terra).

Dovranno portare con sé un documento di identità, da consegnare al personale, all’atto della vestizione; inoltre, dovranno portare con sé la copia del saggio finale discusso in occasione dell’Exam Day.

Completata la vestizione ed incontrato il Presidente della Commissione per un rapidissimo briefing, il gruppo dei laureandi, in fila indiana, procede verso l’Aula Magna di Palazzo Fortuna dove sono già stati fatti sistemare e sedere parenti ed amici invitati (per ciascun laureando, in numero non superiore a 25, con la consegna di un talloncino di invito che i laureandi riceveranno all’Exam Day).

Sulle note dell’Inno Universitario Internazionale “Gaudemus Igitur”, i laureandi sfilano ad un ad uno lungo il corridoio centrale dell’Aula Magna dove, nelle vicinanze del palco, ad attenderli c’è il Presidente del corso, o in sua vece il Presidente della Seduta, che li fa poi disporre in modo ordinato nei posti della prima fila, appositamente loro riservata.

Completata l’accoglienza, il Cerimoniere invita tutti i presenti (docenti, laureandi ed ospiti) ad alzarsi in piedi per ascoltare l'”Inno di Mameli” che potrà essere cantato da tutti (conoscendone ovviamente le parole del testo).

Al termine dell’Inno, il Cerimoniere invita il Presidente del corso, o in sua vece il Presidente della Seduta, a tenere il Discorso di Commencement a nome del corpo docente. Clicca qui per leggere il discorso tenuto dal Prof. Faraci in occasione del primo turno di sedute del Graduation Day il 24 maggio

Successivamente invita un Rappresentante dei Laureandi di quel turno d’esami (selezionato nei giorni precedenti dal Presidente del Corso secondo criteri di merito e di età) a tenere il Discorso di Commencement a nome degli studenti.

A conclusione di questi brevi discorsi, e di altri qualora fossero presenti ospiti istituzionali (come il Rettore o il Direttore del Dipartimento), di durata non superiore a cinque minuti, il Cerimoniere invita il Presidente a chiamare ad uno ad uno sul palco i laureandi per la Proclamazione.

Il Rito della Proclamazione è breve e prevede la lettura del titolo del saggio preparato dal laureando e la declamazione pubblica del voto di laurea e del titolo di studio appena conseguito.

Ove rese disponibili in tempo da parte degli uffici centrali di Segreteria, le pergamene ufficiali di laurea saranno consegnate dal Presidente ai neo-laureati che controfirmeranno un foglio per ricevuta.

A conclusione delle proclamazioni, tutti i neo laureati e i docenti presenti in Commissione sono invitati per la consueta foto di rito sul palco e per il lancio del “tocco” in aria.

Successivamente, sempre procedendo in fila indiana lungo il corridoio centrale dell’Aula Magna, i neo laureati si avvieranno all’uscita, accompagnati sulle note dell’Inno alla Gioia dell’Unione Europea.

Al Graduation Day sono ammessi fotografi ed è consentito anche filmare video. Fotografi professionisti ed amatori dovranno disporsi negli appositi spazi indicati loro dal personale tecnico-amministrativo che partecipa alle sedute.

I neo laureati, conclusa la cerimonia e trattenutisi per qualche minuto all’esterno dell’Aula Magna per le foto di rito, sono invitati a consegnare le toghe, in modo da consentire l’avvio del turno successivo.

Si prega di rispettare regole di buona educazione, evitando il protrarsi di foto con le toghe, al fine di non intralciare l’organizzazione dei turni successivi di Graduation.

Alcune foto del primo Graduation Day (24.5.2016) sono disponibili sulla pagina FaraciDidattica di Facebook.