Bianco Finire. Un po’ cambiare, un po’ di più migliorarsi

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Una riflessione di fine anno condivisa con gli studenti di Economia Aziendale

[#spaccamu è l’hashtag che è diventato il tormentone di molti studenti di Economia Aziendale per quest’anno. Scriverlo sulla neve ghiacciata questa mattina con l’indice della mano destra, senza guanti, con temperature polari, è stato impegnativo. Quanto il fotografarlo, perché qualche lettera è saltata. Ma, alla fine, ne è valsa la pena!]

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Con una abbondante spruzzata di neve, un po’ di freddo che non dispiace, e un suggestivo spettacolo di strade, case, piazze, alberi e giardini imbiancati sta per chiudersi il 2016 mentre a Capodanno dovrebbe esserci un po’ di sole, che sia di buon auspicio per l’anno entrante.

Per il corso di laurea in Economia Aziendale il 2016 è stato un anno segnato da qualche cambiamento e da qualche tentativo di miglioramento. E’ così che va nella vita per le persone. Un po’ cambiare, un po’ di più migliorarsi. Cambiare comporta coraggio perchè è sempre una svolta rispetto a routine consolidate e ad abitudini che fanno fatica ad andar via. Ad un certo punto, cambiare va fatto “senza se” e “senza ma”. Migliorarsi implica però forza. Di volontà soprattutto, perché vuol dire alzare l’asticella ogni volta un po’ di più e, facendo leva su determinazione e competenze, provare a superare nuovi traguardi. Quello che vale per i docenti e per gli allievi come persone, si può estendere per certi versi anche all’istituzione dove gli uni e gli altri si ritrovano ad operare. Un po’ cambiare, un po’ di più migliorarsi.

Il 2016 è stato l’anno della III  edizione di Vulcano di Idee-Start Up Your Business (dove l’hastag #spaccamu è stato coniato dagli organizzatori), il ciclo di seminari professionalizzanti, nato dopo Start Up Academy, dedicato al fare nuova impresa ed organicamente inserito nel circuito di Start Cup Catania promosso dal nostro Ateneo. Non verrà più ripetuto nel 2017, perché – dopo cinque anni fra Start Up Academy e Vulcano di Idee – si è chiusa una fase e bisognerà pensarne ad una nuova. Durante l’anno ci sono stati altri cicli di seminari professionalizzanti, alcuni nuovi di zecca come quello su negoziazione e conflitti o il laboratorio Lego Serious Play; altri sono stati la riedizione di cicli precedentemente svolti, e dunque un po’ di più migliorati, come quello itinerante sull’internazionalizzazione delle imprese o ancora  la quarta edizione dello Studente Strategico, tanto per citarne alcuni. Il calendario per il 2017 è altrettanto ricco.

Il 2016 è stato l’anno della svolta, e dunque del cambiamento, nell’organizzazione degli esami di laurea, con la nuova formula dell’Exam Day e del Graduation Day che, sebbene necessiti di essere messa a punto meglio e dunque di migliorarsi, ha già riscosso ampio apprezzamento. La sperimentazione del #graduationexit è stata una novità nel tentativo di orientare meglio le scelte di laureandi e laureati su ciò che “verrà dopo” il diploma conseguito ad Economia Aziendale. Verrà ripetuta, allo stesso modo dei seminari per la redazione del saggio finale, fin quando tali iniziative saranno effettivamente utili per migliorare le capacità di discernimento e di “critical thinking” dei nostri giovani.

Allo stesso modo, l’Open Day, i corsi introduttivi, il Welcome Day, l’adesione ad “Incipit” e al progetto “Mat-Ita” promossi dall’Ateneo, i corsi per il recupero dei debiti formativi in Matematica, il laboratorio sperimentale di assistenza alla didattica costituiscono ormai un “pacchetto integrato di iniziative” per consentire alle (future) matricole di acclimatarsi fin dal primo anno ai percorsi di studio del corso di laurea, evitando di incorrere subito in rallentamenti della progressione di carriera.

Ancora, il raggio d’azione della “didattica per competenze” si è esteso in molti insegnamenti, oltre alle materie aziendali che per vocazione l’hanno sempre portata avanti. I benefici di tale didattica, ispirata alla filosofia della cosiddetta “Università Capovolta”, sono apprezzabili sicuramente nel medio termine, perché i nostri laureati hanno uno spettro più ampio di competenze chiave e trasversali; ma anche nel breve periodo sono riscontrabili sensibili miglioramenti nelle performance degli studenti agli esami di profitto.

E’ stato promosso un gruppo di iniziativa didattica su tematiche di management ambientale e un altro ne partirà presto in tema di family business. Si tratta di una nuova formula in cui, a conclusione della frequenza ad un corso e ben oltre gli esami sostenuti, docente e allievi possono rimanere in contatto per condividere comuni interessi su temi rilevanti per la ricerca, la professione, il placement nel mondo del lavoro e, per tale via, aprirsi ancora di più al mondo esterno.

Il lavoro preliminare svolto per la redazione del Rapporto di Riesame Annuale (RRA) e quello Ciclico (RRC) – i cui risultati saranno presto portati a conoscenza di tutti in una assemblea di docenti e studenti – ha permesso di appurare che, nel corso dell’anno che sta per chiudersi, la performance di molti insegnamenti è migliorata rispetto all’anno precedente. A concorrere a tale risultato, soprattutto per alcune materie c.d. scoglio, sono state determinanti iniziative quali la programmazione di tutorato e corsi di recupero, una migliore organizzazione delle prove d’esame, la revisione dei programmi, la previsione di prove in itinere. Rimane ancora molto da fare per migliorarsi. Ed è lì la vera sfida, perché ogni volta che si consolida un risultato, c’è sempre il rischio di ritrovarsi “punto e capo” per la improvvisa comparsa di nuove criticità. Migliorarsi comporta pure resilienza. Ciò vale per gli studenti che non devono mai perdere di vista l’obiettivo della laurea, a partire dall’attenzione e dallo studio che riservano ai singoli insegnamenti. Ma vale anche per i docenti. In particolare, è sul coordinamento che bisogna lavorare, perché se ne avverte l’esigenza a tutti i livelli, sia fra noi colleghi, sia a maggior ragione nella variegata popolazione studentesca del nostro corso.

Abbiamo fatto tante cose nel corso del 2016. Il nostro corso, però, continua a non brillare nella graduatoria generale nazionale dei corsi di laurea di ambito economico ed aziendale. Siamo sempre in basso. Il “ranking” è influenzato da alcuni indicatori (ad esempio, stage ed esperienze all’estero nel corso degli studi) sui quali è così immediato incidere, soprattutto nel breve termine.  Spesso, sono gli stessi studenti che rinunciano a cogliere le opportunità di stage o di una borsa Erasmus per timore di rallentare la progressione negli studi. Allo stesso modo, senza incidere sulla qualità dell’apprendimento e dell’offerta didattica, è indispensabile lavorare per migliorare i tempi medi per il conseguimento della laurea e ridurre l’elevata percentuale di studenti fuori corso sul totale degli iscritti. Occorrono, però, azioni di sistema e non iniziative isolate per incidere anche su quel versante.

Sul finire del 2016, nonostante avessi maturato più volte l’idea di chiudere la mia esperienza di Presidente del corso e passare la mano, ho accettato l’invito di molti colleghi e dei rappresentanti degli studenti di ricandidarmi alla Presidenza del corso, risultando così di fatto impegnato, dopo la rielezione, per il prossimo quadriennio.

Pur muovendoci tutti all’unisono nella stessa direzione, ci sono strade diverse per ciascun anno. Alcune segnano l’ingresso di nuovi studenti (le matricole), altre accompagnano all’uscita i laureandi, mentre tante altre strade sono percorse da tutti gli altri studenti, cioè da chi, a tempo pieno o parziale, in grande scioltezza o con qualche inevitabile rallentamento, con buon profitto o con voti medi, vede all’orizzonte, talora vicina talaltra più distante, la laurea in Economia Aziendale.  Tutti insieme però, come conviene ad una grande famiglia, #spaccamu.

Dunque, un po’ cambiare, un po’ di più migliorarsi dovrebbe essere la linea guida anche per gli anni a venire, a cominciare dal 2017. Fin d’ora lo prendiamo come auspicio augurale e ci impegniamo a condividerlo con gli altri, i nostri familiari, gli amici, le persone a noi care.

Buon 2017!

Rosario Faraci, presidente del corso di laurea in Economia Aziendale.

 

 

Iniziate a navigare il mondo con la “mappa del tesoro” che sto per consegnarvi

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Discorso di Commencement del Presidente del corso Prof. Rosario Faraci in occasione del Graduation Day del 30 ottobre 

Cari dottori,

tra poco Vi consegnerò la pergamena di laurea con la quale l’Università degli Studi di Catania attesta formalmente la conclusione del Vostro percorso di studi in Economia Aziendale. Non importa quanto tempo ci abbiate messo per ottenerla; non importa il voto con il quale avete conseguito il titolo, anche se qualcuno di Voi raggiungerà anche il massimo punteggio; non è importante se strada facendo tutto sia andato liscio e per il verso giusto oppure se ci siano stati ostacoli e criticità. Quella pergamena ha valore legale di titolo di studio.

Ma questa sera accettatela anche per il valore simbolico che essa ha. Sto per consegnarvi infatti una “mappa del tesoro”. E’ proprio così, una “mappa del tesoro”. In quella pergamena, diversa per ciascuno di Voi, ci sono lettere, numeri e simboli che dovrete decifrare per iniziare, da oggi, una navigazione intorno al mondo, alla scoperta di ciò che sarà il tesoro della Vostra vita e che ancora non conoscete. Potrà essere il Vostro lavoro; potrà essere la Vostra famiglia; potrà essere il Vostro impegno nella società civile. Potranno essere tutte e tre le cose insieme. Ancora è presto per sapere quale sarà il tesoro della Vostra vita, lo scoprirete strada facendo. E Vi renderete conto che il tesoro è il premio più alto che riceverete per quella attività in cui riuscirete meglio nel dare il massimo per servire gli altri, per essere utili e importanti agli altri, non solo per Voi stessi. Quello è il vero tesoro.

Ringrazio Cristina, una Vostra collega laureatasi con me lo scorso anno ed oggi studentessa magistrale a Milano, per avermi offerto lo spunto della mappa del tesoro. In effetti, così mi ha scritto la Vostra collega, la pergamena assomiglia molto ad una mappa del tesoro che Vi condurrà dritti allo scrigno dove è custodito il bene più prezioso per Voi. Cristina è una sognatrice concreta, come molti di Voi. E io aggiungo che dal sogno si può passare al progetto e la differenza sta in una data, nella concretezza di stabilire un obiettivo temporale. E’ vero, noi in questi anni Vi abbiamo insegnato che occorre programmare tutte le attività, ma non sempre tutti gli obiettivi sono chiari e ben definiti all’inizio e non tutto si può pianificare nella vita. Però occorre un metodo, quello sì. Un metodo per raggiungere uno scopo entro un certo orizzonte temporale.

Già, il tempo. Avete lottato contro il tempo in questi anni di Università, ma il tempo vi è stato anche amico ed alleato, non solo un nemico. E sarà così nella vita. Ho riletto questo pomeriggio una delle sei “Lezioni americane” di Italo Calvino, quelle che avrebbe dovuto tenere ad Harvard nel 1985 se non fosse morto in quello stesso anno. Una delle lezioni è dedicata al tempo, all’importanza e al valore del tempo, alla frenesia di correre per accelerare il tempo, quando invece è più determinante nella vita la “velocità mentale” con la quale invece navigare il tempo. Perchè certe volte bisogna attendere e non c’è altro da fare; altre volte, invece, bisogna risparmiare tempo per poi guadagnare “tempo da perdere”, nell’ozio creativo di una lettura, nella contemplazione della Natura, o in tutto il tempo che si ricava a beneficio dei propri cari e dei propri affetti che ovviamente non è tempo perso. Vi abbiamo insegnato in questi anni i concetti di economie di scala, di apprendimento, di scopo, etc…Abbiamo dimenticato forse di dirVi che ci sono pure le “economie di tempo”, risparmiarlo prima per poi spenderlo dopo nelle cose che piacciono  e appagano. Festina leste, affrettati lentamente dicevano i Latini. E anche questo è un auspicio che rivolgo a Voi.

Dunque, la mappa del tesoro. Ve la consegnerò tra pochi minuti e comincerà per Voi il gioco più divertente della Vostra vita. Al tesoro ci arriverete tutti, state tranquilli. Ma dipenderà da Voi. Prendetela come un gioco, perchè è anche vero che col gioco si apprende. E fate le cose serie nella vita, ma senza prendervi troppo sul serio. Questo è il segreto per essere vincenti.

Inizierà un viaggio con quella mappa in mano e potrete scriverci pure sopra. Sì, potrete prendere pure appunti di viaggio. Scriverete ovviamente con l’inchiostro del cuore e con gli occhi dell’intelligenza, perchè il futuro si scrive e non si attende a braccia conserte o, se si deve attendere per cause di forza maggiore, lo si aspetta con l’atteggiamento giusto e alimentandosi del valore della speranza.

Navigherete da un isolotto all’altro. Il primo isolotto che conoscerete sarà quello della paura, della delusione, dei rimpianti e delle occasioni perdute. Toccherà a Voi decidere se fermarVi subito lì ed iniziare solo a rimuginare oppure salpare nuovamente ed andare avanti verso altre isole. Anche perchè, cari dottori, sia beninteso. Nella vita, e lo avete già sperimentato durante i Vostri anni di studio, la paura convive con il coraggio e viceversa. Le delusioni ci sono, si provocano agli altri, si hanno pure verso se stessi. Può capitare, l’importante è non alzare troppo l’asticella delle aspettative proprio per evitare inutili sconforti. E poi ci stanno i rimpianti e le occasioni perdute. Nascono spesso poichè si è avuta la presunzione di indugiare troppo, senza far nulla, nel tentativo di dare risposta a domande impossibili come “perchè”, “se” e “ma” che spesso nella vita non conoscono soluzioni immediate. Dunque, questo è il primo isolotto. Siete voi artefici del vostro destino e deciderete se fermarvi subito qui o andare avanti. Se proseguirete, significa che Vi siete posti la domanda giusta cioè “come”. Come andare avanti.

Ci sarà poi un’altra isola. Quella della felicità, della gioia, dell’entusiasmo, i sentimenti che state provando in questo pomeriggio di festa in cui tali emozioni forti sono condivise con quelli dei Vostri cari. Sono approdi temporanei però e bisogna salpare di nuovo per andare avanti. Spetterà ancora una volta a Voi prendere questa decisione, anche perchè sarebbe un po’ anomalo fare di queste emozioni passeggere uno stile di vita di tutti i comportamenti. La vita va presa con leggerezza, ricorda ancora una volta Italo Calvino in una delle Lezioni americane, ma la leggerezza non è superficialità. E’ capacità di planare dall’alto sulle cose senza portarsi addosso inutili macigni. Quelli del cuore.

Ancora un altro isolotto incontrerete andando avanti. Quello dell’appagamento, della tranquillità, della pace interiore, e della pace dei sensi. E’ la logica del “satisficing” per gli economisti. Può darsi che deciderete di approdare per sempre qui. Oppure, come diceva Steve Jobs uno dei più grandi visionari del XXI secolo, “sarete affamati e sarete folli” e vorrete ancora andare avanti per aprire quello scrigno che custodirà il tesoro vero che state cercando. E quello sarà il premio, la ricompensa più alta che vi spetterà. Un po’ come successe a Napoleone e che Alessandro Manzoni rievoca in modo sublime nell’Ode Il Cinque Maggio: “La procellosa e trepida/Gioia d’un gran disegno,/L’ansia d’un cor che indocile/Serve, pensando al regno;/E il giunge, e tiene un premio/Ch’era follia sperar”. Il premio per Voi sarà quel tesoro!

Tutto dipenderà da Voi d’ora in avanti, cari dottori. Vi auguro di compiere questi passi sempre in salute, freschezza mentale e con il supporto delle persone a Voi più cari. Adesso capite perchè anche, se siete diventati dottori, parenti amici e genitori continueranno a chiamarVi “tesoro”, perchè in fondo siete il loro tesoro. E se ci tenete proprio al titolo fatevi chiamare da stasera Dottor Tesoro

Auguri e ad maiora semper!