Usate la Bussola d’Amore per orientarvi nelle decisioni importanti della vita

Discorso di commencement del Presidente del corso di laurea al Graduation Day del 25 luglio 2017

Cari Dottori

mi congratulo con Voi per aver conseguito l’ambito traguardo della laurea in Economia Aziendale che questo pomeriggio festeggiamo, insieme ai Vostri cari, al Graduation Day. Mi auguro che di questi anni trascorsi in questo Dipartimento rimarrà in voi indelebile il ricordo di un periodo bello della vostra vita dove, insieme a tante conoscenze ed abilità, avete appreso pure competenze e avete fatto l’esperienza di incontrare nuove persone con le quali, non è escluso, percorrerete ancora altri sentieri lungo la strada maestra della crescita umana e professionale. Estendo gli auguri naturalmente anche ai genitori, ai nonni, ai parenti e agli amici dei neolaureati per il loro continuo supporto affettivo e materiale assicurato durante gli anni di studio dei loro ragazzi.

Questo pomeriggio vorrei parlarvi di cambiamento, un tema che è connaturato alla vostra indole di giovani che vivono questo tempo con sentimenti contraddittori, dalla rabbia all’entusiasmo, dal desiderio di riscatto alla voglia di fare, dalla sfiducia alla speranza. E, purtroppo, non Vi capita sempre di vivere questi tempi di auspicabile cambiamento da protagonisti perché, per un motivo o per un altro, la società non sempre Vi consente di esprimervi pienamente. E questo è un po’ delittuoso, consentitemi di dirlo, per una società moderna e democratica, come l’Italia, che rimane ancora tra i paesi occidentali più sviluppati, però stranamente dà poco spazio ai giovani.

Però sono tempi di cambiamento, cari ragazzi, e dovete viverli con l’atteggiamento giusto, carichi di una rinnovata speranza e di una inesauribile fiducia, desiderosi di fare e di agire perché adesso è il momento di tradurre in azione il sapere che avete appreso durante il periodo degli studi. Sapere in azione. E’ questo che vuole il mondo del lavoro.

Idealmente, vorrei regalare a ciascuno di Voi questa bussola. Io l’ho chiamata Bussola d’Amore. Ho chiesto alcuni fa ad una giovane artista siciliana, Manuela Privitera, che mi rappresentasse in un dipinto quella che era la mia idea di uno strumento che noi tutti possediamo e che non è solo il lume della ragione né tantomeno la sola passione che viene dal cuore. L’ha rappresentata mirabilmente nel modo che tutti Voi potete vedere. E io l’ho chiamata Bussola d’Amore.

La Bussola d’Amore è lo strumento per eccellenza del Cuore Pensante o, se volete, dell’Intelligenza Emotiva. Ci serve per orientare i nostri passi in tempi di cambiamento; ci serve per avere una guida nelle decisioni importanti che dobbiamo prendere nella vita; ci serve per trovare coraggio che, se è vero che l’altra faccia della paura, è anche l’unico aggio che dobbiamo pagare al Cuore. Cor-aggio. Il suo prefisso è cor, che in latino vuol dire Cuore.

Fateci caso, anche quando in questi anni avete dovuto prendere una decisione importante, avete usato questa Bussola d’Amore, realizzando una mirabile sintesi, quasi chimica, fra la freddezza della mente e la calda passione del cuore. L’avete usata quando qualcosa vi ha spinto ad accettare un voto d’esame, anche se non rientrava nelle vostre aspettative, perché sapevate che in palio c’era una posta più alta in avanti, che è quella che oggi festeggiate con la laurea. E’ la Bussola d’Amore che vi ha spinto ad abbracciare qualche esperienza nuova, ad intraprendere coraggiosamente qualche strada mai battuta prima, ad avvicinarvi a qualcuno, fosse un collega o un docente, che non conoscevate prima e di cui avete cominciato a fidarvi. Era sesto senso? Intuito? Una bella botta di fortuna?

No, ragazzi, in quei casi vi ha aiutato la Bussola d’Amore. Che è una bussola e dunque uno strumento per la navigazione nella vita. E che conduce all’Amore, il sentimento più nobile che una persona possa provare, anche quando è amore per lo studio, per il lavoro e per il sapere, non soltanto amore verso le persone. Amore che è sinonimo di Libertà e di Responsabilità. Considerando anche la Vostra giovane età, non cessate mai di innamorarvi e di amare. E amate lo studio, perché studiare deriva dal latino studére che ha tante sfumature di significato. Non significa solo dedicarsi allo studio, ma anche prendersi cura di qualcuno o di qualcosa, aspirare a, tendere verso.

Vi auguro, dunque, per il futuro, di continuare ad usarla questa Bussola anche per le scelte a venire che sarete chiamati a compiere, se rimanere a Catania o partire, se proseguire gli studi o meno, se fare la specialistica o un master, se avvicinarvi subito al mondo del lavoro o aspettare ancora un po’, se accettare una proposta di lavoro o rifiutarne qualche altra che non è congeniale alle vostre naturali inclinazioni, se allontanarvi dalla famiglia per crescere professionalmente o fare esattamente il contrario.

La Bussola d’Amore è anche il titolo di una mia poesia inedita di qualche anno fa. Vi dedico anche questi pochi versi, contenuti al suo interno.

La Bussola d’Amore mai si guasta

Usala bene e vedi che ti basta

Il suo congegno interno forte resta

anche se fuori c’è una tempesta

Libero di girare al suo interno

l’ago della Bussola su d’un perno

alla fine si allinea alla Speranza

ed alla direzione dà costanza

Funziona la Fiducia da sestante

è un oggetto a parte, ma importante

con la Bussola aiuta il navigante

ad affrontare quello che è cangiante!

Bussola d’Amore, sei gran strumento!

supporto per ogni discernimento

e se si infuria pure il Cambiamento

lasciati usare come Sentimento.

Auguri, cari dottori. Rallegramenti e “ad maiora semper”

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Vi auguro, cari ragazzi, di librarvi in alto come fa l’aquila

Il  discorso di commencement del Presidente del corso di laurea al Graduation Day del 24 luglio 2017

Cari dottori

Vi formulo i migliori auspici per il traguardo appena conseguito qualche giorno fa e che festeggiamo oggi con il Graduation Day. Avete completato gli studi e siete dottori in Economia Aziendale. E’ questo un punto di arrivo, ma anche un punto di partenza per i progetti a venire che avete in mente, nello studio, nel lavoro e nella vita personale ed affettiva.

Mi auguro che di questi anni trascorsi all’Università sia rimasto il ricordo indelebile di aver sperimentato la bellezza di una molteplicità di ambienti di apprendimento del vostro sapere.  Non un unico ambiente come a Scuola, al Liceo; ma una pluralità di contesti di apprendimento.

Quali sono stati questi molteplici ambienti di apprendimento?

Le aule dove si sono svolte le lezioni e avete interagito con i docenti e i colleghi; l’aula studio per chi ha avuto modo di frequentarla assiduamente e non occasionalmente; i luoghi delle aziende e delle organizzazioni dove sono state ospitate molte attività seminariali e a contenuti professionalizzanti, unitamente agli stage e alle visite aziendali; le aule delle Università straniere, per chi ha praticato l’esperienza Erasmus; gli altri spazi dell’Università di Catania dove vi è stata data la possibilità di incontrare altre persone e colleghi di altri Dipartimenti; e persino, per i fuori sede, la città di Catania, la bella città di Catania, dove magari l’apprendimento ha interessato altri saperi che sono importanti aspetti della vita ordinaria e quella giovanile. Questi sono i luoghi dove è maturato l’apprendimento del vostro sapere, e questo sapere comunque avete dimostrato di possederlo se è vero che, esame dopo esame, siete arrivati fin qui oggi.

Vi auguro per il Vostro futuro, a partire da già da domani, di tradurre subito il sapere in azione. E’ questo che vuole il mondo del lavoro, che sappiate dimostrare di possedere competenze, oltre alle conoscenze e alle abilità che avete acquisito sui libri, durante le lezioni, ai seminari e alle esercitazioni. Un sapere in azione che progressivamente vi renda cittadini del mondo, responsabili, aperti al confronto con gli altri, disponibili a collaborare con i colleghi, capaci di individuare i problemi, codificarli e definirli, e poi provare a risolverli. Il mondo dell’Education, Scuola ed Università, ormai da diversi anni ribadisce l’importanza delle competenze chiave di apprendimento permanente e delle competenze chiave di cittadinanza. Cominciate fin da adesso a mettere nel salvadanaio personale quante più competenze fra quelle che l’Unione Europea considera importanti per il mondo del lavoro e preparatevi con serenità a vivere il vostro futuro.

Allo stesso modo, Vi invito a non fermarvi mai, e a continuare sempre ad avere la voglia di studiare quando sarete parte integrante del mondo del lavoro. Studiare è un verbo che etimologicamente viene dal latino studère. Non significa solo dedicarsi allo studio. Significa soprattutto applicarsi a, occuparsi di, tendere a, desiderare. Persino aspirare a, nonchè essere ben disposto verso. Fino a prova contraria, non c’è essere umano che non sia tendenzialmente “studente a vita” secondo questa accezione.

Dunque, studiate. Innamoratevi sempre del sapere e sappiate tradurlo in azione. Gli anni che avete speso all’Università e quelli che continuerete a spendere nel contesto universitario, se proseguirete con gli studi alla magistrale, vi serviranno prevalentemente a questo.  Ad aver imparato un metodo con cui tradurre il sapere in azione; ad aver imparato un modo diverso di innamorarvi, cioè non solo l’amore verso le persone, ma anche la passione verso lo studio, in quell’accezione che di studio ho dato prima. Tensione verso, aspirazione a, prendersi cura.

In questi anni, avete incontrato professori e colleghi; alcuni non vi capiterà di rivederli mai più; altri forse. Con alcuni colleghi, invece, vi ritroverete per sempre, perché il bello del periodo universitario è anche questo: fare nuove conoscenze, nuove amicizie, che diventeranno negli anni punti fermi della vostra vita. Anche quando avrete una vostra famiglia.

Ringrazio i genitori per averci affidato i loro figli durante uno dei momenti più controversi della loro crescita. Speriamo di averli fatto crescere in sapienza e intelletto, come era nei vostri desideri; ve li restituiamo oggi sicuramente più maturi, perché l’Università non è tutta rose e fiori, e i vostri ragazzi lo sanno, perché anche l’Università, come tante altre istituzioni che sono pilastri fondamentali della società, non è priva di contraddizioni al suo interno. E dunque, anche in mezzo a queste difficoltà, i vostri ragazzi sono cresciuti e maturati. E adesso sono pronti per spiccare il volo.

Già il volo. Vi auguro, cari ragazzi, di librarvi in alto come fa l’aquila. Man mano che sale in alto, l’aquila vede territori nuovi nell’ambiente circostante e riesce perfino a vedere l’esistenza di un ecosistema dove, in mezzo a tante apparenti contraddizioni, c’è armonia e bellezza. Un’aquila può arrivare in alto, molto in alto, ma ha sempre uno sguardo attento, fino al particolare, per scorgere ciò che succede a terra. E quando è pronta, si catapulta velocemente sull’obiettivo che si trova più in basso. Augurarvi di volare come un’aquila equivale ad auspicarvi di avere sempre una visione di insieme capace di andare oltre il particolare.

E vi auguro di volare leggeri, con quella leggerezza che Italo Calvino definiva non come sinonimo di superficialità, ma capacità di planare dall’alto senza avere macigni sul cuore. Volando così leggeri, senza inutili macigni che chiudono le porte al cuore, scoprirete ancora di più il bello dell’amore. Quello con la A al maiuscolo, Amore cioè che vuol dire libertà e responsabilità.

Auguri “duttureddi” e ad maiora semper!

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