Seminario 11 gennaio 2018 ore 15,30 sull’elaborato di prova finale

ELABORATO DI PROVA FINALE
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Prima di partecipare al seminario di giorno 11 gennaio, ascoltare l’audiovideo al seguente link

La laurea è il tratto di strada che vi siete appena lasciati alle spalle. Adesso “inchinatevi” alle domande acute e intelligenti

Il Discorso di Commencement del Prof. Rosario Faraci al Graduation Day dell’11/12/2017

Gentili Ospiti, cari Dottori

Buonasera. Congratulazioni ai neo laureati per il traguardo conseguito e rallegramenti a tutti, ai parenti dei ragazzi, per averli supportati e sostenuti in questi anni di studio

Vorrei formularVi i consueti auspici augurali di buona vita. Ma sono consapevole che, per quanto sentiti da parte mia, sono molto banali e apparirebbero sbrigativi.

E dunque Vi dico qualcos’altro che trae lo spunto da un racconto di Jostein Gaarder, uno scrittore norvegese divenuto famoso col suo romanzo filosofico Il Mondo di Sofia. In un altro libro, dal titolo C’è nessuno, racconta la storia di un incontro fra un ragazzo e un alieno che, per quanto provenienti da pianeti diversi, si assomigliano in molti aspetti e, soprattutto, scoprono che i cinque sensi sono ugualmente importanti per gli umani che per gli alieni

Ebbene, ad un certo punto, Joakim, il ragazzo umano, rivolge una domanda a Mika, l’alieno e questi si inchina. E continua ad inchinarsi, ogni volta che gli viene rivolta una domanda. Poco dopo spiega il perché. L’inchino è un gesto importante, di rispetto, e un atto del piegarsi. Non vale piegarsi per una risposta, perché una risposta è il tratto di strada che ci siamo lasciati alle spalle, dice Mika l’alieno. Invece, ad una domanda, specie se acuta ed intelligente, ci si inchina.

Inchino alla domanda, dunque, cari ragazzi. La laurea è il tratto di strada che vi siete appena lasciati alle spalle. Stasera la festeggiamo e nel modo più bello. Ma da domani inchino alla domanda, perché il futuro che sarete chiamati a scrivere sarà pieno di domande e rivolgete a Voi stesse quelle più acute, più intelligenti. Ad esempio, chiedetevi sempre il come e il quando delle cose che, nella ricerca di soluzioni ai problemi, sono domande più acute del perché e del se che spesso evocano solo rimpianti, occasioni perdute, o non hanno risposta. Chiedetevi dove vi vedrete da qui a cinque, o dieci anni, perché il futuro Vostro dipenderà dai passi che inizierete a percorrere da domani e da quelli che avete già compiuto in questi anni di Università che Vi hanno segnato come persone e che Vi hanno insegnato tante cose, nel bene e nel male.

C’è un altro passo del libro di Gaarder che merita di essere ricordato. E’ quando Mika dice a Joakim che bisogna viaggiare e sognare, ma la differenza è che viaggiando ci si muove per il mondo, mentre sognando ci si muove dentro il mondo. Vi auguro di fare l’uno e l’altro, di viaggiare e sognare, perché è così che si allargano gli orizzonti e in nuovi spazi trovano collocazione le nuove, acute, intelligenti domande che sarete capaci di porVi.

Non Vi auguro altro stasera. Domandate e domandatevi. Dice Alessandro Baricco, un altro scrittore vivente, questa volta italiano:  “Accadono cose che sono come domande. Passa un minuto, oppure anni, e poi la vita risponde”. Gli fa eco Charlie Brown, il personaggio principale della striscia a fumetti Peanuts, di Charles M. Schulz. Dice Charlie Brown “Quando pensi di avere tutte le risposte, la vita ti cambia tutte le domande”

Ancora auguri e ad maiora semper!

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