L’Università è l’opportunità di imparare a stare in equilibrio


Il discorso del dottor Andrea Favazza al Graduation Day di giorno 7/3/2018

Cari professori, colleghi, amici e familiari, buonasera.

Quando nei giorni passati mi è stato comunicato che avrei avuto l’onore e l’onere di parlare in nome di tutti i miei colleghi, il mio pensiero è subito corso al mio personale cammino nell’intento di scovare qualcosa che potesse accomunare ogni studente universitario.

Nel rievocare la moltitudine di sguardi incrociati in questi anni, ho preso coscienza di quanto fosse difficile individuare qualcosa che ci potesse accomunare, essendo tutti diversi, speciali ed unici.

Ho incontrato uomini e donne mossi dal desiderio di diventare bravi professionisti, altri motivati dalla convinzione che senza una laurea non si è nessuno. Ho osservato uomini e donne spinti da una sincera curiosità, altri semplicemente sollecitati dal mondo intorno. Ho conosciuto uomini e donne intraprendere il percorso universitario per assecondare il desiderio della propria famiglia, altri per realizzare i propri sogni, realizzare se stessi. Mi sono imbattuto in uomini e donne che camminavano soli, altri che ridevano insieme. Ho visto uomini e donne superare ostacoli e difficoltà, altri cadere.

Insomma, dentro queste mura di gente ne è passata, ne passa e continuerà a passarne, e questo probabilmente è ciò che più le rende speciali. L’università non è però una sala d’aspetto affollata di gente in cui si è costretti a perdere il proprio tempo, è piuttosto il vagone di un treno su cui la gente sale per raggiungere la propria meta. E dentro questo vagone succedono le cose più straordinarie: si parla, ci si osserva e si osserva, si pazienta e si apprende.

L’università è un’opportunità o, meglio, è l’opportunità di imparare a stare in equilibrio, è l’opportunità di cercare un equilibrio – per la prima volta da soli – tra lo studio e il tempo libero, il sacrificio e il riposo, l’entusiasmo e lo scoramento, comprendendo come ogni cosa sia necessaria. Quindi grazie, grazie per questa opportunità.

Mi auguro, cari colleghi, che possiate continuare a trovare il vostro equilibrio innanzi ad ogni prova che sarete costretti ad affrontare, e che ogni valore, ricordo e insegnamento vi possa tornare utile per ottenere ciò che desiderate dalla vita.

Perdonatemi, colleghi, se non sono riuscito a carpire in un discorso ognuno dei vostri percorsi speciali, fatti degli odori e dei colori delle vostre case, dell’affetto dei vostri familiari e dei vostri amici, degli insegnamenti e dei moniti dei vostri docenti, a cui va il mio più profondo ringraziamento per aver contribuito a renderci quello che siamo e averci permesso di esserlo. Grazie.

Grazie.

 

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