Lottare per quello in cui si crede e non smettere mai di sognare

Il discorso di commencement di Mauro Ardizzone al Graduation Day del 28/9

Buongiorno a tutti,

docenti della commissione, colleghi e gentili ospiti che oggi ci onorate della vostra presenza.

Oggi per me è un piacevole onere ma soprattutto un grande onore, trovarmi qui a rappresentare voi tutti, cari colleghi. Spero di farlo abbastanza bene, cercando di tralasciare gli aspetti  e le considerazioni personali e  di trasmettere invece i pensieri e le emozioni di voi tutti.

I motivi per i quali ciascuno di noi ha iniziato qualche anno fà questo cammino possono essere vari ed eterogenei ma sicuramente all’ inizio ci ha accomunato la voglia di non fermarsi, di accettare una sfida nuova, di cercare di migliorarsi attraverso lo studio e l’applicazione. Col passare del tempo e’ stato necessario mantenere l’ entusiasmo, resistere, tenere duro, superare  qualche momento di incertezza, impegnarsi tanto per quell’ esame che sembrava insuperabile. Abbiamo imparato a convivere con le piccole e grandi difficoltà: gli alloggi, gli spostamenti per seguire le lezioni, le aule che sembravano sempre troppo piccole e potremmo proseguire, ma vi assicuro che non lo farò … quel che conta e’ che alla fine , anche grazie alla collaborazione del personale del Dipartimento e dei Docenti, si e’ sempre trovata una soluzione.

Ma la cosa più importante e’ che più passava il tempo e più sentivamo che ne valeva la pena, che ciò che stavamo facendo ci appassionava e che per nulla al mondo avremmo mollato. Volevamo arrivare ad essere qui oggi, davanti a tutti voi con la consapevolezza di aver portato a termine un bel percorso e con la certezza di aver raccolto molto di più dei vari insegnamenti che ci sono stati accreditati sul portale, di essere andati oltre il Titolo che oggi ci viene conferito.

Oggi e’ il giorno nel quale ufficialmente riceviamo il riconoscimento per il nostro impegno, per i sacrifici che ognuno di noi ha sostenuto negli anni, oggi rappresenta il compimento di una parte del nostro cammino e per questo e’ giusto essere felici e soddisfatti. Ebbene sì, oggi e’ un bel giorno. Ma non e’ la fine di nulla, non e’ un arrivo, non ci si ferma.

Sicuramente festeggeremo, poi riposeremo un po’, ma non troppo, e comunque, a prescindere da quello che ognuno di noi farà domani (ci sarà chi si cimenterà nella specialistica, chi proverà a entrare subito nel mondo del lavoro e chi farà altro),  siamo sicuri che da oggi inizia una nuova parte del nostro cammino, abbiamo sicuramente qualche strumento in più rispetto a qualche anno fa, ma sappiamo bene che non mancheranno nuove sfide da accettare, strade nuove da imboccare e momenti critici da superare, la vita e’ bella finché c’e’ un sogno da realizzare, una ragione per lottare, un traguardo da raggiungere.

L’ Augurio che ci sentiamo di fare a noi stessi e a tutti voi presenti e’ di  vivere una vita bella, viva, di non adagiarsi, di non accomodarsi , di non perdere mai quella sana curiosità per il nuovo , di non abbandonare la voglia di mettersi sempre in gioco. Di lottare per quello in cui si crede e che ci fa stare bene. Di non smettere di sognare.

Di continuare a vedere opportunità nei cambiamenti e a trarre insegnamenti anche e soprattutto dagli errori.

Ci auguriamo di continuare a  curare gli affetti, i rapporti interpersonali, di essere riconoscenti verso coloro che ci tendono la mano, e di tenderla verso chi ne abbia bisogno.

Eh si ,oltre alla parte di Conoscenza acquisita, agli insegnamenti specifici, crediamo e  ci piace pensare che dell’ Università resti anche questo. Che  l’Università e una Laurea servano anche a questo.

Ed  è per ciò che non finiremo mai di ringraziare le nostre famiglie, i nostri genitori,  i nostri compagni e compagne di vita, personalmente , concedetemelo, io ringrazio anche i miei due figli, e poi gli amici e tutte le persone che ci hanno sostenuto, incoraggiato e spinto a non mollare.

Doverosi, ma sinceri ringraziamenti vanno sicuramente all’ Università degli Studi di Catania e al Rettore, il Professore Francesco Basile.

Un ringraziamento meritato va al Dipartimento di Economia e Impresa, in tutte le sue componenti, grazie a tutti i docenti di ogni ordine e grado che negli anni ci hanno seguito e che tanto ci hanno trasmesso non solo in termini nozionistici, ai Professori relatori che ci hanno guidato e supportato in questa nostra ultima fatica e infine un grazie anche al personale amministrativo e delle varie segreterie e uffici per il supporto e la disponibilità mostrata in tante occasioni. Speriamo di non aver tralasciato nessuno, ma nell’ eventualità ci scusiamo fin d’ora.

Spero di essere stato almeno sopportabile , vi ringrazio di cuore per l’attenzione e vi auguro un felice proseguimento di giornata. AD MAIORA SEMPER amici miei!

L’Onore della Lealtà, della Rettitudine e della Sincerità. Auguri neo Dottori d’Onore.

Discorso di Commencement del Prof. Faraci al Graduation Day del 28/9

Cari dottori

consentitemi di esprimere sentimenti di gioia per il risultato conseguito, unitamente ai rallegramenti per questo momento di festa che accompagna la laurea appena ottenuta.

Comprendo bene il Vostro stato d’animo. Siete attraversati da un tourbillon di emozioni: felicità, euforia, soddisfazione, gratificazione; ma anche paura, sgomento, preoccupazione soprattutto per il dopo.

Conosco perfettamente questo stato d’animo perché era il medesimo di circa trent’anni fa quando mi laureai in questa Facoltà oggi Dipartimento che, nel tempo, è diventata la mia seconda casa e il luogo dove adesso lavoro.

In quel momento, subito dopo la laurea, in mezzo al rumore assordante dei festeggiamenti, mi ricavai uno spazio autonomo di pensiero e riflessione, in solitudine, per fare un patto con me stesso.

Dalla laurea in poi, dissi a me stesso, avrei dovuto fare di tutto per irrobustire e potenziare la mia onestà intellettuale, una virtù nobile che è quotidianamente sopraffatta dalla comune e banale idea di onestà. Avrei dovuto fare dell’onestà intellettuale il parametro di riferimento delle mie azioni future, senza mai mentire a me stesso.

Vedete, cari dottori, la laurea è un risultato finale che ingloba tanti risultati intermedi, conseguiti passo dopo passo a conclusione di ciascun esame. Alcuni di questi risultati sono stati ottenuti con sforzi minimi e beneficiando di qualche scorciatoia; altri sono stati inadeguati rispetto agli sforzi e all’impegno profusi; altri ancora hanno registrato piena concordanza fra livello di performance e impegno. La laurea, mettiamola così, sana tutto.

Ma d’ora in avanti, non potrete mentire più a Voi stessi. E’ una questione di maturità e di responsabilità. L’onestà intellettuale, che in parte si apprende dai genitori per esempio in altra parte si sviluppa autonomamente nel confronto con gli altri, dovrebbe essere una virtù attiva e non passiva. Si deve essere onesti in generale, non per paura di essere scoperti e puniti come quando non si copiava all’esame scritto perché il rischio era ben più alto del rendimento; si deve essere onesti intellettualmente dentro, e non per convenienza e neppure per opportunità.

L’onestà intellettuale è una virtù, forse ormai smarrita, che diventa principio regolatore delle nostre azioni e che risponde a noi stessi innanzitutto, prima che al bisogno di approvazione delle nostre azioni da parte di altri. Cominciare a fare dell’onestà intellettuale un principio regolatore dei nostri comportamenti aiuta ad essere cittadini più responsabili e più maturi.

Siate onesti con voi stessi. Abbiate il coraggio di interrogarvi da soli sulle scelte che state per fare.

Proseguirete gli studi alla magistrale per reale convinzione di accrescere il vostro livello di conoscenze, abilità e competenze conseguibile con un titolo di studi superiore oppure perché stare due anni in più all’Università rappresenta l’alibi per postergare in avanti decisioni sul proprio futuro che potrebbero già esser prese oggi?

Andrete fuori dalla Sicilia per seguire un corso di magistrale a Torino, a Milano, a Trento o a Bologna, per avvicinarvi di più a quel mondo del lavoro che valorizza meglio le vostre capacità o perché magari l’Università fatta fuori è un’occasione per andare finalmente via di casa e avere più libertà individuale nell’organizzare la propria vita?

Comincerete a lavorare subito rinunciando agli studi della magistrale perché ne siete veramente convinti oppure per paura di affrontare altri due anni di esami, al termine dei quali comunque avreste un titolo professionale più qualificato per affrontare diversamente e con diversa prospettiva il mondo del lavoro?

E direte di esser stati costretti ad andare via della Sicilia perché è più comodo affermare che la nostra terra è ingrata verso i propri figli oppure perché avete perso il coraggio di intraprendere in Sicilia o a partire dalla Sicilia per poi guardare al mondo intero dove far conoscere la nostra sicilitudine?

Ecco, Vi invito a porVi queste domande. Non sono domande “guastafeste” perché oggi è un momento di celebrazione dei risultati raggiunti e non è mia intenzione togliere solennità a questa cerimonia e ai conseguenti festeggiamenti.

Ma sono domande che innanzitutto dovrete fare a Voi stessi e, con tutti i limiti umani che ciascuno di noi ha, sono interrogativi a cui provare ad abbozzare una risposta.

Apprezzerete, strada facendo, il gusto di essere onesti intellettualmente anche quando la vostra voce sarà fuori dal coro. L’onestà intellettuale è “l’onestà libera dal contesto“, ovvero un coacervo di atteggiamenti e comportamenti coerenti al di là di situazioni e persone; è la fedeltà ad un principio, non assoluto e magari anche sbagliato, ma pur sempre un cardine nella propria vita.

Onestà deriva dal latino honestus che a sua volta è derivato di honos, honoris, l’onore. Onestà è l’onore della lealtà, della rettitudine e della sincerità. Mi piacerebbe che, unitamente alla pergamena, io Vi consegnassi oggi il titolo di Dottori d’Onore

«Io spero di possedere sempre abbastanza fermezza e virtù per mantenere quello che considero il più invidiabile di tutti i titoli, il carattere di un onest’uomo», diceva George Washington che fu il primo Presidente degli Stati Uniti d’America.

Auguri neo Dottori d’onore, e ad maiora semper!

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