Lo studio vero è responsabile ed inclusivo, è un atto d’amore che rende liberi

Discorso di Commencement del Prof. Faraci al Graduation Day del 27 settembre 2019

Cari neo dottori in Economia Aziendale,

congratulazioni e rallegramenti per il traguardo appena conseguito. E’ giusto condividerlo con familiari, parenti ed amici in una bella festa, quale è il Graduation Day, la giornata delle proclamazioni. Siamo onorati della presenza in questo turno di proclamazioni del Magnifico Rettore dell’Università degli Studi di Catania e, in quello precedente, del Direttore del Dipartimento di Economia e Impresa.

Ho dato un’occhiata, in questi giorni, alle valutazioni dei laureati 2018 del nostro corso di Economia Aziendale sull’esperienza universitaria trascorsa. Sono dati Almalaurea, raccolti periodicamente e pubblicati annualmente, che fanno la fotografia, da un lato, della condizione occupazionale dei laureati, e dall’altro lato, del profilo dei laureati

Vi potrà sembrare strano, o forse no, ma nell’esperienza di chi si è appena laureato, il grado di soddisfazione complessiva del nostro corso è all’81,2% positivo, se sommiamo le risposte decisamente SI a quelle più SI che NO.

Se poi “spacchettiamo” questo dato, e vediamo qual è il grado di soddisfazione del rapporto con i docenti, le risposte decisamente SI e più SI che NO totalizzano il 70,4%; mentre la soddisfazione del rapporto con i colleghi studenti raggiunge, nella stessa fascia valutativa, il 91,1%.

Dunque, l’Università è e rimarrà dunque per Voi innanzitutto un’esperienza di vita, l’occasione unica e per certi versi irripetibile di conoscere persone della Vostra età, di estrazione diversa, di provenienza geografica diversa, ma accomunate a Voi dal medesimo obiettivo: raggiungere al più presto questo traguardo, conseguire la laurea, e porsi nuovi obiettivi

Voi ce l’avete fatta. Rientrate in quel 98,1% che, alla domanda se si iscriverebbe di nuovo all’Università, risponde SI. Un SI convinto, senza remore, pur sapendo che il percorso per arrivare alla laurea è pieno di ostacoli e non privo di insidie. Ma Voi ce l’avete fatta. Avete tutta la mia ammirazione o, come siete soliti dire fra Voi, la mia totale stima.

Mi tocca però, cari ragazzi, ricordarVi che, messo da parte per un attimo il titolo di studio che avete appena conseguito, non bisogna mai tralasciare nella vita l’importanza dello studio.

Lo studio è importante, fondamentale e vitale per crescere in saggezza, grazia e bellezza (interiore). Lo studio non è soltanto un’attività didattica organizzata e regolare, tanto dal lato della domanda (gli studenti) quanto dal lato dell’offerta (i docenti); ma studio è soprattutto applicazione volta all’apprendimento, è curiosità di sapere, è aspirazione ad obiettivi superiori.

“Studium” etimologicamente deriva dal latino studére, che significa proprio aspirare a qualcosa. Dunque studio come aspirazione.

Lungi dunque dal sottrarre libertà ad una persona, perché specie da ragazzo lo vincola al rispetto di orari, di scadenze e di pagine da imparare, lo studio è presupposto per la libertà. Anzi, mette addosso le ali della libertà, la libertà vera (di idee, parole ed azioni) che ci svincola dai ricorrenti pregiudizi, ci smarca dalle pericolose dipendenze, ci mette in guardia dai pozzi avvelenati della disinformazione, ci disimpegna dalle facili scorciatoie, ci rende indipendenti dalle parole a vanvera (di propaganda) dei millantatori e dei cacciatori di poltrone.

E’ sempre stato così da sempre. Lo studio rende liberi

Lo studio vero è responsabile ed inclusivo; è strumento per conseguire un titolo superiore, ma è soprattutto atto d’amore, nelle sue diverse declinazioni, e assecondando le diverse inclinazioni di una persona.

E siccome l’Amore è libertà, non schiavitù, anche lo studio è e significherà sempre libertà.

Adesso che avete conseguito un titolo di studio, e forse appresso ne conseguirete un altro, non dimenticatevi però mai dell’importanza dello studio.

Auguri e ad maiora semper!