La fiducia si accompagna a qualche buona ragione. Eppure è sempre leggermente più grande di ogni buona ragione

Discorso del Prof. Faraci al Graduation Day del 6 dicembre 2019

Cari neo dottori,

indirizzo a Voi le mie più vive felicitazioni per il traguardo raggiunto e, al contempo, auspico che il Vostro futuro sia in linea con le aspettative e i desideri che Vi portate dentro.

Vi invito a guardare il futuro – lavorativo, professionale o di studio – con più fiducia di quanta ne stia mettendo adesso la generazione degli adulti. In primis perché il futuro Vi appartiene e non Vi può essere sottratto in alcun modo; in secondo luogo, perché ciò che sarete un domani come persone è quello che sceglierete di essere fin da oggi.

Dunque, auguri di buon futuro. Auguri di buon futuro unitamente all’auspicio di rinnovare sempre l’importanza della fiducia.

La fiducia. L’avete evocata mille volte nello studio delle discipline economiche ed aziendali a proposito della spesa per investimenti a livello Paese, delle scelte strategiche delle imprese, del comportamento dei consumatori; avete provato a darle un valore numerico nelle discipline quantitative; ve la siete ritrovata quale garanzia, quale convenzione, quale istituto nelle discipline giuridiche.

La fiducia. L’avete sperimentata sulla Vostra pelle, quando Vi siete fidati di qualcuno, di un collega, di un professore, di un amico, di un familiare, di una persona cara, di un affetto importante e, talvolta, questa fiducia è stata tradita; però al netto di questi incidenti di percorso, il bilancio fiduciario è positivo. Il conto economico della fiducia non è mai in rosso. E’ la fiducia che Vi ha fatto andare avanti.

Avete capito, sempre sulla Vostra pelle, quanto importante possa essere la fiducia in se stessi che, in certi momenti, è l’unico modo per venire fuori da una situazione complicata, come quando – e Vi sarà capitato – un esame non era andato bene ed è stato necessario ripeterlo ancora una volta; una materia sembrava una montagna insormontabile da superare eppure ce l’avete fatta; oppure quando il cammino verso la laurea sembrava intralciato da mille ostacoli e, nonostante tutto, avete trovato una marcia in più.

Non potete guardare al futuro se non con gli occhi della fiducia. Non c’è nulla di certo nel futuro, lo avete sperimentato, lo avete studiato e ve ne siete resi conto per la velocità con cui taluni cambiamenti si sono manifestati ai Vostri occhi. Ma è proprio per la nebulosità dell’incertezza del futuro che servono iniezioni di fiducia.

Tanta fiducia per superare la soglia della mera speranza, e trasformarla in una speranza possibile. La fiducia si accompagna a qualche buona ragione. Eppure è sempre leggermente più grande di ogni buona ragione.

Come Presidente di questo corso di laurea, ringrazio Voi e le Vostre famiglie per aver avuto fiducia nell’istituzione universitaria in generale e verso questo Dipartimento in particolare. Non avremmo potuto portarVi fin qui se non aveste avuto fiducia alimentandola quotidianamente.

Come docente, ringrazio quanti di Voi, nelle attività didattiche ordinarie e in quelle sperimentali, hanno avuto fiducia nelle scelte, talora anche poco convenzionali, che ho potuto realizzare sperimentando il modello di Università Capovolta.

Come persona, aver ricevuto fiducia mi ha fatto crescere e, a sua volta, mi ha consentito di darla agli altri. Sappiate che anche i professori si fidano degli studenti, non vale solo il contrario.

Sentirsi addosso la fiducia degli altri non è un peso, rende più leggera la responsabilità e fa crescere, sia umanamente che professionalmente.

Fiducia che dà leggerezza. “Prendete la vita con leggerezza”, scriveva Italo Calvino nelle Lezioni Americane. “Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore”. “La leggerezza – continuava lo scrittore italiano – si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso. Paul Valéry ha detto: Si deve essere leggeri come l’uccello che vola, e non come la piuma”

La fiducia, permettetemi di dire, toglie i macigni dal cuore. E fa volare leggeri. Verso il futuro.

Auguri e ad maiora semper!