Tesi di laurea

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Clicca qui per le slides e il commento audiovisivo sul seminario dal titolo “L’elaborato di prova finale” 

****** A corredo, sono fornite le seguenti note libere redatte dal Prof. Faraci (aggiornate all’11/8/2017)

Materiali precedentemente pubblicati

Tali note libere, precipuamente concepite per i tesisti assegnati al Prof. Faraci, sono disponibili a beneficio di tutti gli studenti di tutti i corsi di laurea del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università degli Studi di Catania, al fine di disporre di un’utile scaletta di temi ed argomenti utili per presidiare le diverse fasi del lavoro di impostazione, redazione e redazione del saggio e della tesi di laurea.

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PREMESSA

L’elaborato di prova finale, per la triennale, e la tesi, per la magistrale, costituiscono un’attività complessa ed articolata rientrante nell’ambito della cosiddetta prova finale. La materia è disciplinata dalle Linee Guide sulle Prove finali riportate sul sito del Dipartimento di Economia e Impresa dell’Università di Catania.

Trattandosi di un’attività complessa ed articolata, deve essere gestita in modo razionale e programmato fin dal momento della scelta dell’insegnamento e del relatore. Ad oggi, l’elaborato e la tesi costituiscono l’unico format possibile delle prove finali; inoltre la scelta del relatore viene effettuata in modalità telematica nel rispetto di quanto previsto dal Dipartimento di Economia e Impresa e comunicato agli studenti anche attraverso il sito ufficiale che si suggerisce di consultare con regolare frequenza.

A titolo meramente esemplificativo, senza alcuna pretesa di esaustività di tipo regolamentare o normativo, si propone di seguito una ottimale articolazione delle principali fasi che, in generale, regolano la complessa attività dell’impostazione, redazione e revisione del saggio e della tesi.

FASE 1 - Assegnazione del saggio o della tesi: contatto col docente e definizione del programma di lavoro

Una volta andata a buon fine la richiesta di assegnazione effettuata telematicamente, l’esito viene comunicato ufficialmente allo studente dai Servizi Didattici del Dipartimento. E’ opportuno, pertanto, che l’assegnatario del saggio o della tesi contatti immediatamente il docente, prima via mail, per poi concordare un appuntamento durante l’orario di ricevimento. Trattandosi di una procedura telematica, può accadere infatti che docente e studente, diversamente dal passato quando la modalità di assegnazione della tesi era differente, non si siano mai incontrati prima (talora nemmeno in sede d’esame); è possibile che non vi sia stata l’occasione di una presa di conoscenza nemmeno quando, in maniera esplorativa, lo studente avesse voluto manifestare prima al professore la sua intenzione di fare richiesta di saggio o di tesi attraverso la procedura on line (sarebbe buona prassi che ciò avvenisse sempre!). Di conseguenza, una volta assegnati l’elaborato o la tesi, è importante che lo studente – durante il primo incontro – comunichi preliminarmente al docente la propria situazione accademica generale, ovvero quanti e quali insegnamenti (e relativi CFU) mancano al conseguimento della laurea, la media dei voti riportati e, discutendone col il relatore, quale sarà il periodo nel quale intensificherà gli sforzi per la redazione del lavoro, dedicandovisi a tempo pieno (ad esempio, dopo aver sostenuto tutti gli esami; ovvero, ad uno o due esami dalla fine). Tali informazioni, lungi dal voler “far pressioni psicologiche” sul docente riguardo alla sessione in cui si vorrà conseguire la laurea, sono utili ai fini della programmazione del lavoro, sia per lo studente che per il docente che di norma ha in carico altri tesisti.

FASE 2 - Attività propedeutiche all'avvio del lavoro: la comprensione del significato di tesi di laurea

Per taluni corsi di laurea (come quello in Economia Aziendale), sono previste attività formative a carattere metodologico per aiutare lo studente nell’impostazione, redazione e revisione del lavoro scientifico. Una prima attività del genere si è tenuta il 16 maggio 2013, a cura del Prof. Sac. Gaetano Zito, autore del volume Metodologia. Note per lo studio, la ricerca e la redazione del lavoro scientifico, Libreria Editrice Vaticana, 2012, di cui è disponibile qualche copia per consultazione presso lo studio del Prof. Faraci (stanza 14 III piano). Nel corso dei vari anni accademici si sono tenuti altri incontri: il 27 febbraio 2014 , il 5 giugno 2014 e il 2 marzo 2015. Taluni docenti, come lo stesso Prof. Faraci, rendono adesso (a partire da settembre 2013) tale attività obbligatoria e preliminare all’avvio del processo di impostazione e redazione del saggio o della tesi. I materiali audiovideo sono disponibili per la consultazione al seguente link.

E’ importante, infatti, comprendere pienamente il significato del lavoro di tesi come attività individuale di studio e di ricerca che viene svolta dal laureando. Inoltre, è fondamentale conoscere le logiche di impostazione di un lavoro di tesi, potendo consistere in:  

  • un lavoro compilativo o sperimentale,
  • a taglio generalista (visione panoramica, come la definisce Umberto Eco) oppure specialista (visione monografica),
  • ad indirizzo più scientifico oppure politico,
  • su argomenti di attualità oppure abbastanza consolidati in letteratura (c.d. storico-teorici), etc…

Di seguito sono forniti alcuni utili link che aiutano a comprendere meglio il significato e il valore di un lavoro scientifico (tipologia; ipotesi o domanda di ricerca; stile redazionale; selezione, lettura ed archiviazione dei materiali consultati; uso delle citazioni; etc..)- Si suggerisce la consultazione e una lettura di tali materiali.

FASE 3 - Predisposizione dell'agenda del lavoro a cura dello studente

Fin dal primo incontro col docente, si suggerisce allo studente di tenere un’agenda nella quale annotare ogni attività svolta per la redazione del saggio o della tesi. Il corso di laurea in Economia Aziendale ha fornito agli studenti una scheda-tipo (vedi link più in basso) da compilare ed aggiornare periodicamente al fine di monitorare lo stato di avanzamento del lavoro. E’ consigliato sottoporre periodicamente tale scheda al docente, in modo da informarlo sull’andamento delle attività. Accade sovente, infatti, che trascorra molto tempo fra il primo incontro, la scelta dell’argomento, la definizione di una bozza di indice del lavoro e i momenti successivi nei quali lo studente lavorerà più alacremente alla stesura del saggio o della tesi. Tutto ciò è assolutamente normale, tenuto conto del fatto che lo studente può non aver completato gli esami entro i tempi previsti o può essere andato incontro a qualunque altro fisiologico ritardo nella programmazione degli esami da sostenere e delle altre scadenze.

La compilazione dell’agenda è utile anche per tenere sotto controllo il tempo, cioè la distribuzione delle ore dedicate a ciascuna delle attività fondamentali in cui si articola il processo di impostazione e redazione del lavoro di tesi. Un tempo maggiore viene infatti dedicato alla lettura dei materiali bibliografici e alla stesura del lavoro.

FASE 4 - Articolazione vera e propria del processo di redazione della tesi

Si tratta della <<fase centrale>> dell’intero processo e pertanto è la più delicata. Pur mantenendo alcuni aspetti generali comuni a qualsiasi tipo di elaborato o di tesi (si vedano al riguardo le informazioni propedeutiche riportate prima), essa varia a seconda del contenuto specifico della disciplina prescelta e alle “prassi” utilizzate dal docente relatore di tesi.

Al Dipartimento di Economia e Impresa, infatti, le tesi possono riguardare temi di:

  • area matematico-statistica
  • area giuridica
  • area economica
  • area storico-geografico
  • area aziendale.

In ambito aziendale, i contenuti differiscono a seconda delle discipline: contabili, gestionali, organizzative, etc…

In ambito gestionale (economia e gestione delle imprese), le tesi possono riguardare argomenti di (l’elencazione non è esaustiva):

  • strategia
  • vantaggio competitivo
  • diversificazione
  • integrazione verticale
  • internazionalizzazione
  • family business
  • analisi di settore
  • produzione e logistica
  • finalità imprenditoriali
  • modelli organizzativi

A sua volta, una delle discipline specialistiche dell’economia e gestione delle imprese, cioè il marketing, può affrontare altri temi (segmentazione, targeting, posizionamento; ricerche di mercato e sistema informativo di marketing; marketing management; marketing digitale e dei social media, etc…)

Per qualsiasi dubbio, lo studente è invitato a contattare il docente-relatore, al fine di evitare equivoci e fraintendimenti. Dovendo riprendere dimestichezza e familiarità con lo scritto, dopo lungo tempo, è opportuno – anche se non sempre il docente lo richieda espressamente – che lo studente presenti la proposta di massima del lavoro in due-tre pagine, illustrando – a partire dall’ipotesi di ricerca e dalle motivazioni a trattare quell’argomento – l’articolazione del lavoro (saggio o tesi) rispetto agli obiettivi conoscitivi nonchè la metodologia che si intende impiegare. Sarebbe utile indicare poi, seppur in modo sommario, le principali fonti bibliografiche che si stanno utilizzando o di cui si intende avvalersi. In questa attività, può esser utile impiegare mappe mentali o concettuali al fine di rappresentare in modo visivo i principali temi da discutere nel lavoro.

Al riguardo può essere utile utilizzare la seguente scheda (Schema lavoro)

Per richiamare la distinzione proposta da Umberto Eco, c’è una sostanziale differenza fra saggio finale (elaborato di prova finale) e tesi magistrale:

  • il saggio finale è assimilabile ad una tesi di licenza, necessaria per ottenere il titolo accademico di dottore (nella laurea di primo livello): di norma, anche se non necessariamente, è un lavoro più compilativo;
  • la tesi magistrale, necessaria per conseguire il titolo di dottore magistrale, è più simile ad una tesi di dottorato: dunque di norma è un lavoro di ricerca (sperimentale) che richiede un tempo di elaborazione più lungo, ma anche quando dovesse risultare compilativo necessita di un investimento di tempo e risorse conoscitive (nell’acquisizione delle fonti e nella sistematizzazione dei materiali) superiore a quello richiesto per redigere un saggio della triennale.

Risulteranno pertanto differenti, tra saggio e tesi:

  • lunghezza del lavoro (di norma 35-50 pagine per il saggio, 100-150 pagine per la tesi);
  • impostazione (articolazione in capitoli, paragrafi e sotto-paragrafi)
  • analiticità dei contenuti (più approfonditi nella tesi magistrale)
  • utilizzazione delle note a piè di pagina (bibliografiche, esplicative, critiche)
  • taglio metodologico impiegato.

Nel caso della tesi magistrale, il periodo di concepimento dell’ipotesi di ricerca è più lungo e va posta maggiore attenzione alla metodologia che verrà impiegata per discutere l’ipotesi di ricerca prospettata.

Per tenere un’ordinata bibliografia, si possono consultare alcune app disponibili in Rete.

FASE 5 - Discussione dell'elaborato in seduta di laurea: la comunicazione dei risultati del lavoro svolto

Contenuti e modalità di discussione dell’elaborato (saggio o tesi) vanno sempre concordati col docente-relatore, al quale spetta formulare la proposta di voto che verrà discussa dalla Commissione d’esame.

In assenza di particolari indicazioni, si ricorda ai laureandi che la discussione orale del lavoro richiede adeguata preparazione:

  • nella lettura (più volte) del saggio o della tesi, una volta ultimati
  • nella predisposizione di una <<scaletta di argomenti>> per la presentazione (da tener bene in mente, in modo da poter riprendere sempre il filo del discorso, qualora si venisse interrotti). La scaletta può essere proposta anche in forma di mappa concettuale o di mappa mentale per individuare, in modo immediato e visivo, gli argomenti da discutere. Al limite, il laureando può portare con sè tale mappa (concettuale o mentale) in sede di discussione, unitamente al saggio o alla tesi che consegnerà al Presidente della Commissione per la lettura pubblica del titolo e del relatore.
  • nella ripetizione orale (più volte) degli argomenti che verranno affrontati in seduta di laurea.

Di norma, la discussione dell’elaborato di prova finale (alla triennale) avviene in un tempo non superiore ai 15 minuti; quella della tesi (alla magistrale) in un tempo non superiore a 10 minuti. Si consiglia, pertanto, ai laureandi di impostare la presentazione degli argomenti considerando il rispetto dei tempi come un vincolo.

In taluni casi, concordandolo col docente e solo quando ve n’è stretta necessità, il lavoro può essere presentato avvalendosi di un supporto multimediale (slides in power point). In questo caso, è fondamentale che il laureando, in preparazione dell’esame di laurea, predisponga un numero di slides compatibile al (poco) tempo a disposizione per presentarle in modo efficace, senza appesantirle nel testo e nelle figure, evitando il ricorso a caratteri illeggibili, evitando di utilizzare uno sfondo che si visualizza poco (al riguardo, è sempre conveniente, utilizzare un carattere nero su uno sfondo bianco).

A. La discussione dell’elaborato di prova finale per la triennale avviene durante l’Exam Day e si svolge nelle modalità di un esame orale, consistente nella “defense” del lavoro svolto. Il laureando può avvalersi del proprio pc o tablet per l’illustrazione di eventuali slides o per illustrare i contenuti di un prodotto (multimediale). Trattandosi di una “defense”, risponderà alle domande che gli saranno poste dagli altri componenti della sotto-commissione d’esame. La proclamazione avviene in un giorno diverso, il Graduation Day.

B. Nella discussione delle tesi magistrali, poichè in taluni casi possono presentarsi problemi di compatibilità fra il pc utilizzato a casa e quello disponibile in seduta di laurea, è sempre conveniente salvare in pdf una copia delle slides e, al limite qualora dovessero prospettarsi problemi in sede di laurea, utilizzare e proiettare la versione in pdf. Disporre anche di un “remote control” per l’avanzamento delle slides evita il fastidio di dover avvicinarsi continuamente al pc per lo scorrimento delle diapositive. In seduta di laurea, una volta che il candidato è convocato dal Presidente della Commissione e prende posto di fronte alla Commissione stessa, il docente-relatore procede alla presentazione del lavoro; subito dopo, il laureando comincia a discutere gli argomenti sui quali è invitato a riferire (un argomento specifico del lavoro; una sintesi dell’intero lavoro, nel caso del saggio; un argomento e la metodologia utilizzata per redigere il lavoro, nel caso della tesi; ecc…). Quando si avvale di slides, il candidato viene fatto alzare e, ponendosi nelle vicinanze del computer e del proiettore, procede all’illustrazione dei materiali multimediali. In generale, è buona norma osservare la Commissione, il Presidente e il docente-relatore durante la presentazione del lavoro, evitando di leggere pedissequamente il contenuto delle slides. Ove è previsto un correlatore (nella tesi magistrale), anche quest’ultimo potrà chiedere al candidato di affrontare un argomento specifico o rispondere ad una domanda.

Essendo in forma orale la discussione in seduta di laurea, è opportuno che il laureando parli in modo tranquillo, scandendo le parole, esponendo in maniera ordinata gli argomenti, preparandosi a rispondere alle domande che il relatore, il correlatore, il Presidente o altro membro della Commissione dovessero rivolgergli. A differenza degli altri esami di profitto sostenuti durante la carriera accademica, lo studente riferisce il contenuto di un lavoro proprio e non “ripete” pertanto concetti scritti da altri. E’ importante, pertanto, anche il modo con cui il laureando riesce a “difendere” la propria tesi in seduta di laurea, riportando correttamente il proprio pensiero, differenziandolo da quello di altri autori (consultati o citati per la stesura del saggio o della tesi), riferendo dati e numeri (ove fossero richiesti), illustrando le principali conclusioni cui è pervenuto il lavoro. Pur nella consapevolezza che c’è un momento di comprensibile emozione, si suggerisce al laureando di evitare un’esposizione affrettata degli argomenti, la ripetizione “a cantilena” di intere parti del lavoro, l’intercalare di espressioni e frasi segnaletiche di una forte emozione (cioè, appunto…).

Poichè la seduta è pubblica, e ad essa partecipano di norma familiari, parenti ed amici del candidato, è fondamentale concentrarsi bene sulla prova, evitando ogni distrazione tipica di una festa o cerimonia, rinviando gli eventuali momenti conviviali alla fine della proclamazione (al di fuori dei locali del Dipartimento!)

E’ consigliabile provare ad esporre a casa il contenuto della presentazione (sia orale che in power point) ad un familiare per verificare se i contenuti (quantunque tecnici) siano esposti in modo chiaro, convincente, assertivo e con un linguaggio che consenta a tutti una adeguata comprensione. Non bisogna trascurare, infatti, che in sede di laurea possono esser presenti docenti di discipline molto diverse da quella in cui è incardinata la tesi; riuscire ad  interessare tali commissari può rappresentare una interessante sfida.

Al termine della discussione, il candidato è invitato ad accomodarsi. Sarà richiamato all’atto della proclamazione, quando – di fronte al Presidente della Commissione – conoscerà l’esito della prova e gli verrà attribuito il titolo di dottore. E’ prassi, oltre che regola di buona educazione, attendere che il Presidente della Commissione porga la mano destra al laureato che, nel ricambiare, accetta in tal modo le congratulazioni della Commissione per il conseguimento del titolo. Qualora il laureato dovesse indossare la toga e il tocco, sarebbe opportuno rimuovere quest’ultimo dal capo all’atto della proclamazione, in segno di rispetto verso l’intera Commissione.

ATTEGGIAMENTO DI FONDO da mantenere durante il periodo della tesi (Profili etici)

Un saggio (alla triennale) o una tesi (alla magistrale) vanno redatti secondo le norme di carattere generale che disciplinano la prova finale e osservando le indicazioni fornite dal docente-relatore. Tutto ciò rappresenta un dovere per lo studente, cui fa da contraltare il diritto di essere assistito, consigliato e monitorato durante il processo di impostazione, redazione e revisione del lavoro di tesi. Tutto ciò non è sempre sufficiente per instaurare un buon clima nella relazione docente-studente. Entrano in gioco infatti altri elementi “immateriali”, a contenuto più etico, che è bene che lo studente conosca fin dall’inizio.

  1. Il rapporto docente-studente nel periodo di svolgimento del saggio o della tesi è largamente di natura fiduciaria. Ci sono attività, non sempre note all’una o all’altra parte, che richiedono una consistente dose di “investimento fiduciario” da entrambi i lati.
    • Si fida lo studente nel momento in cui, concordato un argomento col docente, si aspetta di ricevere tutta l’assistenza necessaria (sia via mail che di presenza al ricevimento) per portare a compimento le attività richieste per la impostazione e redazione e, soprattutto, la revisione del saggio o della tesi.
    • Si fida il docente nel momento in cui, assegnato il lavoro allo studente, delega a quest’ultimo la ricerca delle fonti, l’utilizzo delle stesse e la redazione del lavoro scientifico, aspettandosi dunque che l’elaborato sia originale, e dunque nè copiato (parzialmente o integralmente) nè commissionato a terzi per la redazione.
    • Se si incrina tale rapporto fiduciario, ognuna delle due parti si assume la responsabilità del proprio operato e, dunque, non ci si deve sorprendere pertanto se gli esiti non sono più quelli immaginati o sperati
  2. E’ consigliabile che lo studente abbia, fin dall’inizio, un atteggiamento positivo e costruttivo nei confronti della prova finale che, pur costituendo l’ultima attività formativa precedente il conseguimento del titolo, non può essere assimilata ad una mera pratica da adempiere. Sono indicatori di un atteggiamento positivo e costruttivo:
    • la dimostrazione di un vivo e continuativo interesse verso l’argomento prescelto o assegnato;
    • la puntualità e il rispetto dei tempi concordati per la produzione di determinati “output” (proposta di massima dell’argomento; bozza di indice; singoli capitoli; introduzione e conclusioni; intero lavoro; slides per l’eventuale presentazione dell’elaborato in seduta di laurea; dati e tabelle, etc..)
    • il rispetto dei canoni elementari di redazione del lavoro (articolazione dell’elaborato in capitoli e paragrafi, opportunamente numerati; stile redazionale; rispetto delle regole di punteggiatura; assenza di refusi; unica formattazione del testo scritto; puntuale indicazione delle fonti citate e consultate, ecc.);
    • l’osservanza delle indicazioni (suggerimenti, revisioni, ecc…) fornite dal docente-relatore al fine di migliorare la qualità del lavoro presentato, anche nel caso (non improbabile) che venga richiesto di scrivere ex-novo una parte della tesi i cui contenuti non siano soddisfacenti o non risultino coerenti all’impostazione complessiva del lavoro.
  3. Il lavoro di tesi misura anche il livello di integrità morale e di onestà intellettuale dello studente e del suo docente-relatore. Tutto ciò che viene riportato nel lavoro deve essere documentato e citato. Ad esempio, da parte dello studente, la riproduzione fedele di testi consultati e citati (soprattutto da Internet) senza l’indicazione della fonte, oltre ad essere passibile di plagio, è inequivocabile segnale di un atteggiamento irriguardoso nei confronti della prova finale. Allo stesso modo, il docente-relatore deve astenersi dal formulare giudizi di merito, sbrigativi e frettolosi, quando non abbia completato la lettura dell’elaborato consegnato dallo studente
  4. Nell’attività di ricerca, condotta dallo studente, fabbricazione, falsificazione e plagio costituiscono comportamenti assai gravi e scorretti (si veda al riguardo l’articolo 7 del Codice etico approvato dall’Università di Udine il 25.01.2012 inerente lo svolgimento dell’attività di ricerca)

Nelle tesi in Economia e Gestione delle Imprese (elaborato di prova finale) e Innovation and Business Models (tesi magistrale) assegnate al Prof. Faraci, di norma:

  1. lo studente assegnatario della tesi incontra per la prima volta il docente al ricevimento e, dopo aver rappresentato la propria situazione accademica, propone l’argomento o gli argomenti di massima che intende affrontare nel lavoro (di solito, una rosa di tre argomenti): trattandosi di un incontro conoscitivo, è possibile che l’argomento o la rosa di argomenti non siano ancora del tutto chiari;
  2. lo studente, ove non l’avesse fatto prima, viene invitato a seguire uno dei seminari sulle modalità di redazione del lavoro tenuti durante l’anno accademico dal proprio corso di studi
  3. lo studente avvia autonomamente alcune preliminari ricerche sull’argomento, avvalendosi di:

non limitandosi pertanto nè ad una revisione dei principali argomenti del manuale di testo nè ad una sommaria e sbrigativa ricerca sui motori di ricerca in Internet o su wikipedia.

Successivamente:

  1. lo studente presenta la <<rosa di argomenti>> al docente, all’interno della quale verrà poi scelto l’argomento sul quale si intende sostenere la prova.
  2. lo studente accompagna alla presentazione della rosa di argomenti la formulazione di una domanda di ricerca, ovvero di una <<research question>> alla quale il saggio – nella sua articolazione (fra argomenti teorici ed eventuali casi pratici) – proverà a rispondere. Può utilizzare il seguente schema (Schema lavoro)
  3. approvata la proposta, lo studente procede alla consultazione e lettura sistematiche delle fonti bibliografiche e sitografiche, nonchè alla ricerca di ulteriori fonti
  4. lo studente predispone un indice di massima, da discutere al ricevimento col docente, possibilmente articolato in capitoli e paragrafi
  5. ricevuta l’approvazione dell’indice, lo studente procede alla redazione del lavoro da consegnare al docente per le revisioni solo ad opera ultimata;
  6. consegnato il lavoro al docente (di norma, 45-60 gg. prima della data prevista per la laurea), lo studente viene invitato ad apportare le necessarie revisioni, prima di esitare la versione finale
  7. espletate le procedure di rito in modalità elettronica (modulo dissertazione tesi e caricamento della tesi), lo studente concorda col docente le modalità di presentazione del lavoro nella seduta di laurea.

Nella costruzione del lavoro, a partire dalla <<domanda di ricerca>>, lo studente:

  • sarà attento a definire una o più domande di ricerca che abbiano un senso compiuto e che consentano di essere discusse nel corso del lavoro (a titolo esemplificativo, una domanda di ricerca potrebbe essere la seguente: le imprese a conduzione familiare, rispetto a quelle non familiari, tendono a diversificare in modo conglomerale o in modo correlato?)
  • ricostruirà, anche con l’aiuto della bibliografia specialistica, la letteratura riguardante le principali categorie concettuali impiegate nel lavoro (nell’esempio precedente: diversificazione e suoi significati; family business)
  • si avvarrà, se ritiene, di banche dati per effettuare ricerche in modo estensivo;
  • individuerà, se ritiene, uno o più casi di studio – originali o tratti da fonti secondarie (come articoli o Internet) – che permettano di contestualizzare la <<domanda di ricerca>> proposta nel lavoro e le relative categorie concettuali a supporto
  • si avvarrà di metodi alternativi per dimostrare, confutare, ecc.. la domanda di ricerca proposta nel saggio: ad esempio, potrebbe effettuare un’analisi semantica dei testi oppure potrebbe costruire e somministrare un questionario ad un campione di soggetti/imprese
  • procederà alla stesura del lavoro, comprensivo dell’introduzione e delle conclusioni

Alcune banche dati:

Introduzione del lavoro

Della lunghezza di 2-3 pagine, serve a presentare il lavoro. Propone la domanda di ricerca, spiega le motivazioni per cui si è scelto l’argomento del lavoro, descrive l’articolazione del lavoro in capitoli, illustra il metodo scelto e indica i risultati attesi dal lavoro di ricerca. Di fatto, esplicita nei contenuti lo schema precedentemente proposto (clicca qui Schema lavoro)

Conclusioni del lavoro

Della lunghezza di 3-4 pagine, serve a rappresentare, in modo personale, le principali riflessioni critiche cui il laureando è pervenuto dopo aver scelto l’argomento del lavoro e averlo discusso nel saggio o nella tesi. Ha contenuti diversi da quelli dell’Introduzione.

Valutazione del saggio

Nella valutazione del saggio compilativo, il Prof. Faraci terrà conto in particolare dei seguenti indicatori:

  1. Indicatore 1: Capacità di utilizzare i documenti consultati e citati. Descrittori: Ampia e articolata; corretta; superficiale/incompleta; limitata/scorretta.
  2. Indicatore 2: Individuazione della tesi (ovvero della domanda di ricerca). Descrittori: Evidente; per lo più riconoscibile; appena accennata; assente
  3. Indicatore 3: Argomentazione. Descrittori: Articolata e sempre presente; soddisfacente; poco articolata; assente
  4. Indicatore 4: Correttezza formale (morfosintassi/uso dei registri/lessico). Descrittori: corretto ed adeguato; semplice ma quasi sempre adeguato; con errori diffusi e gravi; con errori molto gravi e/o lessico inadeguato.
  5. Indicatore 5: Rielaborazione critica. Descrittori: Personale/con citazioni/documentata; Originale ma accettabile; Appena accennata; inesistente,
  6. Indicatore 6: Interdisciplinarietà. Descrittori: Articolata e critica; semplice ma critica; appena accennata; inesistente.

2 pensieri su “Tesi di laurea

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